(it) Federazione Anarchica Italiana: Azione diretta per la trasformazione sociale. Per dare un senso all'astensione

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Lun 22 Giu 2015 10:45:34 CEST


Lo Stato è come la religione, vale se la gente ci crede, e la gente ormai non ci crede 
più: lo dimostra il 48% degli elettori che si è rifiutato di recarsi alle urne il 31 
maggio. ---- Le recenti elezioni amministrative testimoniano un ulteriore approfondimento 
del fossato che separa i ceti popolari da una parte e il ceto politico e le classi 
privilegiate dall'altra. ---- L'aumento delle astensioni conferma il più importante fatto 
politico nell'Italia degli ultimi anni: per la prima volta da quando le classi subalterne 
ebbero il diritto di voto, la maggioranza dei lavoratori dipendenti si astiene dalle 
elezioni, e fra gli astenuti i lavoratori dipendenti, e in particolare la classe operaia, 
sono il gruppo sociale più rappresentato. Oggi l'astensionismo esprime massicciamente la 
protesta contro la gretta politica di difesa ed accrescimento dei privilegi di pochi 
portata avanti dai governi che si sono succeduti.

L'indifferenza delle istituzioni nei confronti dei movimenti di protesta, dall'occupazione 
delle case alla lotta contro le grandi opere, dalla difesa dei diritti dei lavoratori alla 
difesa della libertà di manifestare e così via, accompagnata da una repressione sempre più 
brutale nei confronti degli oppositori, è la causa principale dell'astensionismo popolare; 
l'atteggiamento miope e arrogante del ceto politico non fa che esaltarne le potenzialità 
di rottura del sistema esistente, accelerando una presa di coscienza che altrimenti 
sarebbe molto più difficile.

Un altro risultato di queste elezioni ci consegna una rappresentazione migliore della 
coscienza popolare: la Lega Nord nonostante l'enorme visibilità mediatica e il netto 
ridimensionamento di Forza Italia non sfonda come ci si aspettava ed anzi perde in termini 
di voti complessivi, mentre il Movimento 5 Stelle perde quasi due milioni di voti rispetto 
alle elezioni politiche precedenti. Il tentativo  di convogliare il malcontento popolare 
nelle liste dell'opposizione è fallito.

Chi si è rifiutato, domenica 31 maggio, di dare fiducia ad un altro che risolva i suoi 
problemi, ora deve avere fiducia in se stesso e in chi gli sta accanto, deve avere fiducia 
nel suo diritto ad usare le case sfitte o abitate da pochissime persone, deve avere 
fiducia nel suo diritto ad usare dei mezzi di sussistenza di cui ha bisogno, ad usare la 
fabbrica, l'impianto, il campo che il proprietario lascia inutilizzato per produrre, 
liberamente associato agli altri, ciò che abbisogna a tutti; e una volta rivendicato 
questo diritto, necessita che si organizzi per difenderlo, con ogni mezzo, contro i tutori 
della proprietà privata.

Gli sfruttati non hanno bisogno di dimostrare a nessuno che sono capaci di prendere 
possesso dei mezzi di lavoro e quindi della direzione della produzione: economisti, 
banchieri, manager, governanti non hanno fatto niente per uscire dalla crisi, quel poco 
che è stato fatto è stato pagato a lacrime di sangue dalle lavoratrici e dai lavoratori. 
E' ora che paghino i ricchi, è ora che paghino i politici.

La Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana

http://www.federazioneanarchica.org/


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