(it) Anarkismo.net: Ponti tra l'anarchismo ed il Confederalismo Democratico by BrunoL (en)

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Dom 8 Mar 2015 08:13:25 CET


Fin dall'inizio dell'assedio di Kobane da parte dei Daesh (ISIS), si sono moltiplicati gli 
studi sulla sinistra curda e specialmente sul modello di organizzazione sociale della 
Rojava da parte di parecchie organizzazioni, attivisti, networks e di studiosi impegnati. 
Ho deciso di collaborare con KurdishQuestion.com per scrivere una serie di brevi articoli 
in cui esporre (e dimostrare) le similitudini tra il confederalismo democratico e la 
tradizione anarchica occidentale (ma anche qualle non occidentale). Dal momento che per 
ragioni di studio mi occupo di teoria politica (e di teoria politica radicale), ho deciso 
di dare una mano nel tracciare dei parallelismi tra le due concezioni per trova. ---- Le 
donne combattenti curde e le mujeres libres spagnole hanno molti punti di coincidenza sia 
per le forme organizzative che per gli obiettivi strategici da perseguire.

Presentazione

La forma di partito anarchico che viene presentata in questa serie di articoli non 
costituisce un'innovazione in sè nel campo della teoria politica e della teoria politica 
radicale e nemmeno nel campo della tradizione di sinistra. Se gli studi in questo campo 
sono alquanto sconosciuti (oppure tanto nuovi quanto inesistenti), se questa forma di 
organizzazione politica non è diventata un oggetto di studio (o riconosciuta come 
forma-partito per l'autogestione e la democrazia diretta), lo si deve ad una correlazione 
di fattori che trovano la loro ragione di essere sia in campo accademico, sia nella 
sconfitta subita dagli anarchici su posizioni di classe a partire dal 1939 e sia a causa 
dell'assenza di dibattito al riguardo all'interno della sinistra, degli studiosi e dei 
principali media. Questa forma di partito si dà nel caso di militanti che, all'interno di 
un'organizzazione di specifico, si sono dotati di un corpus ideologico di riferimento 
(modello organizzativo noto anche come partito di quadri). Poichè non si tratta di 
un'organizzazione di massa, essa ha la caratteristica di essere composta solo da quadri 
politici, il cui livello di militanza cresce man mano che passano da un cerchio 
concentrico all'altro interno al partito (cfr Bakunin). Tale modalità è stata definita 
storicamente come: organicismo, piattaformismo, specifismo; definizioni tutte sinomini 
della accezione di partito anarchico (federazione di specifico).
Introduzione al ruolo del partito

La matrice di tale modello e prospettiva di sinistra libertaria presentato in questa serie 
di articoli è rinvenibile oggi ad esempio in un campo di intenzionalità, di motivazioni 
normative e di interessi strategici che trovano una loro possibile applicazione in America 
Latina in generale ed in Brasile in particolare. Ma, si presume che mano a mano che ci si 
conosce meglio, le possibilità di uno sviluppo politico saranno sostenute dalla 
sperimentazione reale nel Kurdistan occidentale e dal dibattito interno alle correnti di 
pensiero sotto l'ombrello del PKK. E' molto interessante capire che lo scopo di questo 
tipo di partito non è quello di far parte di un potere istituzionale quale lo 
Stato-Nazione, bensì di contribuire alla costruzione di una società fondata su diritti 
legittimi (tanto individuali che collettivi), sull'autogestione, sulla democrazia diretta 
e radicale ed il più possibile distante da un'economia di mercato di carattere 
industrialista. L'ipotesi formulata all'interno di una prospettiva di reale democrazia 
sociale è l'azione della minoranza politica quale motore di un'accumulazione di forze e di 
una radicalizzazione democratica di lungo termine. Se confrontiamo questa semplice 
accezione e definizione, possiamo rilevare molte similitudini tra questa prospettiva e 
quella indicata dal compagno Abdullah Ocallan nel 2011:
"Nel frattempo, gli stati-nazione sono diventati un serio impedimento per qualsiasi 
sviluppo sociale. Il confederalismo democratico è il paradigma di contrasto usato dal 
popolo oppresso. Il confederalismo democratico è un paradigma sociale senza stato. Esso 
non è controllato dallo Stato." (tradotto dal sito inglese del PKK)

