(it) anarresinfo: Merry crisis and happy new fear

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Sab 7 Gen 2017 18:00:40 CET


La strage nel Centro di Permanenza Temporanea "Serraino Vulpitta" di Trapani non smette di 
parlarci, a distanza di diciassette anni, con la potenza evocativa di un fatto brutale che 
si proietta, ancora oggi, sulla cronaca di ogni giorno. ---- Dopo tutti questi anni, lo 
scenario globale è drasticamente peggiorato. I flussi migratori sono aumentati, e davvero 
non potrebbe essere altrimenti. ---- Dalla polverizzazione del Medioriente, dove le 
potenze straniere muovono le loro pedine a tutela di inconfessabili interessi, passando 
per il martoriato continente africano, è facile constatare che la guerra è ormai una 
condizione permanente in cui sono costretti a vivere milioni di persone. ---- Le politiche 
degli stati e delle élites che gestiscono potere e risorse economiche sono orientate alla 
sistematica destabilizzazione di aree sempre più vaste del pianeta. Guerra e terrorismo 
globale sono gli strumenti, complementari e speculari, per l'approvvigionamento delle 
risorse e delle fonti energetiche, per il controllo dei territori, per la produzione di 
armamenti, per la conquista di nuovi mercati, per la manipolazione del consenso, per la 
costruzione di campagne elettorali.

È da tutto questo che donne e uomini continuano a scappare, anche a costo della vita. È a 
causa di tutto questo che si continua a morire di immigrazione.
Chi scappa dai bombardamenti o dai coltelli dello Stato islamico, chi fugge dalla povertà 
e dall'assenza di prospettive, trova - quando è fortunato - muri e filo spinato, botte e 
umiliazioni, schedature e discriminazioni, sfruttamento e intimidazioni. Chi non è 
abbastanza fortunato, semplicemente crepa: in fondo al mare, dentro un tir, sotto a un treno.
Tutto questo si ripete ancora, da almeno diciassette anni, da quando Trapani finì sui 
giornali di tutta Italia per l'incendio di una casa di riposo adibita a centro di 
detenzione per immigrati.
Oggi una capillare opera di propaganda istituzionale, agita su più livelli - dal nazionale 
al locale - vorrebbe addirittura contrabbandare un presunto "modello-Trapani" come buon 
esempio di efficienza e accoglienza sulla base del funzionamento dell'Hotspot di Milo. 
Certo, tutto va a meraviglia: gli immigrati che sbarcano al Ronciglio (e che non si 
trovano in una bara adagiata sul molo), vengono fotosegnalati e smistati verso il destino 
che solerti funzionari stabiliscono per loro. Questo è il modello di accoglienza di 
un'Europa che, continuando a produrre clandestinità, non concepisce corridoi umanitari e 
canali sicuri che consentano alle persone (siano essi migranti economici o profughi di 
guerra) di non intraprendere viaggi allucinanti nella speranza di essere intercettati da 
un mercantile o da una nave militare.
Nel 2017, intanto, l'Italia dei voucher e del precariato, delle grandi opere e delle 
mazzette, della mafia e della corruzione, spenderà per le forze armate almeno 23,4 
miliardi di euro (64 milioni al giorno): tutti soldi sottratti all'occupazione, alla 
sanità, all'istruzione, al risanamento del territorio, a una più equa distribuzione delle 
risorse. Alla faccia della crisi.
Ma le priorità, in tutto il mondo, sono ben altre: chiusura delle frontiere e 
militarizzazione della società in nome della paura, del sospetto, della guerra al terrorismo.
La loro guerra e il loro terrorismo. I morti e le macerie sono soltanto nostri.

Coordinamento per la Pace - Trapani

ricordando Rabah, Nashreddine, Jamel, Ramsi, Lofti, Nasim e tutte le vittime dei confini, 
delle guerre e del terrore, in ogni angolo del pianeta

https://anarresinfo.noblogs.org/2017/01/02/merry-crisis-and-happy-new-fear/


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