(it) Federazione Anarchica Reggiana: LEGGENDO TRA LE RIGHE DELL'INTERVISTA A DON GOCCINI by lorcon

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Ven 2 Giu 2017 08:10:05 CEST


Il seguente pezzo nasce come riflessione in seguito a un'intervista della Gazzetta di 
Reggio a don Goccini apparsa nella stessa pagina in cui il suddetto giornale ha pubblicato 
il comunicato dei compagni reggiani. È una riflessione scaturita caldo su come la Chiesa 
Cattolica, così come le altre organizzazioni religiose, sia costituivamente 
omotransofobica e basata sul dominio di genere, per quanto alcuni suoi esponenti tentino 
di riciclarsi come "preti buoni e tolleranti". La tolleranza dei preti è sempre pelosa e 
basata sui concetti cristiani di pentimento e remissione dei peccati e i preti, "buoni" o 
"cattivi" sono sempre preti, pronti a diventare da intolleranti se un prete più importante 
di loro glielo ordina. ---- Sulla Gazzetta di Reggio del 17 maggio u.s. è apparsa una 
rivista a don Giordano Goccini, sul tema della processione "di riparazione" contro il 
REmilia Pride organizzata dal comitato di fondamentalisti cristiani beata Giovanna 
Scopelli. Chi volesse leggere l'intervista può trovarla a questa pagina:

http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2017/05/17/news/il-responsabile-della-pastorale-critica-il-comitato-scopelli-e-aggiunge-non-si-risponde-a-una-provocazione-con-un-altra-1.15351141

Indubbiamente, don Giordano è persona ben diversa dai componenti del comitato, portatori 
di un odio virulento e incondizionato verso quelli che loro considerano peccatori 
abominevoli. Per esempio, alla fine dell'intervista esprime un parere favorevole alla 
veglia di preghiera contro le vittime di omo e transfobia tenuta a Regina Pacis[parrocchia 
diReggio Emilia, ndr.], dicendo anche che, secondo Gesù, i peccati di cui il signore 
chiederà conto saranno ben altri, cioè quelli commessi per brama di ricchezza.

Ma, riadattando un vecchio slogan, l'uomo finisce dove comincia il prete.

E il prete comincia liquidando molto semplicemente il Pride come una "provocazione", non 
considerando che la provocazione -che c'è- potrebbe solo essere un mezzo per affermare il 
diritto a vivere secondo la propria natura, senza doversi vergognare di quello che si è. 
La provocazione è un potente mezzo di lotta politica e civile, non è fine a sé stessa.

Il prete continua esprimendo a chiare lettere la posizione reale della chiesa cattolica: 
l'omosessualità è comunque un peccato. Dice che "dio accoglie sempre l'uomo che cade" e 
anche che "pregare in riparazione dei peccati altrui è un atto di presunzione". Il peccato 
va biasimato, il peccatore accolto e perdonato. Purché si penta, è sottinteso. Il perdono 
deve sempre essere preceduto dal pentimento nella chiesa cattolica. Ma in cosa è caduta, 
di cosa si dovrebbe pentire una persona LGBT? Di vivere la propria vita affettiva e 
sessuale seguendo liberamente la propria natura? Di amare in modo ritenuto peccaminoso 
dalle gerarchie religiose? Questo è il punto: la chiesa (tutte le chiese, anche se in 
questo caso stiamo parlando della chiesa cattolica) pretende da sempre di controllare ogni 
aspetto delle vite di tutte le persone. Di tutte, non solo di quelle che ne fanno parte 
per libera scelta. Anche e soprattutto di chi non ne condivide la fede, i precetti e i 
valori. Non sto dicendo niente di nuovo, fiumi d'inchiostro sono stati versati per 
scrivere dell'invadenza clericale nelle nostre vite, della presenza opprimente e pervasiva 
della religione nella politica, dell'influenza sulle leggi e sull'educazione, sulla 
pretesa dei religiosi di ergersi a guide morali e spirituali universali.

C'è una sottile differenza da rimarcare fra le posizioni del comitato e quella della 
diocesi: i primi tuonano con livorosa veemenza soprattutto contro "il più nefando e 
pubblico manifesto della sodomia", che a ben vedere riguarda solo gli omosessuali uomini, 
mentre don Goccini riferisce di non riuscire a comprendere quanti "dicono di riuscire a 
trovare una realizzazione piena nella pratica di una sessualità non generativa". In 
sostanza la chiesa include fra i peccatori anche le lesbiche e le persone eterosessuali 
che non intendono "generare". Messe da parte dal comitato, che evidentemente considera le 
donne come soggetti di second'ordine anche nell'omosessualità, le lesbiche sono riprese 
abilmente, senza essere manco nominate, dall'esponente della chiesa ufficiale.

Considerare un peccato l'omosessualità e biasimarla in sé stessa è il segno di 
un'arroganza senza limiti che continua dai tempi dei tempi. E se in occidente i roghi sono 
spenti da qualche secolo, in tanti paesi del mondo le persone LGBT sono incarcerate, 
seviziate e uccise in base a disposizioni religiose. Come nell'occidente medioevale, a 
volte è il braccio secolare -lo stato- che si incarica materialmente dell'esecuzione, 
altre volte è la massa dei credenti che lapida i "peccatori". Come purtroppo vediamo ogni 
giorno, in occidente l'odio verso le persone LGBT si esprime in tanti modi, dal negar loro 
diritti che gli altri cittadini hanno garantiti, al disprezzo, al bullismo, alle 
aggressioni fino all'omicidio. Il tutto alimentato da una concezione di diretta matrice 
religiosa, vale a dire che la persona LGBT è una persona di seconda categoria perché vive 
nel peccato. La differenza è solo di grado, la sostanza è la stessa. Là ti ammazzano, qui 
ti devi pentire. Pentire di essere quello che sei.

A questo punto si può pensare, ma è roba fritta e rifritta! Niente di nuovo! Ed è questo 
il punto. La posizione dottrinaria della chiesa è sempre la stessa, solo che il suo 
atteggiamento pratico è cambiato adeguandosi "ai tempi" e alla "percezione della fede" che 
hanno i credenti.

Un'ultima nota sull'opinione di don Goccini riguardo al comitato. Più che un'opinione, una 
sentenza: afferma che i suoi componenti "non sono nella comunione della chiesa universale. 
Non definiamoli cattolici." Ma perché? Perché portatori di odio e non di misericordia 
cristiana? Macché. Perché "polemizzano con il Vescovo e con il Papa", non riconoscendone 
l'autorità. Non riconoscere l'autorità della gerarchia ecclesiastica? Questo sì che è un 
peccato grave.

Stiano attenti i componenti del comitato: nei bui corridoi del vescovado si stanno già 
vergando, con inchiostro di galla, le loro patenti di eretici. In altri tempi sarebbero 
stati messi al rogo con streghe e omosessuali. O con streghe omosessuali.

Joe Scaltriti

https://federazioneanarchicareggiana.noblogs.org/leggendo-tra-le-righe-dellintervista-a-don-goccini/


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