E' ovvio che nessuno avrebbe da ridire su questa forma di partito se non si cimenta nella 
competizione per conquistare posizioni istituzionali all'interno del modello dello 
stato-nazione, daI momento che il suo scopo non è questo. Dò per scontato che certi 
prerequisiti siano sempre presenti. Ogni "forma partito" include nel suo forgiarsi le 
condizioni e le norme che ne regolano il suo essere organizzazione/partito politico ed al 
tempo stesso indicano il percorso che -nel suo costituirsi- tale organizzazione (legale o 
illegale che sia) intende percorrere in base alla sua strategia politica ed alla strategia 
di fondo. Per garantire la necessaria coerenza teorica, è necessario disporre di 
forme-partito che possano essere non solo verificate, ma che possano soprattutto essere 
congruenti con l'ipotesi strategica premessa.

Si tratta, ribadiamo, di un'organizzazione politica di specifico composta da militanti che 
si danno un corpus ideologico di riferimento. Al tempo stesso, non trattandosi di 
un'organizzazione di massa, essa si struttura come organizzazione di quadri il cui livello 
di militanza si esplica all'interno di cerchi concentrici, accrescendo il livello di 
militanza in armonia con il potere di votare o di essere votati per compiti chiave di 
carattere organizzativo interno. Questo concetto di organizzazione non può essere 
frainteso e equivocato. Sarebbe anche limitativo ritenerle solo una sorta di "semplici 
buone intenzioni del partito", quando invece si tratta di una concezione strategica che 
garantisce che i quadri e le strutture di partito saranno doverosamente messi al servizio 
ed a disposizione della costruzione di nuove istituzioni politiche sulla base di una 
società orizzontale ed egualitaria. Il fallimento del modello di partito dell'Unione 
Sovietica o di altre varianti basate sulla leadership autoritaria, sullo Stato 
centralizzato e sull'industrialismo dimostrano che l'intero pensiero di sinistra deve fare 
una grande autocritica e riconoscere che le condizioni materiali devono sviluppari e 
maturare di pari passo con le condizioni etiche, ecologiche e solidaliristiche. Solo un 
partito-struttura dedicato a questa causa è in grado di mantenere una lotta di lungo 
periodo, alimentando progetti sociali, come hanno fatto le lotte delle organizzazioni di 
massa dell'America Latina nei primi anni del XX secolo e come oggi accade con l'Unione 
delle Comunità del Kurdistan (KCK ) o specificamente col TEV-DEM in Rojava.

Denominazioni di questa tradizione all'interno dell'anarchismo

Terminiamo questo breve articolo ricordando la definizione di partito anarchico. Anche se 
non esclusivo, questo tipo di organizzazione è in genere considerato essere caratteristico 
dell'ideologia anarchica; un modello federativo e non di massa. Dal momento che non si 
tratta di un modello di partito composto da avanguardie come i classici partiti leninisti, 
i quadri di questo partito devono essere coloro i quali sostengono le lotte di massa che 
devono essere assunte collettivamente nei territori, garantendo che il popolo guidi e 
decida il suo destino tramite le assemblee popolari. I militanti di tale partito devono 
darsi una struttura a cerchi concentrici ed una preparazione che permetta loro di poter 
svolgere ruoli multipli. Questo tipo di organizzazione è stato definito in diversi modi 
nel corso della sue sperimentazioni storiche ed ognuna di queste definizioni può essere 
ritenuta utile per definire un partito anarchico. Tali definizioni sedimentate dalla 
storia di questo modello di partito vanno dall'organicismo al piattaformismo allo specifismo.
Mi fa piacere scoprire che queste due tradizioni apparentemente così lontane siano in 
realtà più vicine di quello che appaia. Tale vicinanza può essere facilmente rinvenibile 
dalla semplice lettura di documenti provenienti tanto dalla tradizione del PKK che da 
quella anarchica. La tradizione e le sperimentazioni nel Kurdistan condotte dal PKK 
possono alimentare ed essere a loro volta alimentate dalla tradizione anarchica mondiale. 
Questa eccitante prospettiva è lo scopo principale che mi ha condotto a scrivere questa 
breve serie di articoli.


Bruno Lima Rocha ha un dottorato in filosofia ed un master in scienze politiche ed è 
docente di Studi Internazionali e di Geopolitica presso 3 università nel Brasile meridionale.

Traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali.

website: www.estrategiaeanalise.com.br

e-mail: strategicanalysis at riseup dot net


http://www.anarkismo.net/article/27970


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