(it) anarresinfo: Fassino come i nazisti. Scritte solidali con i rom sgomberati

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Mer 27 Apr 2016 09:54:11 CEST


Una brutta sorpresa per il sindaco di Torino Piero Fassino, che questa mattina inaugura la 
nuova pista ciclabile ai giardini Milone. ---- Questa notte sono comparse alcune scritte 
“Solidali con i rom sgomberati”, “Ieri ebrei e rom, oggi immigrati e rom. Comune nazista. 
25 aprile sempre!” ---- Fassino ha scelto il 25 aprile, l’anniversario dell’insurrezione 
contro il fascismo per inaugurare la nuova pista ciclabile di lungo Stura Lazio. Fassino 
festeggia il 25 aprile, celebrando la liberazione dai rom, i poveri della città che 
l’hanno sfidato occupando una casa per viverci. ---- Quando gli sfruttati alzano la testa, 
la democrazia diventa fascismo. ---- Siamo all’estrema periferia della città. In questi 
giorni di primavera il fiume Stura è pieno di vita, uccelli che covano, migratori che 
arrivano. Le sue sponde sono invece immerse nel silenzio.

Non chiedetevi perché la pista ciclabile corre lungo la strada, invece di costeggiare il 
fiume, non chiedevi perché la pista è divisa dall’area verde lungo il fiume da jersey di 
cemento e acciaio.

Andate a dare un’occhiata. In mezzo al verde c’é quel che resta della più grande 
baraccopoli d’Europa. Nessuno portato via nulla, né il comune che ha sgomberato, né il 
privato che si è ripreso l’area.

Qui i rom rumeni che ci abitavano, non avevano né luce né acqua. Ma avevano dignità e il 
sogno di una casa vera. Le baracche, se avevi voglia di prendere i viottoli della 
baraccopoli, erano quello che più somigliava ad una casa. C’erano lumi tremuli, tendine 
alle finestre, il bagliore di una TV, un tappeto e una cucina a gas.
Il comune di Torino ha teso il proprio amo, promettendo una casa ai più meritevoli, quelli 
che accettavano di essere considerati gente di sotto, gente incapace di vivere 
decentemente, come se la baracca fosse una scelta e non l’unica possibilità per i poveri.
Per un poco la gente del campo ci è cascata. Il progetto “La città possibile”, cinque 
milioni di euro per realizzare il primo sgombero soft, trasformando le vittime in 
complici, era quasi perfetto.
A qualcuno era stata promessa una casa, ad altri un posto nei social housing, ad altri 
trecento euro ed un biglietto di sola andata per la Romania. Tutti dovevano collaborare, 
partecipando alla “decostruzione” della propria baracca, dimostrando così la propria 
volontà di “emergere” dal campo.
Una gigantesca truffa. Molti, i più non hanno conosciuto che sgomberi e minacce, altri, i 
fortunati inseriti nel progetto, hanno presto scoperto che i fitti, inizialmente bassi, 
aumentavano progressivamente e nessuno sarebbe più riuscito a pagarli. Per tutti, il 
destino era la strada.

Lo scorso autunno i sommersi e i salvati hanno scoperto di essere sulla stessa barca, 
hanno fatto un grande corteo in centro, occupato l’ufficio nomadi, ed infine si sono presi 
una Casa in via Asti, nella caserma, occupata da Terra del Fuoco, una delle associazioni – 
Valdocco, Liberi Tutti, Stranaidea, AIZO, Croce Rossa – che si erano divise i cinque 
milioni di euro del progetto dell’amministrazione Fassino. Dopo lo sgombero da via Asti, 
nonostante minacce e deportazioni, alcune famiglie hanno occupato ancora, prendendosi i 
locali abbandonati di via Borgo Ticino in Barriera di Milano.
Quando anche questa occupazione è stata sgomberata, Fassino e i suoi hanno potuto 
finalmente costruire una pista ciclabile lungo le macerie del campo, da dove sono stati 
deportati uomini, donne e bambini.
Uomini, donne e bambini che ancora vivono nella nostra città. Hanno costruito o affittato 
a caro prezzo un’altra baracca, in buchi più neri e remoti di Lungo Stura, sono diventati 
ancora una volta invisibili.
Chi li ha conosciuti e ha lottato con loro per la casa e la dignità, sa che i semi di 
quella lotta germineranno ancora, perché chi ha assaggiato la libertà difficilmente riesce 
a farne a meno.

Se Fassino e i suoi pensavano di celebrare indisturbati un 25 aprile sulle macerie delle 
vite dei poveri di Lungo Stura Lazio si sbagliavano.

https://anarresinfo.noblogs.org/2016/04/25/fassino-come-i-nazisti-scritte-solidali-con-i-rom-sgomberati/


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