(it) anarkismo.net: Dichiarazione dell'incontro internazionale dell'8-9 giugno 2015 by Red sindical (ca, fr)

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Mer 24 Giu 2015 13:01:02 CEST


Internacional de solidaridad y de luchas - Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e 
di Lotta La Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta, costituita nel marzo 
2013 nell'incontro a Saint-Denis (Francia), è il prodotto di anni di scambi e di lavoro 
comune tra alcune delle organizzazioni fondatrici. Così, sulla base di linee guida e di 
pratiche sindacali comuni, siamo stati in grado di radunare i sindacati, le correnti 
sindacali e le tendenze di molti paesi nelle Americhe, dell'Europa, dell'Africa e 
dell'Asia. ---- International trade union network of solidarity and struggle ---- Réseau 
syndical international de solidarité et de luttes ---- Rede Sindical Internacional de 
solidariedade e de lutas ---- Red sindical internacional de solidaridad y de luchas ---- 
Rete sindicale internazionale di solidarietà e di lotta

Dichiarazione dell'incontro internazionale dell'8-9 giugno

La Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta, costituita nel marzo 2013 
nell'incontro a Saint-Denis (Francia), è il prodotto di anni di scambi e di lavoro comune 
tra alcune delle organizzazioni fondatrici. Così, sulla base di linee guida e di pratiche 
sindacali comuni, siamo stati in grado di radunare i sindacati, le correnti sindacali e le 
tendenze di molti paesi nelle Americhe, dell'Europa, dell'Africa e dell'Asia.

Due anni dopo, nel giugno 2015, abbiamo organizzato un nuovo incontro internazionale a 
Campinas (Brasile). In questa occasione, abbiamo collettivamente apprezzato gli sviluppi 
positivi nella costruzione della nostra rete, tra cui il suo allargamento, ma anche capito 
quanta strada dobbiamo ancora percorrere per dotarci dei necessari strumenti comuni 
internazionali di tutte le forze sindacali che rivendicano e praticano un sindacalismo di 
lotta, anticapitalista, di auto-governo, democratico, ambientalista, indipendente dai 
padroni e dai governi, internazionalista, ed in lotta contro ogni forma di oppressione (il 
sessismo, il razzismo, l'omofobia, la xenofobia). La democrazia operaia, 
l'auto-organizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici sono altresì nostri riferimenti 
comuni.
La crisi del sistema capitalista e le sue conseguenze sul mondo intero

La crisi economica, quella finanziaria, quella ecologica e quella sociale si intrecciano e 
si autoalimentano. Questa crisi globale del capitalismo mostra l'impasse di sviluppo 
basato su una distribuzione della ricchezza sempre più diseguale prodotta dallo 
sfruttamento dei lavoratori, dalla deregolamentazione finanziaria, dal libero commercio 
globale e dal disprezzo dei vincoli ecologici. Per salvare i profitti degli azionisti e 
dei padroni, per garantire il futuro delle banche, delle istituzioni globali (Banca 
Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, Organizzazione Mondiale del Commercio, etc.), i 
governi e i padroni stanno attaccando con sempre maggiore aggressività i diritti dei 
lavoratori e delle lavoratrici.

L'attuale sistema politico ed economico organizza il saccheggio di molti paesi, 
costringendo milioni di persone a lasciare la loro regione d'origine per poter 
sopravvivere e per poi negar loro tutti i diritti con il pretesto che sono degli immigrat*.

La distruzione dei servizi pubblici, il rimettere in discussione tutti i diritti sociali, 
gli attacchi ai diritti sindacali, i diritti sindacali calpestati, lo sviluppo della 
precarietà e della disoccupazione per fare pressione sulle persone ... sono questi i 
metodi che vengono utilizzati in tutti i paesi! Per raggiungere i loro fini, utilizzano 
ogni mezzo: la criminalizzazione, i procedimenti penali, gli arresti, le azioni di 
polizia, occupazioni militari, ostacoli di ogni genere ai diritti collettivi e 
individuali. La repressione è una delle loro armi contro coloro che resistono, che si 
oppongono e che costruiscono alternative. La nostra solidarietà, attraverso le frontiere, 
è una delle nostre risposte.

