(it) usi-ait - Per la laicità della scuola

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Ven 27 Mar 2015 17:24:19 CET


Il mio intervento è molto pratico, contiene una serie di questioni della scuola e su cui 
vorrei che USI-Ed ragionasse, per poterle affrontare sia sul territorio sia a livello 
nazionale.? ---- La difesa delle scuole piccole a rischio di chiusura, specialmente in 
campagna e in montagna, come la situazione della Versilia, ricordata da Lorenzo Micheli in 
un recente video; il fatto che presto le Province trasferiranno le proprie competenze 
sull'edilizia scolastica ai Comuni potrebbe essere d'aiuto, dal momento che si avranno 
meno interlocutori. ---- "La buona scuola" e tutte le sue storture: non c'è al suo interno 
nulla di valido e positivo. ---- La figura delle educatrici e degli educatori, delle 
mediatrici e dei mediatori all'interno delle scuole: vengono spesso vissute/i come mere/i 
assistenti ai bisogni di chi è affidata/o loro, dimenticando che hanno un importante ruolo 
nell'ambito dell'integrazione; esse/i stesse/i, poi, si sentono fantasmi, non 
considerate/i, sono scarsamente motivate/i, come più volte ricordato da Davide Milanesi. È 
opportuno che si rivaluti la loro presenza a scuola, permettendo che assistano, 
retribuite/i, alle riunioni degli organi collegiali.

- È necessario ribadire la laicità della scuola pubblica statale; sono troppi i casi in 
cui la subordinazione alla chiesa cattolica fa sì che si ledano i diritti non solo di chi 
professa altre fedi, ma anche di chi non ne professa nessuna.

Gratuità della scuola, non del lavoro

- La gratuità della scuola va riconquistata: il contributo volontario, deciso dai Consigli 
d'Istituto per ampliare l'offerta formativa, viene spacciato per obbligatorio da dirigenti 
scolastiche/i in mala fede, si va a caricare spesso sulle famiglie il costo dei laboratori 
e delle normali attrezzature; c'è una grande disparità tra chi studia in un liceo e chi 
invece fa il professionale, per esempio l'alberghiero, dove le alunne e gli alunni devono 
comprare costose divise e il contributo deciso dall'istituto è di 250-300 euro. Anche il 
dover ricorrere ai trasporti pubblici impedisce di fatto la gratuità della scuola, dal 
momento che sono penalizzate le persone che abitano in piccoli paesi e frequentano scuole 
superiori situate in centri più grandi.

- Sempre più spesso, sta per diventare obbligatorio in tutti i tipi di scuola superiore, 
lo stage, il tirocinio o l'alternanza scuola-lavoro alle studentesse e agli studenti: 
questa pratica, con la scusa (pericolosa) di far conoscere il mondo del lavoro, mette 
letteralmente le giovani e i giovani nelle mani delle imprese che, nel migliore dei casi, 
le/li parcheggiano a guardare chi lavora al computer o le/li costringe a passare il tempo 
a far fotocopie e caffè e, nel peggiore dei casi (come avviene nelle scuole alberghiere e 
per il turismo), le/li sfrutta a costo zero, in competizione, per di più, con coloro che 
del lavoro avrebbero realmente bisogno.

- Sono contenta che anche le studentesse e gli studenti possano far parte di USI-Ed: il 
nostro invito a loro deve essere fatto, a mio avviso, con rispetto e cautela, affinché non 
ci considerino alla stregua delle/dei solite/i adulte/i che vogliono propinare loro la 
solita visione adulta delle cose; è necessario che facciamo capire loro che saranno 
ascoltate e ascoltati, che le loro proposte saranno accolte come quelle di chiunque altra 
o altro, perché vedo che non ne possono più (parlo degli ambienti scolastici in cui mi 
muovo, ma non solo) di chi le/li invita per poi dirigerle/i in qualche modo.

- È urgente trovare altre forme di lotta oltre allo sciopero, come già detto da Maria;
- propongo di dotarci di un blog di settore, associato al sito usi-ait.org, che raccolga 
le nostre riflessioni e dibattiti online.
Anna Gussetti

Da A rivista anarchica http://www.arivista.org/?nr=396&pag=117.htm#3

http://www.usi-ait.org/index.php/usi-educazione/872-per-la-laicita-della-scuola


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