(it) UNICOBAS: COMUNICATO - STOP IMMEDIATO STRAORDINARI ED ATTIVITÀ AGGIUNTIVE DOCENTI E ATA. POI SCIOPERO NO INVALSI

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Mar 17 Mar 2015 09:44:35 CET


VOLANTINO IN ALLEGATO: STAMPA E FAI GIRARE IL PIU' POSSIBILE !!! ---- Unicobas Scuola ---- 
Federazione sindacale dei comitati di base ---- Sede Nazionale: Via Casoria, 16 – 00182 
Roma ---- Tel. 06/70302626 - Fax 06/62209306 ---- http://www.unicobas.org - 
unicobas.rm a tiscali.it ---- COM. ST. 16.2.2015. CON RENZI I DOCENTI SARANNO I SOLI SENZA 
PIÙ POSTO FISSO NEL SETTORE PUBBLICO ---- STOP IMMEDIATO STRAORDINARI ED ATTIVITÀ 
AGGIUNTIVE DOCENTI E ATA. POI SCIOPERO NO INVALSI ---- 1. TITOLARITÀ TERRITORIALE. Quelle 
di quest'anno sono state le ultime domande di trasferimento libere. I NEO-ASSUNTI 
finiranno tutti in un 'ruolo' regionale, all'interno del quale potranno scegliere solo un 
ambito territoriale, inseriti in un albo territoriale (come gli insegnanti di religione, 
che operano nei limiti di una diocesi).

Dovranno quindi fare la 'questua' dai dirigenti scolastici di quell'ambito per ottenere il 
posto in un istituto: quest'incarico avrà durata triennale che, se non riconfermato, 
obbligherà al ritorno nel 'limbo' territoriale. Chi non verrà 'scelto' rimarrà a 
disposizione sul'intero territorio a fare solo supplenze e sostituzioni. CHI È GIÀ DI 
RUOLO, pur conservando il posto attuale, verrà inserito comunque nell'albo territoriale, 
ma se dovrà chiedere trasferimento o risulterà perdente posto, sarà obbligato a fare la 
stessa trafila dei neo-assunti. Ogni dirigente avrà mano totalmente libera nello scegliere 
fra docenti ed ata le persone di sua fiducia, premiandole o penalizzandole come meglio 
crede. Tutti i docenti, per trasferimento o perdita di posto, perderanno la titolarità sul 
proprio istituto: con l’ ‘organico funzionale’ ognuno diventerà titolare “in una rete di 
scuole” ed inserito in un ‘albo’, dal quale i dirigenti pescheranno il loro ‘team’. Se 
necessario, potranno venire obbligati a sostituire gli assenti anche in scuole diverse (La 
buona scuola, pp. 14 ss.). Il dirigente chiamerà nella propria scuola i docenti che vuole, 
scegliendoli dal Registro senza vincolo alcuno di graduatoria o di diritti acquisiti 
(CHIAMATA DIRETTA). I docenti diventeranno gli UNICI nel settore pubblico a non avere più 
diritto alla titolarità sul posto di lavoro, che invece gli ata manterranno. Perciò la 
MOBILITÀ dei docenti verrà DECONTRATTUALIZZATA.

2. ELIMINAZIONE DELLE GARANZIE CONTRATTUALI. Più avanti, i giorni di chiusura delle scuole 
agli alunni e di sospensione didattica entreranno nelle “banche ore”: cioè ogni docente 
dovrà restituirli integralmente lavorando in più (prevalentemente supplenze gratuite) in 
periodi decisi dal Dirigente oppure, se serve, anche durante le vacanze natalizie, 
pasquali ed estive, con mansioni diverse da quelle didattiche (La buona scuola, pp. 51 
ss.). Si potrà essere spostati su materie diverse (purché “affini”!) (La buona scuola, pp. 
27 ss.). Un gruppo di “esperti” del Governo definirà (in tre mesi – sic!) le “competenze 
dei docenti” (La buona scuola, pp. 45 ss.), rivedendone completamente lo stato giuridico 
(trasformando la docenza da lavoro non subordinato a prestazione subordinata). ENTRO 6 
MESI dall'entrata in vigore della legge il governo imporrà in sede negoziale (di fatto 
decontrattualizzandoli) il "riordino della disciplina della mobilità del personale DOCENTE 
secondo i vincoli dell'art. 8" (vd. TITOLARITÀ TERRITORIALE), nonché la "abrogazione 
esplicita di ogni disposizione contrattuale precedente" (art. 22, comma 2, punti b e d). 
TUTTO, dagli obblighi di servizio (che al momento esentano i docenti dalla presenza estiva 
se non per riunioni statuite dal Collegio Docenti), all'orario settimanale, alla durata 
delle ferie, al Testo Unico sullo stato giuridico e disciplinare, DOVRÀ imperativamente 
essere RADICALMENTE RIVISTO e riscritto.