Il sindacalismo che noi rivendichiamo non intende tollerare patti con il potere costituito 
per convalidare queste misure antisociali. Il sindacalismo ha la responsabilità di 
organizzare la resistenza a livello internazionale, per costruire attraverso la lotta la 
necessaria trasformazione sociale. Vogliamo costruire un sistema basato sui beni comuni in 
materia di redistribuzione della ricchezza tra tutti coloro e tutte coloro che la creano, 
vale a dire, i lavoratori e le lavoratrici, fondato sui diritti dei lavoratori e delle 
lavoratrici e su uno sviluppo ecologicamente sostenibile. Chiediamo la fine della 
privatizzazione/mercificazione, e invece vogliamo l'espansione, la democratizzazione e 
l'appropriazione sociale dei servizi pubblici (istruzione, sanità, trasporti, energia, 
acqua, casa, pensione, ecc.). La libera circolazione delle persone e l'uguaglianza dei 
diritti sociali e politici di tutti, senza distinzione di nazionalità, origine, sesso, 
fanno parte dei nostri obiettivi comuni.
Comprendere le trasformazioni del capitalismo per poterci opporre al meglio

Gli attacchi contro i salari, alle condizioni di lavoro, alla sicurezza sociale, ai 
servizi pubblici e alle libertà democratiche fanno parte di un progetto strategico del 
capitalismo finalizzato a cambiare radicalmente i rapporti di forza tra la classe 
dominante da un lato e dall'altra i salariati e le classi popolari. Questo progetto fa 
parte di un capitalismo globalizzato, un'economia che mette in competizione le regolazioni 
sociali del lavoro, i sistemi giuslavoristi, le condizioni e le strutture del lavoro. Ciò 
provoca una crescente precarizzazione della forza lavoro.

La questione della salute e della sicurezza sul lavoro, le condizioni generali della 
qualità della vita dei salariati e delle classi popolari, acquistano nelle lotte e nelle 
rivendicazioni un'importanza decisiva.

Nei paesi mantenuti in una situazione di sottosviluppo, in particolare attraverso un 
colonialismo e un imperialismo sempre vivi, queste situazioni condannano intere masse di 
essere umani a morire di fame o a migrare, spesso rischiando la vita, verso paesi in cui 
sono oggetto di gravi discriminazioni. Il colonialismo e l'imperialismo opprimono ancora 
molte popolazioni nel mondo; il sindacalismo deve combattere questi modi di dominazione.

La congiuntura economica non è l'elemento essenziale che giustifica la strategia delle 
classi dominanti. Il capitalismo ha sempre costantemente attaccato le condizioni di vita, 
i salari e lo status dei lavoratori e delle lavoratrici. Esso utilizza la "crisi" (crisi 
del sistema capitalistico!) per rafforzare i suoi attacchi.

La finanziarizzazione del capitalismo, la sua globalizzazione accelerata, le politiche di 
austerità dominanti, le politiche di "pagamento del debito" indicano la preminenza di un 
orientamento verso il mercato globale, con la chiave di una nuova distribuzione della 
ricchezza e del potere sempre più sfavorevole alle classi lavoratrici. Il meccanismo del 
debito strangola i paesi e ci impoverisce: il loro debito non è il nostro debito; non 
dobbiamo pagare! Le politiche economiche e finanziarie presentate per favorire una ripresa 
della domanda non sembrano destinate a garantire una forte riattivazione economica a lungo 
termine.

