(it) usi-ait: Carrara. La fabbrica del vuoto culturale

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Gio 2 Giu 2016 18:46:34 CEST


Se l’assessore Bernardini e il dirigente comunale/sindacalista Cgil Fusani giocassero alla 
battaglia navale vincerebbero spesso. Biblioteca di Avenza? Affondata! Museo del marmo 
comunale? Affondato! Teatro Animosi? Affondato! Biblioteca a Carrara? Mezza affondata, se 
contiamo il tempo che un’ala della biblioteca resta chiusa al pubblico e se consideriamo 
la piega che ha preso il servizio. Il passaggio di pezzi di comune alla corazzata 
socialista Amia o, peggio, ai volontari di Auser sono la conseguenza di una politica 
contro la cultura di base, di uso quotidiano, estranea agli eventi culturali,insomma la 
biblioteca. ---- Prendiamo il personale delle biblioteche e facciamo un esempio. 
Viaggereste su un treno guidato da un dentista? Vi fareste curare i denti da un 
ferroviere? Non ci vuole una statura intellettuale da gigante per rispondere a queste 
domande. Il buon senso però non viene applicato alla biblioteca civica, dove il personale 
non sempre è indirizzato per caratteristiche professionali, ma perché la biblioteca è 
utilizzata come stanza di compensazione per risolvere i problemi di gestione del personale 
comunale. Dirigenti pagati fior di quattrini (pubblici) non sanno far di meglio che 
mandare determinati soggetti che sono in comune alla biblioteca. Fermo restando che non si 
licenzia mai, e’ una logica che va rifiutata.

Anche se Bernardini e Fusani si facessero curare i denti da un geometra però, l’operazione 
realizzata col museo del Marmo lascia sbalorditi. Il museo comunale passa ad Amia, 
anticipando il passaggio delle biblioteche. Diversi “dentisti” che stavano al museo del 
marmo comunale devono essere ricollocati nei servizi comunali. Potrebbero essere impiegati 
alla biblioteca di Avenza, riattivandola a pieno ritmo in attesa di stabilizzare i 
bibliotecari precari dell’associazione Il borgo.

Invece, no. La biblioteca di Avenza deve restare chiusa. La gestione del settore Pubblica 
istruzione Scuola Biblioteche, di fatto portata avanti dai sindacati confederali, deve 
continuare. L’Auser, associazione vicina a Cgil, deve rimanere ad Avenza nella biblioteca 
trasformata in sala di lettura. Bisogna distruggere la cultura diffusa, alla portata di 
tutti, impoverendo e svuotando di professionalità le biblioteche.

Bisogna imporre la cultura degli eventi: gli pseudo eventi di cui è protagonista la 
Bernardini, ad ogni presentazione di libro in cui sfoggia se stessa, e i festival 
Convivere. Bisogna svuotare di servizi il quartiere più popoloso, Avenza, e portare le 
cose nella città vuota di Carrara, per dimostrare che la classe dirigente è anarchica e fa 
quello che vuole: chiude la biblioteca di Avenza, ma firma la petizione per tenere aperta 
la biblioteca provinciale di Pisa.

Con tutto questo, noi continuiamo a pensare che l’evento più importante prodotto da 
Bernardini e Fusani è il risveglio degli Avenzini che, per cominciare, protestano per 
riavere la loro biblioteca.

Usi Lel Carrara
http://www.usi-ait.org/index.php/notizie/1165-carrara-la-fabbrica-del-vuoto-culturale


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