(it) Collettivo Anarchico Libertario - Livorno: Report e foto del corteo NO TAV dell'8 dicembre a Torino

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Wed Dec 19 05:31:24 CET 2018


Il vento della Valle arriva in città ---- da Umanità Nova: umanitanova.org ---- Un otto 
dicembre con l'aria pulita a Torino. Il föhn, il vento caldo che dalla Val di Susa si 
incunea sul corridoio di Corso Francia e da lì dilaga per tutta la città, ha spazzato la 
cappa di smog che assediava da giorni il capoluogo piemontese. Un vento che ha portato 
sessantamila valligiani e torinesi in piazza per affermare che la lotta contro la linea 
ferroviaria TAV/TAC Torino - Lione va avanti, nonostante la manifestazione del 10 novembre 
a favore della realizzazione dell'opera che secondo alcuni fini giornalisti avrebbe 
segnato una "rivoluzione civile" che sposterebbe l'equilibrio di forza a favore della 
costruzione della linea.
Il concentramento di Piazza Statuto straripa verso piazza XVIII Dicembre, fin quasi alla 
stazione di Porta Susa, quando la testa del corteo e un buona parte di questo sono giunti 
al termine del percorso in Piazza Castello la coda del corteo si trova ancora davanti a 
Porta Susa. Via Cernaia e via Pietro Micca sono invase da una fiumana di manifestanti. 
Pochi da fuori, moltissimi da Torino e dall'hinterland e dalla stessa Valle. Una 
consistente delegazione dall'Alessandrino dei comitati no Terzo Valico.

Cartelli, striscioni e slogan denunciano la decimazione dei servizi pubblici essenziali, 
sanità e trasporti locali, mentre le risorse economiche vengono dirottate verso 
infrastrutture mastodontiche e inutili come la nuova linea Torino-Lione. È la logica delle 
grandi opere: drenaggio delle casse pubbliche a favore delle tasche del padronato, 
cantieri pluridecennali in grado di garantire un costante flusso a favore di questo, costi 
pubblici e profitti privati. Nel frattempo chi è pendolare passa ore al giorno su 
infrastrutture decadenti, e tragicamente pericolose in certi casi, e il traffico veicolare 
aumenta, insieme all'inquinamento dell'aria.

Molto diffuso anche il tema antirazzista e contro le frontiere: mentre i padroni cianciano 
del TAV necessario "all'integrazione europea" chi tenta di passare la frontiera rischia di 
morire congelato nei valichi a causa della militarizzazione o finisce in veri e propri 
lager, depositi di umanità in eccedenza rispetto alle esigenze del capitale, come quello 
di Settimo Torinese.

Una piazza con alcune, anche vistose, contraddizioni come il volere riconoscere, da parte 
di alcuni, come interlocutore attendibile, seppure aspramente criticato, il Movimento 
Cinque Stelle che ha già dato ampiamente prova di sè con la costruzione del governo dei 
bottegai e dei latifondisti con la Lega Nord e il voltafaccia su TAP e ILVA. Il 
vicesindaco pentastellato di Torino viene giustamente contestato da un gruppo di compagni 
e lo spezzone organizzato dai compagni della Federazione Anarchica Torinese ribadisce, con 
slogan, interventi e con gli stessi striscioni, che l'opposizione non è solo al TAV ma a 
tutto il suo mondo: il mondo delle frontiere e dei porti chiusi, dei morti di lavoro, 
della devastazione ambientale, dello sfruttamento. L'opposizione all'attuale governo è 
trasversale a molti spezzoni del corteo, è ribadita da una miriade di striscioni, 
cartelli, volantini, slogan. Chi pensava di poter sfruttare in chiave filo-grillina, sia 
nella dialettica interna al governo che nel perenne scontro con il PD, sicuramente non ha 
avuto gioco favorevole. Il movimento ha dimostrato, ancora una volta, di sapere camminare 
su gambe proprie.

Lo spezzone, molto visibile, organizzato dai compagni della FAT è stato partecipato da 
centocinquanta compagni e compagne e ha saputo ribadire costantemente l'autonomia dalla 
politica politicante, dagli sbandamenti elettoralistici e filoistituzionali. Molti 
interventi fatti dallo spezzone hanno ricordato la lotta antirazzista, i ministri 
pentastellati sono stati additati come volenterosi complici di Salvini, ampio spazio è 
stato dato al tema della continua strage di lavoratori e lavoratrici.

I giornali del fronte Si Tav sono in palese difficoltà. Avevano lanciato la prova dei 
numeri e l'han palesemente persa. Alla piazza chiamata dall'alto, da confindustriali ed 
edili e dal loro partiti di rifermento in affanno, una piazza corporativa partecipata da 
quella borghesia medio alta che naviga a vista e che si rifugia nella mitica età dell'oro, 
da Cavour agli Agnelli, che ha seminato i semi della sua stessa crisi, ha risposto una 
piazza convocata dal movimento No TAV e partecipata dai comitati dei paesi della Valle, 
dalle organizzazioni di classe, dai sindacati di base, da chi lotta tutti i giorni per un 
mondo senza frontiere, senza servi e senza padroni. La stessa Repubblica è costretta ad 
ammettere, nell'edizione del nove dicembre, che la piazza No Tav era più numerosa rispetto 
a quella del dieci novembre. La Stampa, fedele al suo storico soprannome di busiarda, 
prima da dei numeri vicini alla realtà e poi fa marcia indietro dando una cifra ancora 
inferiore alla stima al ribasso della stessa questura. Per poi contraddirsi dichiarando 
che tanto le due piazze non sono paragonabili, in un capolavoro sofistico di non sense 
logico presentato come un concetto sensato.

Una piazza composita, con contraddizioni di cui già abbiamo detto, ma dinamica, capace di 
proiettarsi verso un qualcosa di altro e di radicalmente diverso rispetto al mondo che i 
signori del TAV vorrebbero plasmare a loro uso e consumo.

lorcon

https://collettivoanarchico.noblogs.org/post/2018/12/14/report-e-foto-del-corteo-no-tav-dell8-dicembre-a-torino/


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