In ogni caso, queste proposte di stimolo all'economia non risolvono in alcun modo le 
politiche di austerità, non fermano gli attacchi contro il sistema salariale, non 
arrestano il degrado e la privatizzazione dei servizi pubblici. In altre parole, non 
contengono una dimensione di compromesso strategico come quello che aveva esempio 
stabilito la regolazione fordista applicata, nel corso di parte del XX secolo, in una 
parte del mondo (scaricando i costi, in particolare, sullo sfruttamento di quello che era 
chiamato il Terzo Mondo).

Le proposte per un nuovo compromesso sociale, come viene formulato da una parte del 
movimento dei lavoratori, scontano una prima debolezza nell'ignoranza volontaria di ciò 
che è necessario per raggiungere un nuovo compromesso sociale, cioè il controllo e un 
equilibrio di potere che possano iniziare a realizzarsi , garantendo un nuovo corso 
"riformista". La questione chiave non è solo l'iniezione di fondi pubblici per la 
riattivazione dell'economia, quanto piuttosto mutare radicalmente il corso della 
distribuzione della ricchezza e del potere e della determinazione del modello di sviluppo.

Allo stesso modo, ci appaiono illusorie le ipotesi politico-governative le quali assumono 
che la conquista di posizioni istituzionali a livello statale nazionale potrà permetterà, 
tramite gli strumenti tradizionali del potere pubblico e del quadro istituzionale 
edificato per servire il capitalismo, di imporre una nuova direzione politica, con un 
nuovo importante compromesso sociale che coinvolga tutte le classi sociali.

Il Brasile, dove stiamo tenendo questo incontro della Rete Internazionale di Solidarietà e 
di Lotta, ne è un buon esempio. La politica economica attualmente perseguita è quella dei 
governi borghesi precedenti, è quella di garantire enormi guadagni per il grande capitale 
salvo fare piccole concessioni ai settori più poveri della popolazione: questa politica si 
è ormai esaurita. Ora il governo cerca anche di soddisfare i dettami del capitalismo 
internazionale e della borghesia brasiliana, facendo pagare ai lavoratori ed alle 
lavoratrici il peso della crisi, ad esempio attraverso le politiche fiscali o tramite i 
subappalti.

La fragilità generalizzata del sistema internazionale, l'evoluzione dei rapporti di forza 
tra i blocchi economico-politici portano dentro di sè una radicalizzazione delle lotte 
sociali ed ecologiste in generale e della lotta dei salariati contro il sistema di dominio 
in particolare.
Rafforzare il sindacalismo per una rottura anti-capitalista

L'indipendenza di un movimento sindacale che si mobilita e che lotta è infatti la 
questione chiave di questo periodo. In effetti, la sfida è quella di rompere la strategia 
di dominio del sistema capitalista globale che tenta di imporre ai salariati una 
regressione storica, con la distruzione definitiva della loro capacità di organizzazione 
autonoma, di azione e di posizionamento a tutto vantaggio del sindacalismo cogestionario, 
o addirittura con la completa scomparsa del movimento operaio; mentre una quota sempre 
maggiore di popolazione mondiale è proletarizzata e spesso in condizioni sociali sempre 
più difficili.

Affermiamo la nostra opposizione al sindacalismo di Stato e affermiamo il nostro impegno 
per il pluralismo e per la democrazia sindacale. Questo non è in alcun modo in 
contraddizione con la ricerca dell'unità d'azione sindacale, con l'unità operaia, con 
l'unità di tutt* coloro che sono sfruttat* e oppress*. Di contro, non abbiamo nulla a che 
fare con quei sindacalisti che gestiscono i fondi pensione, che sono corrotti dalla classe 
dirigente... Quella classe dirigente che ha fatto della corruzione la consueta modalità di 
funzionamento di tutta una parte di politici.

La questione del diritto alla terra è particolarmente importante in molti paesi, 
soprattutto in quelli vittime del colonialismo e dell'imperialismo; noi dobbiamo 
intervenire su questo, lottare per vere riforme agrarie, insieme ai movimenti sociali che 
si mobilitano per questo diritto.