3. VALUTAZIONE. Il dirigente avrà fidati esecutori e controllori, chiamati ‘mentor’ (2 per 
scuola), scelti solo fra chi sarà risultato ‘meritevole’ per 3 volte consecutive 
(ottenendo la ‘elargizione’ del bonus per ben 9 anni). I ‘mentor’, in 'pista' solo fra una 
decina d'anni (e solo per il tempo che resteranno tali), saranno al massimo il 10% della 
categoria,  matureranno una “indennità di posizione” e saranno gli unici ad incrementare 
minimamente lo stipendio base (La buona scuola, pp. 57 ss.). Passeremo la vita a 
raccogliere ‘crediti.’ Ci saranno ‘CREDITI DIDATTICI, FORMATIVI E PROFESSIONALI’, che 
confluiranno nel PORTFOLIO del docente, “vagliato” discrezionalmente dal DS, 'sentiti' il 
Collegio Docenti ed il Consiglio di Istituto (componente dei genitori compresa), su 
"istruttoria del docente tutor". Il ‘nucleo’ interno di ogni scuola, che potrà operare in 
modo diverso dai ‘nuclei’ delle altre (La buona scuola, pp. 51 ss.). Ogni insegnante sarà 
schedato nel “Registro Nazionale dei docenti della scuola” (albo), con le informazioni del 
fascicolo personale accessibili a tutti, perché visibili on line. Il Dirigente potrà anche 
licenziare: "in caso di valutazione negativa, il DS provvede alla dispensa, senza obbligo 
di preavviso". Per premiare i “meritevoli”, vengono stanziati 200 milioni: il primo scatto 
di ‘merito’ si avrà solo nel 2018 (La buona scuola, pp. 55 ss.).  Il budget di scuola (in 
media 25-30 mila euro) sarà gestito direttamente dal Dirigente ("sentito il Consiglio di 
Istituto", dice il ddl) e non sarà più materia di contrattazione con le RSU. Infine, il 
direttore dei servizi generali e amministrativi sarà, per docenti ed ata, “braccio 
esecutivo” e “sentinella” del Dirigente (La buona scuola, p. 69).

4. SCATTI D'ANZIANITÀ. Restano, ma come? L'Unicobas lo sostiene da anni: se la scuola non 
esce dal DLvo 29/1993, che vieta gli scatti, aumenti superiori all'inflazione programmata 
ed il ruolo per chi è nel pubblico impiego (ma non per docenti universitari, magistrati, 
esercito, etc.) anche la retribuzione d'anzianità non è che un infingimento. Senza un 
contratto fuori dal P.I. (per docenti ed ata), la conservazione degli automatismi 
d'anzianità è solo una vittoria di Pirro. Infatti, non potendosi per legge stanziare fondi 
per un capitolato vietato, i fondi vanno presi da quelli stanziati per i progetti e gli 
straordinari: ovvero dal fondo di Istituto, riducendo altre forme di retribuzione.

5. ASSUNZIONI. Renzi ha promesso 150.000 assunzioni solo perché obbligato dalla Corte di 
Giustizia Europea (pena far pagare all’Italia 4 miliardi di multa). Unici ‘beneficiari' 
dovevano essere i precari delle GAE (anche quelli che, fra loro, rifiutano incarichi da 
anni), ma non ne assumerà neppure la metà: escluse le insegnanti di scuola dell’Infanzia e 
‘cernita’ per gli altri a seconda delle classi di concorso. Per chi non è nelle GAE, e 
neppure fra i vincitori dell’ultimo concorso (ma magari ha più anni di servizio), una sola 
ipotesi: vincere un concorso o cambiare lavoro a Giugno 2018, perché si fa divieto di 
stipulare contratti per più di tre anni. Gli stanziamenti erano calcolati al 'lordo stato' 
(come le inesatte tabelle stipendiali del testo de 'La buona scuola') e non bastavano: 
ora, la 'montagna' partorirà il topolino di 40.000 ASSUNZIONI (fra ATA e docenti), ovvero 
poco più della copertura del turn-over (35.000 pensionandi), oltre le 8.000 cattedre di 
sostegno scoperte. Avrebbero dovuto disapplicare le norme sulla costituzione degli 
organici, ma per Settembre non erano (e non sono) in linea con i tempi di approvazione. 
Questo significa anche che NON CI SONO LE CONDIZIONI PER REALIZZARE L’ORGANICO FUNZIONALE 
né per ELIMINARE LA CLASSI-POLLAIO, cose che richiederebbero più assunzioni delle cattedre 
'fisse' da coprire e la revisione dei PARAMETRI PER LA FORMAZIONE DELLE CLASSI. La 
sentenza europea del 26.11.2014 chiarisce che Renzi s'era fatto uno 'sconto': infatti 
vanno assunti anche i precari ATA e i tutti i docenti che rientranti nella tipologia, 
anche se non sono nelle GAE. I 36 mesi incardinerebbero il diritto all'assunzione per 
250.000 insegnanti (più 30.0000 precari ATA, nonostante i 2.000 posti tagliati dalla legge 
di stabilità). Il resto dovrà aspettare l'approvazione del ddl scuola, probabilmente fino 
alle elezioni politiche: Renzi spera che i posti promessi si trasformino in voti... I 
‘regolarizzati’ saranno quindi molti di meno anche rispetto alle GAE,  e senza 
retrodatazione giuridica (altro che 140.000 assunzioni a Settembre 2015!). Il blocco dei 
40.000 verrà ‘regolarizzato’ per gradi  (con contratto ‘a tutele  crescenti’?), e sarà 
sempre licenziabile senza l’articolo 18.  Nel frattempo,  il Governo farà “sparire” i 
posti vacanti (per 'regolarizzarsi' con l'Unione Europea), obbligando i neo-assunti ad un 
orario maggiorato e 'flessibile' nell’ambito di un ‘Organico funzionale’ indegno di questo 
termine,  obbligando il personale di ruolo a sostituire gli assenti a costo zero (sulle 
supplenze brevi, vd. legge di stabilità e vd. calcolo a debito dei giorni di chiusura 
delle scuole con la ‘banca delle ore’). L’organico 'funzionale’ non sarà aggiuntivo: 
perciò nessun ‘arricchimento dell’offerta formativa’.

