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(it) Italy, FDCA, Contier 9 - Cresce l'avversione alla guerra in Russia di Yurii Colombo (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Fri, 17 Jun 2022 08:14:32 +0300


Mentre la guerra in Ucraina è entrata ormai nel terzo mese, non cresce solo la stanchezza e la demoralizzazione tra i soldati russi ma aumentano anche i fenomeni di renitenza alla leva e la diserzione. I casi di ribellione come quello già da noi documentato nel numero di aprile de "il CANTIERE", dei trecento soldati osseti si sono moltiplicati. ---- In un documento pubblicato sul il quotidiano ucraino Grati si riferisce per esempio, citando un documento della difesa russa della Crimea, che 80 paracadutisti russi si sarebbero rifiutati di partecipare alla guerra in Ucraina nello scorso mese di marzo. Dopo essere stati portati in nave dalla Crimea alla regione di Kherson, si sono resi conto che ciò che li aspettava non erano esercitazioni ma azioni militari contro le truppe ucraine. Tra coloro che hanno rifiutato c'erano anche soldati di leva che avevano prestato servizio per non più di qualche mese. I militari sono stati poi rimpatriati in Crimea, dove hanno scritto rapporti sul loro rifiuto di partecipare alle azioni militari. Un mese dopo i giornalisti hanno scoperto che sull'ormai celebre sull'incrociatore missilistico Moskva affondato, c'erano dei sol-dati di leva, alcuni dei quali sono morti. E precedentemente il 25 febbraio, a diversi combattenti della Rosgvardiya di Krasnodar, che si trovavano alle esercitazioni militari in Crimea, è stato ordinato di partire per le azioni militari in Ucraina, ma si sono rifiutati di farlo. Secondo il giornalista Roman Tsimbalyuk, anche 58 militari a contratto della regione di Kaliningrad, enclave russa su territorio polacco, si sono rifiutati di partecipare alla guerra in Ucraina. Erano arrivati nella regione di Belgorod, da dove avrebbero dovuto essere trasferiti nella zona di guerra ma hanno fatto dietrofront. La stessa cosa avrebbero fatto 11 combattenti OMON della Repubblica di Khakassia. Il giornale russo Pskovskaya Guberniya ha riportato che 60 militari della regione di Pskov si sono rifiutati di andare a com-battere in Ucraina. L'avvocato moscovita Maxim Grebenyuk che segue molti casi di renitenza alla leva dichiarato a Mediazona di aver ricevuto circa 40 appelli da parte di militari di varie unità con richieste di assistenza legale per evitare di partecipare alle ostilità. Tuttavia dall'inizio della guerra, non è stato portato avanti dai tribunali civili e militari russi un solo caso penale ai sensi dell'articolo 332 del Codice penale per "mancata esecuzione di un ordine". Il motivo è semplice: la Russia non ha formalmente dichiarato guerra all'Ucraina e non ha introdotto la legge marziale e quindi non può far valere le leggi vigenti in caso di conflitto. Il Conflict Intelligence Team ha riferisce che una fotografia di un rapporto che circola nelle chat WhatsApp dei residenti del Daghestan mostra che la 136ª Brigata motorizzata di fucilieri, operante nell'Oblast' di Zaporizhzhya in Ucraina, non è arrivata nella formazione del battaglione, come era previsto, il 25 marzo e ha effettivamente disertato, abbandonando anche l'equipaggiamento militare sul terreno. La foto mostra il primo foglio del rapporto con un elenco di circa 30 persone, ma il numero totale dei fogli è sconosciuto. L'organizzazione cita anche delle proprie fonti secondo cui dei gruppi di combattenti russi della Rosgvardiya (truppe scelte al servizio del Ministero degli interni) che si erano recentemente stavano facendo delle ricerche su dei disertori nella zona di Kherson, sarebbero stati uccisi. Gli attivisti per i diritti umani riferiscono anche di un caso in cui un soldato di leva in servizio in una delle regioni al confine con l'Ucraina sarebbe a rifiutarsi di partecipare alle azioni militari, dopo aver presentato un rapporto in cui dichiarava di non poter partecipare all'"operazione speciale" a causa della sua "coscienza", cioè delle sue convinzioni religiose, e la sua famiglia si è appellata al Ministero della Difesa e ad altri funzionari in merito alla questione. Sono molti inoltre i Testimoni di Geova - notoriamente pacifisti assoluti per convinzione religiosa e fuorilegge in Russia - sono stati arrestati nelle ultime settimane perché propagandavano il rifiuto di prendere le armi. Ma anche il sabotaggio dietro la linea del fronte sta crescendo. I giornalisti russi hanno riportato almeno otto casi di incendio doloso nei commissariati militari di diverse parti della Russia. Molti giovani russi temendo una mobilitazione generale che presto o tardi potrebbe arrivare se la guerra continuerà ancora a lungo stanno cercando una soluzione individuale a fronte del rischio di diventare carne da cannone per le mire espansionistiche di Putin. Nel mese di maggio a San Pietroburgo oltre 10mila giovani in età di leva su circa 21mila sono stati considerati dopo la visita medica in caserma "non idonei al servizio militare". E' evidente che molti medici militari (che hanno stipendi da fame) accettano di buon grado di ricevere bustarelle in cambio dell'esclusione dal dovere di servire l'esercito. Ma il fenomeno più vistoso è quello della fuga dal paese. Euronews ha riportato una notizia che "migliaia di russi,hanno deciso di fuggire dal Paese d'origine perché in disaccordo con la politica digoverno: destinazione preferita e relativamente comoda è l'Armenia". Si tratta della soluzione più facile visto che tra la Russia e l'Armenia c'è un regime senza visti e si può entrare nel Paese con un passaporto russo. Qui, del resto, il costo della vita è inoltre molto basso e i giovani possono permettersi di affittare dei grandi appartamenti in comune in attesa di vedere come andranno le cose.
"Di certo non andrò mai ad ammazzare degli ucraini" ci dice Kolja giunto a Erevan da soli 15 giorni e che prima viveva a Mosca. Tuttavia l'instabile situazione politica interna e la possibilità che la Russia chieda assistenza militare all'alleato armeno nel futuro, spingerà una parte di queste persone a spostarsi in un paese terzo. La meta più ambita ora sembra l a Bulgaria dove si può ricevere facilmente il visto e poi il permesso di soggiorno.
Secondo il Ministero dell'Economia armeno, circa 150.000 cittadini russi sono entrati in Armenia nel primo trimestre del 2022, la metà dei quali intende rimanere anche dopo la guerra. Si tratta di una cifra impressionante che rischia di assottigliare pesantemente le forze potenziali dell'esercito russo.
Il quale potrebbe avere presto dei problemi di gestione delle sue armi. Si sussurra infatti che molti dei chips dei carriarmati della Federazione siano di produzione americana e stiano iniziando a scarseggiare.

"Se la guerra è un'industria come può esserci pace in un mondo capitalista?"

Tratto dalla Rivista "Il Cantiere" Materiali dei Comunisti-Anarchici per la lotta di Classe n. 9 Giugno
ilcantiere@autistici.org - Alternativa Libertaria/Fdca (Italy)
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