(it) alternativa libertaria fdca: COSTRUIRE RETI DI UGUAGLIANZA E LIBERTA' E VINCOLI DI SOLIDARIETA', RICONQUISTARE SPAZI COLLETTIVI DI CONFLITTO E DI RISCATTO, RIGUADAGNARE NELL'ORIZZONTE DEL POSSIBILE UNA SOCIETA' PIU' GIUSTA

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Gio 29 Giu 2017 08:32:50 CEST


Tre azioni che sembrano, in questo periodo storico, difficili, ardue e persino 
scoraggianti. ---- Siamo infatti in una realtà plasmata dalle paure e dal terrore, dalle 
guerre e dalla povertà, in cui lo scontro tra le minoritarie classi dominanti e le 
centinaia di milioni di proletari si inabissa duro ed implacabile nelle sofferenze dello 
sfruttamento inflitto a uomini e donne di ogni latitudine mentre si assiste all'opera di 
devastazione portata avanti dal capitalismo. ---- Le devastazioni portate dal capitalismo 
e dagli Stati ---- Una devastazione economica e finanziaria resettata come austerità e 
schiavitù dal debito, una devastazione ambientale riqualificata come valorizzazione dello 
scempio del territorio, una devastazione del mondo del lavoro ridefinita come 
subordinazione dei lavori e dei saperi, una devastazione dei diritti e delle libertà 
sindacali ridenominata come regolamentazione/repressione del conflitto all'interno di 
relazioni industriali dettate dall'impresa, una devastazione delle condizioni di vita 
sociale riciclata come aggiustamento strutturale sulla spesa pubblica, una devastazione 
delle relazioni sociali e personali, degli affetti, della cultura, dell'arte, della 
ricerca, sottoposte  -come fossero merce- alle leggi del mercato.

Un'opera di violenta distruzione e ricostruzione violenta, che dura, nella sua virulenza 
massima, da dieci anni e che punta a  rendere volatile qualsiasi opzione di cambiamento.