6. Alla SCUOLA DELL'INFANZIA, recuperando la proposta Puglisi (che non distingue 
quest'ordine di scuola dagli asili-nido), anziché inserirne l'ultimo anno  nell'obbligo, 
il disegno di legge attribuisce la fascia d'età 0 - 6 anni. Nella SCUOLA PRIMARIA 
l'inserimento di insegnanti di lingua madre (invece dei laureati in lingua o dei promossi 
per concorso, di cui la Primaria è piena), nonché l'inserimento di specialisti di 
educazione motoria, produrranno lo spostamento su più classi di tutti gli insegnanti. 
Otterranno il SOSTEGNO solo gli alunni certificati ex art. 3, comma 3 (casi estremi): gli 
altri saranno affidati agli insegnanti curricolari (previo 'corso-beffa'). Questo ridurrà 
l'organico di sostegno e comprometterà l'integrazione dei diversamente abili, vanto della 
scuola italiana in Europa.

7. DEMOCRAZIA. I Decreti Delegati verranno aboliti (DPR 416 e 417/74). Il Collegio dei 
Docenti diverrà meramente consultivo, con l’unica funzione di decidere della 
programmazione didattica. Tutto il potere andrà al dirigente ed al “Consiglio 
dell’Istituzione scolastica”, al quale parteciperanno con diritto di voto i privati 
finanziatori  e gli sponsor dei quali il DS potrà avvalersi. Determinante, per tenere 
sotto scacco i Docenti, sarà il “Nucleo di Valutazione” (La buona scuola, p. 71). Insomma, 
tutto quanto era già previsto dal disegno di legge Aprea-Ghizzoni, al quale va aggiunta 
l’ultima ‘trovata’ del questionario-pagella redatto annualmente dagli studenti sugli 
insegnanti. Una 'chicca' davvero speciale chiude il ddl: "I regolamenti, i decreti e gli 
atti attuativi della presente legge" (quindi anche quelli emanati negli anni a venire) 
"sono adottati in assenza del parere dell'organo collegiale consultivo nazionale della 
scuola" (art. 23, comma 1), proprio mentre (il 28 Aprile) ci si accinge a rieleggere per 
la prima volta dal 1997 il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione!

8. DIPLOMIFICI. Le scuole private, in molte delle quali non si controlla neppure la 
frequenza degli alunni e che, come dimostrato nel nostro dettagliato ‘Libro nero’ (inviato 
agli ultimi due Ministri senza tangibili risultati), spesso non pagano gli insegnanti 
offrendo loro il punteggio per superare in graduatoria nelle scuole pubbliche i precari 
onesti, dovranno avere più soldi e con più facilità (anche grazie al 5 x 1000), mentre 
nelle scuole pubbliche si verrà valutati pure da un 'pagellino' redatto dagli alunni. 
Invece le Scuole Statali riceveranno soldi da “Enti Locali, famiglie e privati”, che ne 
determineranno la linea educativa e dovranno aprire fino alla sera, con il lavoro di 
docenti ed ata (spontaneo o coatto?), nonché del volontariato studentesco e del 
“territorio”. Questa è l’idea relativa ai cd. ‘Centri di aggregazione sociale’ (La buona 
scuola, pp. 64 ss.).

Stefano d’Errico (Segretario nazionale)

Vai al link: de 'La Tecnica della scuola': Solo i docenti saranno senza più posto fisso 
nel settore pubblicohttp://tinyurl.com/keutms7


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