(it) Gruppo Anarchico Germinal: I CIE sono luoghi di morte: nessun CIE in FVG nè altrove

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Mar 10 Gen 2017 15:44:22 CET


Invitiamo attivisti e cittadini solidali con il messaggio antirazzista a ritrovarsi sabato 
7 gennaio alle ore 15.30 di fronte ad un luogo che per anni è stato simbolo della 
delirante gestione del CIE di Gradisca: la Prefettura di Gorizia. ---- Il nuovo Ministro 
dell'Interno chiude il 2016 prospettando inquietanti scenari per l'anno appena iniziato: 
in nome del delirio securitario che vede in ogni migrante un potenziale terrorista, 
qualche giorno fa il capo della polizia Gabrielli ha diramato una circolare in cui si 
prevede l'apertura di un Centro di Identificazione ed Espulsione in ogni Regione italiana. 
---- Il nostro territorio ha vissuto direttamente, fino al novembre 2013, l'aberrante 
realtà del sistema CIE. Il mostro di Gradisca d'Isonzo, per anni indicato come "uno dei 
CIE peggiori d'Italia", nei suoi anni di infame attività ha prodotto innumerevoli notti in 
cui il silenzio veniva squarciato dal rumore dei lacrimogeni sparati direttamente addosso 
ai migranti, piogge di psicofarmaci usate per "rendere gli ospiti più mansueti", 
manganellate a volontà per chiunque osasse protestare contro quell'inferno di sbarre e 
grate che non permettevano neanche di vedere il cielo. Da tutto questo tentava di scappare 
Abdelmajid El Kodra in una notte di agosto del 2013, un tentativo di fuga che gli è 
costato la vita. Majid aveva poco più di trent'anni e la sua colpa, la stessa che 
condivideva con decine di compagni di cella, era di non avere i documenti in regola. Come 
molte altre persone, morte di CIE in altre regioni italiane, Majid è morto a causa di una 
burocrazia cieca, razzista e profondamente inumana.

Sebbene in questi due anni le gabbie del CIE siano rimaste aperte per diventare luogo di 
"accoglienza" (assai contraddittoria) per i richiedenti asilo in arrivo in Regione, questo 
territorio non può e non deve dimenticare i soprusi e le quotidiane violazioni dei diritti 
umani che si sono consumate per anni all'interno di quelle mura. Chiunque abbia visitato 
il CIE di Gradisca, con la sua struttura di grate d'acciaio, gabbie e reti, non può 
ingnorare che si tratta di una struttura pensata e realizzata per annichilire l'essere 
umano, una vergogna per un Paese che vuole definirsi democratico. In un momento in cui 
anche la Presidente Serracchiani auspica il rimpatrio "di chi non si integra" , la sola 
ipotesi di apertura di un CIE nella nostra Regione, che sia a Gradisca o in qualsiasi 
altro luogo, deve necessariamente trovare una risposta netta e univoca da parte di 
chiunque abbia a cuore il rispetto della vita umana e dei diritti: nessun CIE in Friuli 
Venezia Giulia, nè domani nè mai!

Dal 1998 ad oggi sono morte almeno 25 persone nei CIE italiani: morte per le botte, per il 
mancato soccorso, per la disperazione. Morte perchè private della propria libertà 
personale in nome della burocrazia. Per noi queste persone non sono numeri, non sono 
"danni collaterali" ma sono la diretta conseguenza di un sistema che si vorrebbe 
resuscitare e potenziare oggi con la falsa promessa della sicurezza,agitando il sempre 
comodo spauracchio del terrorismo.

Se il Ministro dell'Interno vuole iniziare l'anno attaccando i diritti e mettendo in 
discussione le conquiste di questi anni (al momento i CIE attivi in Italia sono 5), la 
nostra risposta sarà puntuale.

Invitiamo attivisti e cittadini solidali con il messaggio antirazzista a ritrovarsi sabato 
7 gennaio alle ore 15.30 di fronte ad un luogo che per anni è stato simbolo della 
delirante gestione del CIE di Gradisca: la Prefettura di Gorizia.

Qui ricorderemo simbolicamente tutti i morti di CIE in Italia e racconteremo ancora la 
storia, esemplare, del CIE di Gradisca per ribadire che non vogliamo che questa storia si 
ripeta nè a Gradisca nè altrove!

Tenda per la Pace e i Diritti

https://germinalts.noblogs.org/post/2017/01/05/i-cie-sono-luoghi-di-morte-nessun-cie-in-fvg-ne-altrove/#more-1342


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