(it) anarresinfo: Mercoledì 27 maggio. Condannati a 2 anni e 10 mesi e messi ai domiciliari Francesco, Lucio e Graziano: No Tav a Chiomonte

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Mer 10 Giu 2015 12:32:35 CEST


ercoledì 27 maggio è stara pronunciata la sentenza al processo a Francesco Lucio e 
Graziano, accusati di aver partecipato al sabotaggio della notte tra il 13 e il 14 maggio 
2013 al cantiere Tav di Chiomonte. ---- Lucio, Francesco e Graziano sono stati condannati 
oggi in primo grado, con rito abbreviato, a 2 anni e 10 mesi di carcere. ---- Oggi stesso 
saranno trasferiti ai domiciliari, con tutte le restrizioni. ---- Il PM Padalino aveva 
chiesto 5 anni e mezzo di reclusione. ---- I No Tav attenderanno la sentenza a Chiomonte, 
davanti ai cancelli che chiudono la zona occupata militarmente dal 27 giugno del 2011. 
---- Questo il programma della giornata: ---- dalle ore 11: aggiornamenti sulla sentenza e 
pranzo condiviso. ---- Nel pomeriggio: partita a bocce quadre, pulizia dell'area. ---- Ore 
17 spettacolo del "Teatro in rivolta" - ore 18 intervento dei tecnici poi cena condivisa e 
concerto della "Banda periferica terranea"

Lunedì 25 maggio punto info antipsichiatrico

unedì 26 maggio punto info antipsichiatrico in via Po 16 dalle ore 21.

Nell'occasione sarà disponibile la seconda edizione di TSO e altre robe da matti.

Chi lo volesse scaricare lo trova qui

Il collettivo antipsichiatrico "Francesco Mastrogiovanni" nasce dall'incontro di persone 
diverse che hanno sentito l'urgenza di dar voce, corpo e forza alla propria indignazione.
Un'indignazione di chi sa che nel nostro paese basta la firma di un medico, quella di un 
sindaco ed il gioco è fatto. Uomini e donne smettono di essere uomini e donne, liberi di 
scegliere la propria vita, liberi di decidere se assumere o meno dei farmaci, liberi di 
scegliere una cura.

Uomini e donne vengono presi con la forza, rinchiusi in un repartino psichiatrico, 
riempiti di psicofarmaci e spesso legati ai letti. Prigionieri senza possibilità di 
parola, perché la parola di chi finisce in repartino è parola alienata. In tutti i sensi. 
Parola priva di senso, parola privata di senso perché chi parla non è ragionevole. Non è 
ragionevole, perché la ragione è fuori dal repartino, perché la ragione è solo del potere 
che imprigiona, lega con corde chimiche e di cotone.

Per oltre un secolo i manicomi sono stati le discariche sociali per gli incompatibili, 
quelli che la legge non riusciva e perseguire, ma anomali per la società dove vivevano, 
incapaci di svolgere il ruolo loro assegnato.

La fine della follia criminale rappresentata dal manicomio non è stata però la fine della 
follia, come categoria/catena da usare contro chi non vive con agio la propria vita.
Un disagio che sarebbe sciocco negare, ma è criminale imprigionare.
Eppure è quello che avviene ogni giorno in questo paese con i TSO, i trattamenti sanitari 
obbligatori. Il marchio della follia rende normale quello che normale non è.
Chi è folle è "fuori". Fuori di testa, fuori dal consesso umano, fuori dalle regole, che 
formalmente ne tutelano l'integrità fisica e la libertà.
Chi oggi lavora per la riapertura dei manicomi - piccoli privatizzati ma sempre manicomi - 
fa leva sul radicamento tenace del pregiudizio psichiatrico, tanto tenace da essere ancora 
saldamente impiantato nel lessico comune.
Per sconfiggerlo serve informazione, serve anche azione diretta contro gli abusi.
Noi non vogliamo dire alle persone come devono vivere, non siamo medici e nemmeno 
giuristi, siamo solo persone disponibili ad offrire appoggio alle vittime della 
psichiatria, a chi i farmaci non li vuole, a chi viene ricoverato, legato, dopato contro 
la propria volontà.

Cosa fa il collettivo?
- informa chi è interessato sul controllo psichiatrico e i modi per sottrarvisi
- raccoglie dati sugli abusi nei Trattamenti Sanitari Obbligatori e la contenzione fisica 
e farmacologica
- aprire uno spazio al dibattito su usi e abusi della psichiatria
- gestisce un telefonico antipsichiatrico rivolto a chi si trova impigliato nelle maglie 
della psichiatria e vuole liberarsene, o che rischia di finirci e vuole evitarlo.
Parimenti è rivolto a chi si trova con un familiare o con un amico rinchiuso in 
psichiatria e vorrebbe capire cosa gli stanno realmente facendo e come poterlo aiutare.
Il nostro telefono funziona con la segreteria telefonica tutti i giorni.
Una volta a settimana dalle 19 alle 21 del lunedì rispondiamo direttamente.

Il numero è: 345 6194300

Il telefono è autogestito e autofinanziato.
Chiunque sia interessato al progetto è il benvenuto!

Le nostre riunioni si tengono ogni lunedì alle 21 presso la Federazione Anarchica, in 
corso Palermo 46

Per contatti: antipsichiatriatorino a inventati.org

http://anarresinfo.noblogs.org/


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