Il nostro sindacalismo unisce la difesa degli interessi immediati dei lavoratori e delle 
lavoratrici alla volontà di un profondo cambiamento sociale. Non ci limitiamo alla sola 
rivendicazione di tipo economico, ma lottiamo anche per il diritto alla casa, alla terra, 
per la parità tra uomini e donne, contro il razzismo, contro l'omofobia e la xenofobia, 
per l'ecologia, per l'anti-colonialismo, etc.

Gli interessi che difendiamo sono quelli della classe operaia (lavoratori e lavoratrici 
attiv* o in pensione, disoccupat*, giovani). Che si articolano con gli interessi delle 
popolazioni di tutte le regioni del mondo. In questo, ci opponiamo frontalmente ai 
padroni, ai governi e alle istituzioni che sono al loro servizio, e noi rivendichiamo la 
nostra autonomia nei confronti di qualsiasi organizzazione politica.

Esistono organizzazioni sindacali internazionali; sono state create reti sindacali su base 
intercategoriale o geografica. Da una regione del mondo all'altra, le nostre storie 
sindacali, le nostre strutture sindacali, le nostre appartenenze sindacali, sono diverse. 
Ma condividiamo ciò che è essenziale: siamo determinati ad andare avanti ed a coordinare 
il sindacalismo conflittuale a livello internazionale.

Vogliamo condividere le nostre esperienze, vogliamo imparare dai punti di forza e dalle 
conquiste di tutti, costruire l'unità al di là delle frontiere, attuare la solidarietà 
internazionale dei lavoratori. Di fronte alla crisi che colpisce le popolazioni di tutti i 
paesi, e di cui il capitalismo è responsabile, è necessario coordinare e unificare le 
nostre lotte. Chiediamo ai collettivi sindacali di unirsi a noi per costruire questa unità 
di azione sindacale necessaria per combattere il declino sociale, conquistare nuovi 
diritti, e costruire una società diversa.

Noi non lottiamo per arretrare; certo, gli attacchi contro la classe operaia sono molto 
forti e talvolta portati in forme nuove. Ma lo sfruttamento capitalista non è cosa nuova 
ed è con questo che dobbiamo rompere, per creare modi di organizzare la società in base 
alle esigenze della popolazione.

Questo percorso, lo costruiamo passo dopo passo, con tutte le organizzazioni sindacali di 
lotta, per le quali il sistema capitalista non è un modo di organizzazione insuperabile 
delle nostre società, per costruire il cambiamento attraverso le lotte quotidiane e 
collettive, attraverso le riflessioni sulla società che vogliamo per domani.

Siamo determinati a rafforzare, espandere, rendere più efficace, una rete del sindacalismo 
conflittuale, di lotta, democratica, autonoma, indipendente dai padroni e dai governi, che 
lotta contro tutte le forme di oppressione (il sessismo, il razzismo, l'omofobia, la 
xenofobia), ambientalista e internazionalista .

