(it) anarres info: Cacerolazo contro la guerra ai poveri, i comitati razzisti, gli sgomberi a 5 Stelle

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Gio 22 Giu 2017 06:10:52 CEST


Nelle ultime settimane i "comitati spontanei" di destra hanno lanciato l'offensiva contro 
le baraccopoli di via Germagnano e strada dell'Aeroporto -- Lunedì 19 giugno i fascisti e 
i comitati si erano dati apppuntamento di fronte al comune per chiedere lo sgombero dei 
campi rom. ---- In prima fila Forza Italia e Casa Pound con i loro alias, "Noi di 
Barriera" e "Torino ai torinesi". Dietro il coordinamento Torino Nord, vicino al Movimento 
Cinque Stelle, il comitato del nuovo assessore all'ambiente Alberto Unia, che ha 
accompagnato i razzisti quando si sono spostati in Prefettura. ---- Sull'angolo di una 
piazza pesantemente militarizzata, un cacerolazo rumoroso di antirazzisti e anarchici ha 
accolto con slogan, casseruole, fischietti e numerosi interventi chi da settimane sta 
alimentando la guerra ai poveri, il razzismo e l'aria di pogrom. In prima fila lo 
striscione "i rom torinesi come noi". Una verità banale che, scritta su un pezzetto di 
stoffa, suscita reazioni sdegnate e stizzite tra chi vorrebbe alimentare il mito della 
irriducibile e criminale differenza dei rom.

Immorali, ladri, rapitori di bambini, da eliminare. Breve è il passo dall'invettiva 
all'attacco diretto, alla violenza, ai roghi di baracche, ai pestaggi.
Poco importa che i veri ladri di bambini siano le istituzioni che li portano via ai 
poveri. Poco importa che le irruzioni, controlli, fogli di via segnino le vite dei più 
piccoli in maniera indelebile.

Poco importa che nessuno scelga la povertà.
Poco importa che lo Stato italiano da decenni abbia puntato sulla finzione dei "campi 
sosta" per una popolazione che non è più nomade da generazioni. La fine del nomadismo ha 
coinciso con la fine dei mestieri tradizionali, ormai residuali in una società dell'usa e 
getta.
Ma c'è anche chi non ci sta, chi si mette di mezzo, chi resiste ai fascisti e ai 
dispositivi di marginalizzazione istituzionali, che contribuiscono, sotto una leggera maschera

sdr

buonista, al perpetuarsi dello stereotipo alle radici dell'antitsiganismo.
Da un balcone qualcuno ha deciso di rinfrescare le idee dei razzisti, tirando qualche 
secchiata d'acqua sui piccoli duci torinesi e i loro camerati, che, nonostante la calura 
non hanno gradito la doccia.
Il fragore delle pentole sommerge gli slogan razzisti.

Ascolta la diretta dell'info di Blackout con Emilio, uno dei partecipanti al presidio 
antirazzista antifascista. Dal suo intervento emerge la difficoltà a superare lo stigma 
che investe i rom, uno stigma tanto potente, radicato e forte da permeare anche ambiti di 
movimento che praticano quotidianamente l'opposizione al razzismo, alla pulizia etnica, 
alla criminalizzazione di interi gruppi sociali ed etnici.

Una chiara lettura di classe fatica ad emergere. Una questione sulla quale è lecito 
interrogarsi dopo i tanti episodi di violenza fascista e istituzionale contro i rom delle 
baraccopoli, che si sono susseguiti negli ultimi anni.

Qui il volantino distribuito in piazza dalla Federazione Anarchica Torinese

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