(it) usi-ait: Nessun essere umano è illegale! -- I MISERABILI RIAPRONO I CPT

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Sab 14 Gen 2017 14:08:37 CET


Nei giorni precedenti alla fine dell'anno il nostro Paese ha fatto un salto indietro di 
circa vent'anni nell'ambito dell'esercizio delle libertà individuali e del rispetto dei 
diritti umani, vent'anni di leggi d'emergenza che ogni volta materializzavano le pulsioni 
profondamente superficiali di un paese che non è più in grado di prendere in mano la 
propria vicenda e condurla verso un nuovo umanesimo necessario. ---- Più di vent'anni fa 
la legge dell'allora governo "progressista", nominata Turco/Napolitano, come le menti 
sadiche che l'hanno pensata, tentava per la prima volta di normare il fenomeno dello 
spostamento di esseri umani da uno stato all'altro, inserendo per la prima volta dopo il 
ventennio fascista meccanismi repressivi e strutture di custodia che con il tempo si sono 
rivelate vere e proprie carceri razziali, in deroga ai trattati internazionali e alla 
Costituzione.

I CPT, acronimo di Centri di Permanenza Temporanea, dove venivano ammassati i migranti 
privi di documento di soggiorno per poi essere rimpatriati, nel giro di pochi mesi si 
trasformarono in veri e propri Lager presidiati notte e giorno da forze dell'ordine e 
gestiti dalla croce rossa: al loro interno nessuna figura di supporto per i Detenuti.
In questi anni, metà degli anni 90 le organizzazioni per i diritti dei migranti, spazi 
sociali autogestiti riuscirono attraverso la loro pressione a denunciare e a documentare 
ciò che avveniva la dentro, rappresentando prima all'opinione pubblica poi ai detenuti la 
situazione drammatica dei centri di detenzione in oggetto.

La legge prevedeva il trattenimento del migrante per un massimo di 1 mese, il tempo di 
organizzarne il rimpatrio, ma presto per diversi motivi - tra i più rappresentativi il 
sovraffollamento e l'assenza di patti bilaterali stabili con i paesi di provenienza dei 
migranti - il tempo di detenzione poteva superare l'anno. Strutture illegali 
(dichiarazione del consiglio d'Europa) di questo tipo vedevano quadruplicare la presenza 
di migranti in relazione all'effettiva capienza. Erano all'ordine del giorno l'isolamento 
dei più turbolenti e il trattamento farmacologico come cura di depressioni, esplosioni 
d'ira o semplicemente la ribellione ad una ingiusta detenzione. Omosessuali, transessuali 
venivano detenuti nei settori maschili dando il via a squallidi episodi di violenza di 
gruppo e chi più ne ha più ne metta. Ripetute furono le azioni e le manifestazioni dei 
movimenti che si concludevano a pochi passi dai CPT, represse ogni volta dalla Polizia, 
numerose le sommosse e gli scioperi dei migranti all'interno dei centri; più si faceva 
forte all'esterno l'indignazione, più i migranti prendevano forza e si organizzavano per 
mettere fine ad una vergogna di Stato.

Ricordo ancora una delle ultime manifestazioni. Avevo meno di vent'anni quando una 
moltitudine di persone avanzava pacifica verso quella galera mascherata e da dentro si 
sentivano rumori di pentole battute, di ferri grattati, in mezzo la Polizia che non sapeva 
dove tirare i lacrimogeni, poi una volta dispersi i manifestanti all'interno del centro 
scoppiò una forte rivolta: da lontano si vedevano colonne di fumo e lampeggianti della 
polizia e delle ambulanze che andavano e venivano. Quel giorno, quando tutto fu sedato, 
una delegazione dei manifestanti entrò in quel luogo e pochi giorni dopo sulla scorta 
della vergogna ormai diventata di dominio pubblico il governo di allora mise fine ai CPT.

Ci pensò il governo delle destre con la riforma Bossi Fini e poi quella di Calderoli a 
riproporre strutture simili denominate CIE, acronimo di Centri di Identificazione ed 
Espulsione. Questi furono più lungimiranti ed oltre a continuare nel solco dei vecchi CPT 
legalizzarono la detenzione prolungata attraverso il famigerato Pacchetto Sicurezza che 
consentiva la detenzione di non detenuti fino a 6 mesi prima del rimpatrio.
Nel frattempo diedero il via all'ennesima pagina nera della nostra storia introducendo i 
respingimenti in mare con l'uso della forza delle nostre navi militari, tutto mentre il 
medio-oriente veniva destabilizzato dei vari servizi segreti e dalle guerre umanitarie. 
Berlusconi beveva chai e mangiava gobbe di cammello con il suo amico Gheddafi che da li a 
poco avrebbe aperto le stesse strutture finanziate dall'Italia sulle coste Libiche, per il 
concetto per cui vanno aiutati ma a casa loro.