Dopo l'incontro internazionale di giugno 2015, abbiamo assunto degli obiettivi concreti, 
degli impegni comuni:
Mobilitarsi per la solidarietà internazionale, in particolare contro ogni repressione 
antisindacale. La nostra lotta è condotta contro ogni oppressione, in particolare quella 
contro le donne, la popolazione nera, i migranti e LGBT (lesbiche, gay, Transessuali, 
Bisessuali).
Intervenire in maniera unitaria e coordinata per sostenere le lotte e le campagne 
internazionali, per riaffermare il diritto all'autodeterminazione di tutti i popoli.
Rafforzare ed ampliare il coordinamento internazionale nei settori lavorativi (trasporti, 
istruzione, call center, industria, commercio, sanità, ecc.) e su temi intercategoriali 
(diritti delle donne, dei ner*, LGBT, immigrazione , casa, l'ecologia, la salute e il 
lavoro, ...).
Proseguire il lavoro di riflessione e di elaborazione sulle questioni della crisi del 
sistema capitalista e sulle alternative ad esso.
Mettere a disposizione, insieme, i mezzi necessari alla realizzazione dei nostri progetti 
comuni: siti web, liste di dibattito via email, coordinamenti di settore, categoriali, etc.
Organizzare, per essere più efficaci, il coordinamento delle organizzazioni membri della 
Rete in tutte le regioni del mondo: America del Sud, Europa, Africa,...
Decidere di organizzare una settimana di mobilitazioni e di lotte internazionali, durante 
la seconda settimana di ottobre 2015 avendo come tema centrale « contro i piani di 
austerità ed i tagli di bilancio, per la difesa dei diritti dei lavotarori e delle 
lavoratrici. Noi non pagheremo la crisi!». La modalità di questa settimana d'azione sarà 
scelta in funzione delle necessità di ciascun paese.

Le organizzazioni membri della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta

Organizzazioni sindacali nazionali intercategoriali

- Central Sindical e Popular Conlutas (CSP-Conlutas) - Brasile.
- Confederación General del Trabajo (CGT) - Spagna.
- Union syndicale Solidaires (Solidaires) - Francia.
- Confédération Générale du Travail du Burkina (CGT-B) - Burkina.
- Confederation of Indonesia People's Movement (KPRI) - Indonesia.
- Confederación Intersindical (Intersindical) - Spagna.
- Syndicat National Autonome des Personnels de l'Administration Publique (SNAPAP) - Algeria.
- Batay Ouvriye - Haïti.
- Unione Sindacale Italiana (USI) - Italia.
- Confédération Nationale des Travailleurs - Solidarité Ouvrière (CNT SO) - Francia.
- Sindicato de Comisiones de Base (CO.BAS) - Spagna.
- Organisation Générale Indépendante des Travailleurs et Travailleuses d'Haïti (OGTHI) - 
Haïti.
- Sindacato Intercategoriale Cobas (SI COBAS) - Italia.
- Confédération Nationale du Travail (CNT-f) - Francia.
- Intersindical Alternativa de Catalunya (IAC) - Catalogna.
- Union Générale des Travailleurs Sahraouis (UGTSARIO) - Sahara occidentael.
- Ezker Sindikalaren Konbergentzia (ESK) - Paesi Baschi.
- Confédération Nationale de Travailleurs du Sénégal Forces du Changement (CNTS/FC) - Sénégal.
- Independent Trade Unions for Egyptian Federation (EFITU) - Egitto.
- Sindicato Autorganizzato Lavoratori COBAS (SIAL-COBAS) - Italia.
- General Federation of Independent Unions (GFIU) - Palestina.
- Confederación de la Clase Trabajadora (CCT) - Paraguay.
- Red Solidaria de Trabajadores - Perù

