(it) usi-ait: Al San Raffaele si lotta!

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Ven 23 Dic 2016 08:22:00 CET


Qual è la situazione attuale dei lavoratori del San Raffaele dopo la bufera che li aveva 
colpiti pesantemente? ---- Sono passati circa 3 anni da quando la struttura ospedaliera 
del San Raffaele, dopo la morte di Don Verzè, a causa della sua gestione a dir poco 
dissennata (molti i responsabili messi sotto inchiesta) la Procura di Milano aveva chiesto 
il fallimento della Fondazione. ---- Dope varie vicissitudini fu acquistata, a presso di 
favore, dal gruppo Rotelli, presentatosi come il salvatore della situazione, il quale 
possedeva già circa 18 cliniche ospedaliere sparse in Lombardia. ---- Il nuovo "padrone" 
si è presentato subito con il pugno di ferro cancellando in un sol colpo tutti gli accordi 
migliorativi frutto delle conquiste negli anni precedenti, attaccando duramente le 
rappre¬sentanze sindacali di USI e dell'allora USB (oggi SGB) che avevano la maggioranza 
delle RSU nell'azienda.

Soprattutto si procedeva al licenziamento, prima annunciato, poi messo in atto di 244 
dipendenti, alla riduzione di parte del salario e si pretendeva il passaggio dal contratto 
delle sanità pubblica ad un contratto del privato. Ci fu uno scontro grandissimo e a tutti 
i livelli, al quale parteciparono la maggior parte delle maestranze, con scioperi 
quotidiani, manifestazioni dentro e fuori dell'ospedale, alcune importanti manifestazioni 
cittadine molto partecipate, con blocchi delle strade, un presidio permanente all'interno 
dell'entrata dell'ospedale, fino a bloccare i servizi amministrativi con l'occu¬pazione 
degli stessi. Vennero raccolte migliaia di adesioni di solidarietà da parte della 
popolazione utente dell'ospedale. Alla fine, allo stremo delle forze, venne accettato 
dalle assemblee dei lavoratori e dai sindacati presenti un accordo capestro che 
penalizzava parte del salario integrativo per due anni, ma si salvaguardava il posto di 
lavoro dei 244 dipendenti. A distan¬za di un po' di tempo abbiamo chiesto ad un delegato 
dell'USI qual è l'attuale situazione al San Raffaele. Quella che segue è la risposta.

Enrico Moroni

Ospedale San Raffaele, una solida base per ripartire.

Ai primi di ottobre si è svolto tra i lavoratori un referendum per approvare il nuovo 
contratto interno. Come è noto dopo la dura vertenza del 2013 l'amministrazione aveva 
fatto carta straccia di tutta la contrattazione integrativa interna ed aveva espresso la 
volontà di passare tutti i lavoratori sotto il contratto della sanità privata AIOP 
peggiore per aspetti normativi ed economici di quello pubblico che era stato di 
riferimento negli anni precedenti. L'evidente l'opposizione dei lavoratori aveva portato 
ad una situazione in cui l'azienda non riconosceva alcun contratto e fatte salve parti 
salariali intoccabili, si limitava per parti normative ad applicare i riferimenti minimi 
legislativi. Ai nuovi assunti dal 2014 veniva applicato il contratto AIOP.

Dopo un anno di trattativa, più volte interrotta, alla fine di luglio si è giunti a 
stipulare una ipotesi di accordo che, facendo riferimento al contratto pubblico, lo 
articolava per le parti compatibili nel contesto privato. In particolare i tabellari, i 
livelli e le fasce rimanevano quelle del pubblico con adeguamento automatico in caso di 
aumenti. Anche il diritto allo studio, la maternità e permessi retribuiti venivano 
riconosciuti secondo il contratto pubblico di gran lunga migliorativo.

Questo accordo veniva sottoscritto da tutte le sigle sindacali tranne la CGIL che 
lamentava il proliferare di accordi ( come se nella sanità privata la CGIL non ne avesse 
firmati a bizzeffe e per di più uno peggio dell'altro) ed il fatto che negli automatismi 
non fossero compresi alcuni indennizzi. Inoltre creava confusione dicendo che l'accordo 
non portava soldi, omettendo di dire che trattandosi di un'intesa sull'applicazione di un 
contratto nazionale non aveva questo compito ed infine paventava l'ipotesi di una 
operazione alla Marchionne dimenticando che alla fiat uscivano da un contratto nazionale 
firmandone uno peggiorativo, mentre noi al contrario ci allineavamo al contratto migliore 
rifiutando di cadere nel (naturale) peggiorativo contratto AIOP peraltro da loro 
sottoscritto ed applicato in molte realtà private anche del gruppo. L'unica critica da noi 
condivisibile era che questo accordo riguardasse solo i lavoratori assunti fino al 2013 ed 
escludesse i nuovi assunti con contratto AIOP creando così lavoratori di serie A e 
lavoratori di serie B. L'abbiamo messo come nota a verbale nell'accordo, insieme 
all'impegno di traghettare in seguito tutti.

Il referendum è stato partecipato con 1853 votanti (66% degli aventi diritto al voto) che 
si sono espressi al 97,2% per l'approvazione.

Infine, coerentemente a come ci era¬vamo espressi, il 22 novembre abbiamo raggiunto 
un'ipotesi di accordo che riconosce anche ai nuovi assunti il passaggio al nuovo contratto 
ricostituendo l'unità dei lavoratori.

E' un buon punto per far ripartire la vertenzialità su tutta una serie di temi salariali e 
normativi che andranno affrontati per ricostituire la contrattazione interna.
Questo sarà compito dei lavoratori e della nuova RSU che sarà eletta a metà dicembre. E' 
da sottolineare che le regole per la costituzione della nuova RSU grazie all'azione del 
sindacalismo di base presente ( USI ed SGB ) non sono quelle previste dall'accordo 
confindustria - confederali del 10 gennaio, ma quelle di questo accordo che ricalcano le 
vecchie regole del pubblico.

Viene da pensare che questa deroga all'accordo del 10 gennaio non sia estraneo 
all'opposizione espressa dalla CGIL. Un'ultima considerazione da fare è che quando il 
sindacalismo di base è radicato e non cede a facili op-portunismi di autoconservazione è 
in grado di portare risultati.

Un delegato RSU di USI-AIT Sanità del San Raffaele

http://www.usi-ait.org/index.php/sanita/55-ospedale-san-raffaele-milano/1299-al-san-raffaele-si-lotta


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