Votare per cambiare, cambiare per votare

Le classi dirigenti non hanno mai amato tanto il voto come in questi anni.
Le elezioni non sono più lo strumento per sancire la rappresentanza, truccata o meno, dei 
partiti in competizione, bensì il mezzo per adeguare continuamente le strutture e le leggi 
dello Stato e gli assetti del potere statuale alle necessità delle classi dirigenti 
nazionali ed europee.
Lo spostamento di sovranità su diversi aspetti politico-economici dagli stati-nazione 
all'Unione Europea offre la possibilità di usare le elezioni e la conquista dell'esecutivo 
per cambiare ruolo e compiti dello Stato, cambiando o usando le leggi elettorali vigenti 
per disfarsi degli avversari, per affermare un nuovo movimento che deve apparire....nuovo.
Questa mutazione in atto dello Stato finge di lagnarsi, ma in realtà non si cura degli 
alti tassi di astensionismo (nonostante la continua attesa che possa materializzarsi 
almeno in parte come opposizione sociale organizzata), nemmeno del successo parziale di 
formazioni politiche della sinistra europea.
La lotta tra le fazioni delle classi dominanti è per il potere, e la democrazia 
rappresentativa torna utile come legittimazione.
Ci attendono lunghi mesi in cui molte forze della sinistra italiana verranno risucchiate 
nel tentativo di costruire un soggetto politico alternativo al PD ed al M5S.
Molte energie verranno impiegate. C'è da augurarsi che tutto il loro affaccendarsi non si 
esaurisca lì. In Italia c'è bisogno di tanta sinistra, soprattutto nella società e nelle 
lotte sociali.
Si dirà che le ultime tornate elettorali in Europa hanno spazzato via gran parte delle 
forze di destra e di estrema destra.
Ma è ben magra consolazione.
Sconfitte le destre?
Ogni volta che la destra subisce una sconfitta, fosse anche elettorale, non c'è che 
esserne soddisfatti.
Tuttavia, la destra razzista e xenofoba, sovranista e nazionalista di questi anni si è 
diffusa in profondità nelle società europee ed in particolare in quella italiana, dove 
riesce ad inserirsi nella coalizione elettorale di centro-destra, a costringere il M5S a 
svelare il suo posizionamento a destra, a portare liste alle elezioni amministrative con 
qualche successo.
Questa destra non sarà mai messa fuori gioco solo a colpi di elezioni.
Occorre un lavoro capillare nei territori, di vigilanza e di recupero di valori di cultura 
della solidarietà che contrastino il razzismo in società sempre più ed inevitabilmente 
multietniche.
Occorre costruire reti antifasciste per porre ampi argini sociali nei quartieri e nelle 
città, in cui la destra deve sentirsi estranea, priva di sacche di reclutamento.
Il coraggio delle lavoratrici e dei lavoratori
In questa situazione di restaurazione del potere d'impresa ai danni dei lavoratori e delle 
loro organizzazioni di massa, emergono ancora una volta dal cuore dell'appartenza di 
classe il coraggio, la voglia di riscatto e di conflitto.
La manifestazione della CGIL a Roma del 17 giugno contro la truffa e la scellerataggine 
della legge sui vouchers, unitamente allo sciopero nei trasporti e nella logistica indetto 
da diverse organizzazioni sindacali di base il 16 giugno, dimostrano che ci sono le 
possibilità per riconquistare spazi di conflitto e di riscatto.
Le lotte sindacali, il cui strumento è il diritto di sciopero e la cui anima è la capacità 
di coalizione dei lavoratori nei luoghi di lavoro e nel territorio, sono da salutare 
sempre come una speranza ed una realtà insopprimibili.
La rivoluzione industriale 4.0 non ha archiviato lo sfruttamento e l'estrazione di 
plusvalore, nè la decurtazione dei salari e gli aumenti di orario ed i demansionamenti, 
nemmeno i licenziamenti ed i ricatti, la flessibilità ed il precariato: la lotta di classe 
4.0 è dunque appena iniziata.
Se la CGIL, dopo la beffa subita dal governo Gentiloni, è sempre più costretta a rivedere 
il suo posizionamento per sedersi ad eventuali tavoli di contrattazione con rapporti di 
forza meno sfavorevoli, i sindacati di base sanno che stringe sempre di più il tempo per 
confederare le forze e non disperdere i risultati di un lavoro difficile di decenni.
Riguadagnare l'orizzonte di una società più giusta
E' un orizzonte verso il quale si va tutti insieme o si allontanerà sempre di più.
E' un orizzonte ancora visibile in ogni quartiere, in  ogni città, in ogni Paese.
Verso cui mettersi in cammino ogni volta che le forze sociali per una società più giusta e 
più ugualitaria riescono a fare coalizione, a federarsi, a costruire alternativa reale nei 
luoghi di vita, nel territorio, nei posti di lavoro; a rivendicare bisogni sociali 
fondamentali come il diritto alla mobilità, allo studio, al verde, agli spazi gratuiti in 
cui poter fare cultura, arte, meeting; a costruire esperienze di autogestione del lavoro e 
della produzione federate in ecoreti; ad aggregare situazioni di cooperazione con i 
migranti; a contrastare razzismo ed esclusione, emarginazione e precarietà.
Alle organizzazioni politiche anticapitaliste che hanno come orizzonte una società 
egualitaria fondata sulla libertà non sfuggirà la necessità sempre più pressante di 
costruire situazioni di cooperazione e di coordinamento per sostenere quelle forze sociali 
che sono il tessuto reale dell'alternativa di oggi e di domani.
Il comunismo, quello libertario, è sempre all'ordine del giorno.
98° Consiglio dei Delegati di Alternativa Libertaria
Fano, 24 giugno 2017

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