Una nuova e rapidissima rivoluzione industriale quella di Internet.

Destabilizzazioni e instabilità dei mondi detti terzi lentamente ci hanno portato ai 
giorni nostri in cui non solo i migranti continuano a spostarsi ma sono aumentati. A nulla 
sono servite le politiche protezioniste e muscolose dei paesi europei, a nulla i muri e le 
pallottole sparate dalle coste spagnole sui barconi e milioni di persone spingono per 
entrare e non serve criminalizzare un'intera categoria di persone insinuando il dubbio 
dell'invasione terrorista per plasmare un'opinione pubblica addormentata. Questo processo 
non avrà fine fino a quando non esaurirà la sua forza.
Oggi 2017 il governo con decretazione urgente promulga una legge lampo per cui riesuma i 
vecchi CPT. A far da contorno all'innovativa strategia anti migranti la finta indignazione 
dei nuovi progressisti che non chiedono di fermare la detenzione d'innocenti ma di rendere 
queste galere rispettose dei diritti umani. Un ossimoro ridicolo. Cosa possono avere di 
umano delle carceri per stranieri, a maggior ragione dopo che il reato di clandestinità è 
stato abrogato dal nostro ordinamento? Se non è reato essere clandestini cos'è reato: 
essere neri o mussulmani? Tutto ciò avviene perchè noi da sempre deleghiamo la sicurezza 
della nostra cosiddetta civiltà e lasciamo che spersonalizzino intere categorie di esseri 
umani in carne ed ossa sostituendoli con simboli e stereotipi che lentamente ci 
impediscono di vedere quello che realmente sono ovvero uomini e donne di serie B.

Come dovremmo accogliere la notizia dei rimpatri forzati e della creazione di carceri con 
favore? Veramente tutto ciò ci rende più sicuri e potrà preservare in eterno i privilegi 
di cui viviamo a scapito della subalternità e della miseria di intere fette di questo 
pianeta? Credo che piano piano vedremo ridimensionate le nostre vite, mutati i nostri 
stili di consumo, ci sentiremo derubati di risorse e benessere, ma sarà inevitabile che 
ciò avvenga, abituiamoci all'idea. Questo processo di globalizzazione, che perdio, non 
vale solo per le merci ma deve valere anche per le persone a mio avviso è inarrestabile ed 
è il frutto del modello socio economico imperante che va sotto il nome di neo-liberismo 
espressione violenta del Capitalismo d'inizio secolo.

Il rischio più grande però a mio avviso l'abbiamo già corso. Ci stiamo lentamente 
allontanando dalla dimensione di esseri che riescono a provare emozioni in questo ambito, 
assuefatti alle tragedie che si consumano in nome della sicurezza in un paese che si 
dichiara ancora democratico, non vediamo più questi esseri umani con gli stessi occhi con 
cui li avremmo visti solo dieci anni fa, siamo anche noi ingoiati da questa nebulosa 
terrificante che ci spinge a sospettare, a prendere distanze a pensare che in nome della 
nostra finta tranquillità si possano umiliare e distruggere altri uomini, ci sentiamo dopo 
più di mezzo secolo in guerra e più ci abituiamo a quest'idea più la guerra si avvicina a 
casa nostra.

È questo il punto, davanti ad un processo inarrestabile l'unica cosa che mi sento di fare 
è non abituarmi mai e poi mai all'idea che siamo in guerra, non abituarmi all'idea che al 
di la del mare ci sono i miei nemici, non abituarmi al lessico del potere che trasforma 
tutto in contrapposizione, io resto umano è continuerò a guardare ogni individuo come se 
lo avessi davanti senza spersonalizzazioni senza stereotipi, è questa la nostra resistenza 
è questo su cui dobbiamo spostare i nostri sforzi, senza mai abituarci all'idea di essere 
in guerra anche se un giorno la guerra busserà davvero alle nostre porte.

Nelle barche esseri umani, nei CPT gli stessi esseri umani, nelle comunità esseri umani, 
aggrappati ai muri di filo spinato ancora esseri umani, alle frontiere esseri umani e così 
via: tutto per difenderci dall'unico vero pericolo, quello di perdere la nostra UMANITA'.

Eugenio Solla
USI-Marche

http://www.usi-ait.org/index.php/notizie/1310-nessun-essere-umano-e-illegale


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