(it) FAI - Perquisizioni a Torino: Nei tribunali la solidarietà è sotto indagine, lo stupro è assolto

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Ven 19 Maggio 2017 08:14:54 CEST


Nelle primissime ore di sabato 13 maggio, in piena notte, sono state perquisite le 
abitazioni di due compagne e due compagni della Federazione Anarchica Torinese. La DIGOS 
di Torino ha eseguito le perquisizioni per ordine del PM Rinaudo nel quadro di indagini 
riguardo a delle scritte. Sono stati sequestrati telefoni, computer e abiti. Le scritte in 
questione erano apparse alcune settimane fa di fronte al Tribunale del capoluogo 
piemontese per denunciare l'ennesima sentenza a protezione del patriarcato e dello stupro, 
sentenza attorno alla quale si era creata una forte opposizione da parte di ampi settori 
femministi. Un'opposizione che ha avuto il suo momento di massima visibilità nelle 
manifestazioni convocate lo scorso 12 aprile dal movimento Non Una Di Meno di fronte ai 
tribunali di tutto il paese.

La Commissione di Corrispondenza, certa di esprimere la posizione dell'intera Federazione, 
denuncia la gravità di questi provvedimenti e manifesta massima solidarietà verso la 
Federazione Anarchica Torinese ed in particolare verso le compagne ed i compagni perquisiti.

Le perquisizioni della scorsa notte sono in linea con la politica autoritaria del governo, 
che con i recenti decreti firmati dai ministri Minniti e Orlando inasprisce la repressione 
non solo nei confronti del movimento anarchico e di altre forze antagoniste o 
rivoluzionarie, ma anche contro ogni forma di dissenso e più in generale contro tutti gli 
sfruttati, sui luoghi di lavoro come nelle strade e nelle stazioni. In questo contesto 
risulta ancora più evidente il carattere intimidatorio e persecutorio di quattro 
perquisizioni domiciliari per un'indagine riguardante delle semplici scritte.

Il comunicato della Federazione Anarchica Torinese su quanto avvenuto parla in modo chiaro:

«Il PM Rinaudo ci accusa di imbrattamento e diffamazione. Nel decreto di perquisizione si 
legge che siamo stati scelti perché anarchici attivi nella rete femminista Non Una di 
Meno. Inutile negarlo. Siamo anarchici, anarchiche, femminist*. Quelle scritte, chiunque 
le abbia tracciate sul muro, le ha fatte anche a nome nostro.»

Infatti la denuncia che esprimono le scritte di Torino è la stessa che molte e molti hanno 
fatto, identificando in quella sentenza un esempio di come i tribunali perpetuino la 
violenza sulle donne e il sessismo, difendendo le strutture patriarcali della società.

La Commissione di Corrispondenza si pone al fianco delle compagne e dei compagni di Torino 
che stanno continuando la propria attività, la Federazione Anarchica Italiana è unita di 
fronte alla repressione e respinge ogni intimidazione nei confronti dei propri membri.

La Procura di Torino mira a colpire le anarchiche e gli anarchici per il loro impegno 
coerente nei movimenti, per a loro lotta quotidiana per la liberazione sociale, contro lo 
sfruttamento e l'oppressione. Ma tentano anche di intimidire l'insieme ampio e variegato 
di realtà che hanno dato vita negli ultimi mesi a iniziative, azioni e manifestazioni, 
riuscendo a dare nuova centralità alla questione femminista e di genere.

Queste perquisizioni dimostrano ancora una volta da quale parte stia la giustizia. Certo 
non nei palazzi dei tribunali, dove si emettono sentenze che proteggono gli stupratori e 
si indaga su chi protesta contro tali verdetti. Le anarchiche e gli anarchici saranno 
sempre al fianco di chi lotta per la giustizia sociale e per la libertà, contro la 
violenza e il patriarcato.

Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana
15 maggio 2017

https://collettivoanarchico.noblogs.org/


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