(it) anarresinfo: Torino. Corteo antifascista a San Salvario

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Ven 29 Apr 2016 08:40:13 CEST


23 aprile. Diverse centinaia di persone hanno dato vita ad una lunga giornata di lotta per 
le strade di San Salvario. San Salvario è il primo quartiere che incontra chi arrivava in 
treno a Torino, da sempre incrocio di gente diversa, la borghesia intellettuale di 
sinistra e gli immigrati dell’ultima ora, oggi è diventato uno centri della movida 
torinese. Localini alla moda, studenti e strisciante gentrification, accanto ad immigrati, 
kebabbari, gente senza casa. ---- Polizia, vigili urbani e militari fanno frequenti ronde 
per le strade. ---- Nella parte alta del quartiere, non lontano dal BAE Systems, fabbrica 
d’armi, contestata dai partecipanti al corteo con slogan e interventi, c’è “L’asso di 
bastoni”, il locale dove si ritrovano i fascisti di Casa Pound. L’Asso di bastoni è una 
ferita aperta in un quartiere, dove tante lapidi grigie ricordano chi è morto combattendo 
i fascisti.

Casa Pound, spesso travestita da comitato spontaneo, da mesi prova a scatenare la guerra 
ai poveri, dando vita ad iniziative contro lo spaccio e la criminalità il cui obiettivo 
reale sono gli immigrati.

Gli antifascisti del quartiere contrastano attivamente ronde e presidi razzisti.
Il corteo del 23 aprile è stata una scommessa che ha coinvolto gli antifascisti torinesi. 
Una scommessa vinta.

San Salvario è stata attraversata da un corteo forte e comunicativo, che ha fatto il giro 
delle lapidi partigiane, dove ha sostato per un breve ricordo e i canti dell’Anonima 
Coristi della Val Pellice, quasi tutti della tradizione anarchica.

Al corteo erano presente un folto gruppo di Alpi Libere, esponenti delle palestre 
antifasciste, qualche bandiera di Sinistra Anticapitalista, gli anarchici della FAT con lo 
striscione “Contro Stato e fascisti azione diretta!”

In piazza Carducci un imponente schieramento di carabinieri chiudeva l’ingresso di via 
Madama Cristina per impedire agli antifascisti di avvicinarsi troppo alla sede fascista, 
dove i camerati raccoglievano firme per presentarsi alle elezioni.

Il corteo ha sostato a lungo di fronte alla blocco poliziesco, prima di proseguire il giro 
e terminare ai giardini Anglesio, dove la Banda Terraneo ha suonato motivi popolari e 
canzoni anarchiche, mentre gli antispecisti distribuivano panini vegani.

I fascisti sono rimasti intanati nel loro localino, mentre un corteo con uomini, donne e 
tanti bambini, cui si sono uniti anche alcuni abitanti della zona, si è ripreso le strade 
e le piazze del quartiere in un 25 aprile lontano dalla retorica patriottarda, un 25 
aprile dove chi lotta contro il razzismo, lo sfruttamento, la militarizzazione tutti i 
giorni, ha reso viva la memoria di chi in quel lontano aprile ha scelto di prendere le 
armi per conquistare una libertà, che certo non aveva confini.

Domani – 25 aprile – ci sono tanti appuntamenti in città.

Noi, come ogni anno, saremo in Barriera di Milano

Lunedì 25 aprile
ore 15
presidio alla lapide al partigiano anarchico Ilio Baroni
in corso Giulio Cesare angolo corso Novara, dove Ilio è morto combattendo i nazifascisti

Ricordo, deposizione di fiori, musica – banchetti informativi antifascisti e antirazzisti 
– volantinaggio in quartiere – bicchierata in ricordo delle tante vittime del fascismo di 
ieri e di oggi.

Noi ogni 25 aprile ci ritroviamo alla lapide di Baroni: si parla, si brinda, si 
chiacchiera con chi passa. Non è solo una commemorazione. E’ la scelta tenace per i tanti 
di noi che in questo quartiere sono nati e continuano a vivere, di alimentare il 
venticello che segnala il mutare dei tempi.

Annodiamo i fili della memoria di ieri con le lotte di oggi.

Le lotte che vedono in prima fila altri partigiani, quelli che si battono contro 
l’occupazione militare in Val Susa, chi si mette di mezzo contro sfratti e deportazioni, 
contro il razzismo e il fascismo.

Oggi come allora i partigiani sono trattati da banditi, terroristi, delinquenti. Oggi come 
allora la gente delle periferie sta imparando da che parte stare.

I partigiani di Barriera in quel lontano aprile hanno combattuto perché volevano un mondo 
libero, senza schiavitù salariata.
Il loro sogno continua ogni giorno nella lotta per una società di liberi ed eguali. Senza 
Stato né padroni.

https://anarresinfo.noblogs.org/2016/04/24/torino-corteo-antifascista-a-san-salvario/


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