(it) usi-ait: Ancona: la solidarietà non si processa

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Lun 24 Ott 2016 12:42:52 CEST


Dichiarazione di Gianfranco Careri e Matteo Carrozza (USI-AIT e Gruppo Anarchico 
Malatesta), imputati al processo di Ancona per i fatti relativi alla protesta alla sede PD 
del 6 febbraio 2014 ---- Con il presente documento intendiamo in primo luogo dire che in 
data 6 febbraio 2014 noi c'eravamo e che rivendichiamo quell'atto di protesta e 
solidarietà. ---- Il tutto nasce dalla rabbia per l'interruzione militare di una 
esperienza autogestionaria che ad Ancona non ha precedenti. ---- Per far fronte al 
problema "casa", che ad Ancona nel freddo invernale del 2013 teneva all'addiaccio 
tantissime persone, collettivamente si decise di aprire un posto da anni abbandonato e 
degradato. ---- Qua inizia un percorso che a costo zero per la comunità, con la 
solidarietà di tanta parte della popolazione, garantisce un tetto a chi fino pochi giorni 
prima dormiva al freddo in luoghi di fortuna, ma non solo, inizia una esperienza che 
permette a persone ormai disperate, di ritrovare speranza e dignità. Il tutto tra genti di 
diverse culture e religioni che collaborano collettivamente e costruiscono una nuova 
comunità, in serenità e in piena simbiosi con il quartiere.

Tutto questo è stato ostacolato dall'amministrazione comunale, il PD con il sindaco in 
prima fila, che rifiutando ogni possibilità di dialogo costruttivo, sono ricorsi all'uso 
della forza, mettendo in scena una operazione militare senza precedenti nella storia 
recente di Ancona.
In seguito a questo sgombero, molti occupanti vengono deportati e quasi segregati a molti 
chilometri da Ancona. Per questo abbiamo deciso di effettuare una protesta e siamo scesi 
in piazza, il 6 febbraio.
Dopo il rifiuto del sindaco a riceverci in Comune siamo stati respinti da un ingente 
schieramento di poliziotti.
Il corteo si è diretto alla sede regionale del PD, siamo entrati.
Qua sono caduti solo dei simboli, che a nostro avviso si sono suicidati dalla vergogna (un 
classico malore attivo, come quello di Pinelli).
Oggi non siamo in questo luogo per difenderci, dato che per noi la solidarietà non si può 
processare.
Cento bandiere non valgono un sol minuto della vita di una persona.
I veri accusati devono essere l'amministrazione comunale e il PD, la nostra protesta è 
stata eticamente e moralmente giusta, e in quanto tale. la rivendichiamo.
Gianfranco Careri
Matteo Carrozza

http://www.usi-ait.org/index.php/notizie/1228-ancona-la-solidarieta-non-si-processa


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