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(it) IItaly, FDCA, Contier 9 - l problema irrisolto dei rifiuti - Alternativa Libertaria Roma (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Date Wed, 15 Jun 2022 08:32:31 +0300


Nei prossimi giorni verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto "Decreto Aiuti", approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 maggio scorso e recante (almeno così riportano i giornali visto che il testo ufficiale ancora non è disponibile) "misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina". ---- Tra queste misure urgenti ve ne è una che nulla ha a che vedere con il titolo del decreto, cioè la delega al Commissario Straordinario per il Giubileo (leggasi il sindaco capitolino Gualtieri) di specifiche competenze regionali in materia di gestione rifiuti. Al momento non è dato conoscere il testo effettivo di tale disposizione e quali effettivamente siano le competenze regionali assegnate a Gualtieri, ma secondo il Movimento 5 Stelle, i cui ministri non hanno votato il decreto, ciò renderebbe possibile la realizzazione di un inceneritore a Roma.
Subito quindi è partito l'ennesimo scontro tra opposte tifoserie, come ormai prassi nel dibattito politico italiano: da una parte il fronte di coloro che l'inceneritore se lo monterebbero pure in giardino, dall'altra chi invece è disposto a incatenarsi al cantiere per impedirne la costruzione, come il consigliere capitolino dei 5 Stelle Paolo Ferrara per esempio.
Vogliamo precisare subito, a scanso di equivoci, che non è nostra intenzione suggerire un atteggiamento di aristocratico distacco dalle suddette fazioni in lotta, tutt'altro: crediamo sia necessario stare dalla parte di chi si oppone agli impianti di incenerimento dei rifiuti, siano essi obsoleti forni o "termovalorizzatori" di ultima generazione, per le negative ricadute sanitarie e ambientali che il funzionamento di tali impianti potrebbero avere sul territorio e sulla popolazione circostante. Ma allo stesso tempo pensiamo che sia necessario operare dei distinguo
rispetto alle posizioni di chi, se da un parte non vuole l'inceneritore a casa sua, dall'altra sembra non essere molto interessato al fatto che i suoi stessi rifiuti vengono bruciati alcune decine di chilometri più lontano.
A noi sembra essere questa la posizione di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle romano, che giustamente sono subito scesi sul piede di guerra contro la possibile realizzazione di un inceneritore a Roma, ma non sono sembrati particolarmente infastiditi, negli anni della Giunta Raggi, dal fatto che migliaia di tonnellate di rifiuti prodotti a Roma venissero "termovalorizzati" in provincia di Frosinone.
Per chi infatti lo avesse dimenticato, fino a ottobre 2021 il Movimento 5 Stelle ha avuto l'onore e l'onere di amministrare la città di Roma. E in questi anni non è stato costruito alcun inceneritore a Roma, né tanto meno alcuna discarica: obiettivo rifiuti zero raggiunto quindi? Neanche per idea!
La percentuale di raccolta differenziata è in effetti cresciuta in questi ultimi anni, molto probabilmente a seguito di una strategia di potenziamento, già a partire dal 2014 (quindi in epoca Marino), del sistema di raccolta "porta a porta" e dell'estensione a tutte le utenze della raccolta differenziata di rifiuti organici: oggi si attesta su un valore di circa il 46% del totale raccolto.
E il resto dei rifiuti prodotti nella Capitale?
Semplicemente viaggiano: come è possibile leggere sul sito dell'ACoS (Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale) "la definitiva chiusura della discarica di Malagrotta - avvenuta nel 2013 senza aver previsto un'impiantistica alternativa sufficiente - ha determinato una crescente dipendenza della Capitale dalle esportazioni di rifiuti e di residui di trattamento."
In definitiva dopo la chiusura di Malagrotta, anche se a Roma non sono stati realizzati inceneritori e discariche, i rifiuti non riciclabili hanno di fatto continuato a essere smaltiti pressappoco con le stesse modalità degli anni in cui era attiva la discarica di Malagrotta, come si evince dal grafico seguente (fig. 1), elaborato sulla base dei dati estrapolati dalla "Relazione annuale sullo stato dei servizi pubblici locali e sull'attività svolta 2020" dell'ACoS.
In questo grafico sono riportate, rispettivamente in blu e rosso, le per centuali di rifiuti indifferenziati che vengono inviati a recupero energetico (quindi in sostanza bruciati negli inceneritori con recupero di energia e nei cementifici) e le percentuali, di gran lunga maggiori, di rifiuti indifferenziati che vengono inviati a discarica.
Bisogna fare una piccola precisazione: tali frazioni, prima di essere inviate a recupero energetico o a discarica, vengono ottenute a seguito di un primo trattamento effettuato nei cosiddetti impianti TMB (Trattamento MeccanicoBiologico), tramite cui si ottiene una frazione leggera (che diventa appunto CDR, combustibile da rifiuti) e una frazione pesante definita FOS (frazione organica stabilizzata), che finisce in discarica insieme agli scarti di processo e alle ceneri residuali dei processi di termovalorizzazione. Si hanno inoltre delle perdite di processo, dovute essenzialmente a cali naturali del peso dei rifiuti (per cui la somma delle percentuali di rifiuti inviati a discarica e di quelli inviati a recupero energetico non darà il 100%). Altro aspetto che appare opportuno precisare è che in figura 1 sono riportate le destinazioni dei soli rifiuti in uscita dagli impianti TMB di Ama, che nel 2019 hanno trattato solo il 25% dei rifiuti indifferenziati, dato che evidenzia un'ulteriore criticità nella dotazione impiantistica dell'azienda capitolina.
Riassumendo, il dato su cui riflettere è che, nonostante la chiusura di Malagrotta e la successiva amministrazione a 5 Stelle, di cui la strategia Rifiuti zero ha sempre costituito uno dei principali cavalli di battaglia, la parte indifferenziata dei rifiuti prodotti a Roma continua ad andare in discarica e a inceneritori con recupero di energia, presso impianti collocati fuori dalla città di Roma.
Questa vicenda sembra suggerirci che voler rendere sostenibile la gestione dei rifiuti all'interno del vigente modello capitalista risulta estremamente complesso, anche mettendoci tutta la buona volontà di questo mondo e perfino facendo ricorso alle migliori tecnologie disponibili.
Il risultato di tali tentativi sembra essere solo quello di avvantaggiare coloro che, sfruttando l'esasperazione e la frustrazione della popolazione, propongono soluzioni apparentemente semplici e di buon senso, la cui immediatezza nel risolvere l'impellente problema oscura o rende trascurabili gli effetti negativi di tale soluzione.
E allora nel caos della gestione dei rifiuti a Roma ecco la proposta del termovalorizzatore: una soluzione rapida e di "buon senso" (?) (meglio termovalorizzare i rifiuti a Roma che a chilometri di distanza), con buona pace di chi si troverà a respirare l'aria nei dintorni di tale impianti.

Tratto dalla Rivista "Il Cantiere" Materiali dei Comunisti-Anarchici per la lotta di Classe n. 9 Giugno
ilcantiere@autistici.org - Alternativa Libertaria/Fdca (Italy)
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