(it) usi-ait: Il Messico continua a bruciare

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Mer 29 Giu 2016 11:11:14 CEST


Lo stato messicano, corrotto in tutti i suoi livelli, colluso con la malavita al punto da 
essere tutt’uno con essa, continua a uccidere i suoi abitanti. In queste settimane una 
sanguinosa repressione si è abbattuta contro gli educatori, gli studenti e la società 
civile in lotta contro il progetto di privatizzazione dell’istruzione e di sottrazione dei 
diritti dei lavoratori: i morti sono già più di dieci, numerosi i desaparecidos, gli 
arrestati e i feriti gravi, e il bilancio non si può mai considerare definitivo. Migliaia 
di poliziotti sono stati sguinzagliati a Oaxaca, ripetendo i massacri di dieci anni fa, 
ripetendo gli altri orrori per cui continua a non esserci giustizia, come nel caso più 
noto degli studenti di Ayotzinapa. ---- Il sindacato di lotta CNTE, e gli altri gruppi e 
singoli presenti nelle piazze e nelle strade e aggregati sotto il coordinamento 
dell’Espacio Civil di Oaxaca, stanno subendo la sanguinaria ritorsione che lo stato 
riserva a chi non si arrende.

In Italia possiamo avere un’idea chiara delle cause scatenanti la protesta.
La privatizzazione di un settore chiave per la costruzione di una società futura, il 
piegare l’istruzione pubblica agli interessi del capitale, l’arroganza governativa sono 
tratti distintivi sia della riforma della cosiddetta Buona Scuola che delle precedenti. 
Anche in Messico l’attacco al settore pubblico e a chi ci lavora si maschera di 
meritocrazia, valutazione degli insegnanti, modernizzazione: anche in Messico, come in 
Italia, il governo non può vincere la battaglia mediatica per convincere la popolazione 
che la scuola stia migliorando, che il paese stia progredendo. Come hanno giustamente 
dichiarato gli zapatisti dell’EZLN, se realmente la riforma fosse stata a beneficio di chi 
la scuola la vive, i lavoratori della scuola sarebbero stati i primi a dover essere 
ascoltati: invece, come gli studenti, vengono aggrediti, uccisi e fatti sparire.

In Messico lo stato uccide senza alcuna remora: ciò si deve anzitutto al fatto che grossi 
settori della società non hanno mai smesso di lottare per le strade, nonostante l’enorme 
rischio di combattere per i diritti collettivi in un paese dove la morte violenta, specie 
per mano statale e parastatale, raggiunge e supera gli standard mediorientali.
Ma la sproporzione repressiva non ci deve far pensare che in Messico si stia combattendo 
una battaglia pittoresca, lontana e valida soltanto a livello locale: si tratta di riforme 
neoliberiste che vanno nella stessa identica direzione di quelle già sperimentate in 
Europa sul tema del lavoro e dell’educazione, e che non a caso vedono oggi un’enorme 
reazione popolare in Francia e in Belgio.
In considerazione della gravità dei fatti in corso e delle analogie con le vertenze 
europee, rivolgiamo un appello a mantenere alta l’attenzione sulla lotta delle maestre e 
maestri, sulla lotta della popolazione non dimentica della lezione di Zapata, e a fare 
pressioni, anche dal nostro angolo di mondo, contro i rappresentanti delle corrotte 
istituzioni messicane. Rivolgiamo in particolare un’esortazione, oltre che a tutte le 
compagne e a tutti i compagni, al mondo della scuola e dell’educazione, agli studenti, 
agli insegnanti impegnati nella campagna referendaria e nelle lotte contro la Buona Scuola.
Come campeggia su molti striscioni latinoamericani, dall’Argentina su fino al Messico, 
“essere insegnanti e non lottare è una contraddizione pedagogica“… e difatti a Oaxaca, in 
Chiapas e in tutto il Messico dove si insegna apprendendo la lotta continua.
Martedì 28 giugno ore 17.00
PRESIDIO sotto il consolato messicano
via Giacomo Matteotti, 1 Milano
Associazione Ya Basta – Milano,
Progetto Libertario Flores Magon,
Ri-Make Milano,
Cs Cantiere, S.O.Y. Mendel, 20ZLN.

http://www.usi-ait.org/index.php/appuntamenti/39-milano/1178-il-messico-continua-a-bruciare


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