Organizzazioni sindacali nazionali di categoria

- National Union of Rail, Maritime and Transport Workers (RMT/TUC) - Gran-Bretagna.
- Centrale Nationale des Employés - Confédération Syndicale Chrétienne (CNE/CSC) - Belgio.
- Sindicato Nacional de Trabajadores del Sistema Agroalimentario (SINALTRAINAL/CUT) - 
Colombia.
- Fédération Générale des Postes, Telecom et Centres d'appel - Union Générale Tunisienne 
du Travail (FGPTT/UGTT) - Tunisia.
- Trade Union in Ethnodata - Trade Union of Empoyees in the Outsourcing Companies in the 
financial sector - Grecia.
- Syndicat national des travailleurs des services de la santé humaine (SYNTRASEH) - Bénin
- Sindicato dos Trabalhadores da Fiocruz (ASFOC-SN) - Brasile.
- Organizzazione Sindicati Autonomi e di Base Ferrovie (ORSA Ferrovie) - Italia.
- Sindicato Único de Trabajadores del Grupo Ripley S.A - Perù
- Union Nationale des Normaliens d'Haïti (UNNOH) - Haïti.
- Confederazione Unitaria di Base Scuola Università Ricerca (CUB SUR) - Italia.
- Confederazione Unitaria di Base Immigrazione (CUB Immigrazione) - Italia.
- Coordinamento Autorganizzato Trasporti (CAT) - Italia.
- Confederazione Unitaria di Base Credito e Assicurazioni (CUB SALLCA) - Italia.
- Syndicat des travailleurs du rail - Union Nationale des Travailleurs du Mali 
(SYTRAIL/UNTM) - Mali.
- G?da Sanayii Isçileri Sendikas? - Devrimci Isçi Sendikalar? Konfederasyonu 
(GIDA-IS/DISK) - Turchia.
- Syndicat National des Travailleurs du Petit Train Bleu/SA (SNTPTB) - Sénégal.
- Asociación Nacional de Funcionarios Administrativos de la Caja de Seguro Social 
(ANFACSS) - Panama.
- Conseil des Lycées d'Algérie (CLA) - Algeria.
- Confederazione Unitaria di Base Trasporti (CUB Trasporti) - Italia.
- Syndicat de l'Enseignement Supérieur Solidaire (SESS) - Algeria.
- Palestinian Postal Service Workers Union (PPSWU) - Palestina.
- Union Syndicale Etudiante (USE) - Belgio.
- Sindicato dos Trabalhadores de Call Center (STCC) - Portogallo.
- Sindicato Unitario de Trabajadores Petroleros (Sinutapetrolgas) - Venezuela.
- Alianza de Trabajadores de la Salud y Empleados Publicos - Messico.
- Canadian Union Of Postal Workers (CUPW-STTP) - Canada.

Organizzazioni sindacali locali

- Trades Union Congress, Liverpool (TUC Liverpool) - Inghilterra.
- Sindacato Territoriale Autorganizzato, Brescia (ORMA Brescia) - Italia.
- Fédération syndicale SUD Service public, canton de Vaud (SUD Vaud) - Svizzera
- Sindicato Unitario de Catalunya (SU Metro) - Catalogna.
- Türkiye DERI-IS Sendikasi, Tuzla et Izmir (DERI-IS Tuzla et Izmir) - Turchia.
- L'autre syndicat, canton de Vaud (L'autre syndicat) - Svizzera
- Centrale Générale des Services Publics FGTB, Ville de Bruxelles (CGSP/FGTB Bruxelles) - 
Belgio
- Arbeitskreis Internationalismus IG Metall, Berlin (IG Metall Berlin) - Germania
- Sindicato de Trabajadores de Celima - Perù
- Sindicato Unificado de Trabajadores de la Educación de Buenos Aires, Bahia Blanca 
-(SUTEBA/CTA de los trabajadores Bahia Blanca) - Argentina
- Sindicato del Petróleo y Gas Privado del Chubut/CGT - Argentina.
- Sindicato Lacteos del Sur - FENALTRAL/CUT - Chile.

Organizzazioni sindacali internazionali

- Industrial Workers of the World - International Solidarity Commission (IWW)

Correnti, tendenze o reti sindacali

- Transnationals Information Exchange Germany (TIE Germany) - Germania.
- Emancipation tendance intersyndicale (Emancipation) - Francia.
- Globalization Monitor (Gmo) - Hong Kong.
- Courant Syndicaliste Révolutionnaire (CSR) - Francia.
- No Austerity - Coordinamento delle lotte - Italia.
- Solidarité Socialiste avec les Travailleurs en Iran (SSTI) - Francia.
- Basis Initiative Solidarität (BASO) - Germania.
- LabourNet Germany - Germania.
- Resistenza Operaia - operai Fiat-Irisbus - Italia.

Traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Related Link: http://www.laboursolidarity.org

http://www.anarkismo.net/article/28284


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