(it) Unicobas Scuola - Federazione sindacale dei comitati di base - COMUNICATO STAMPA 5.6.2015

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Lun 8 Giu 2015 15:02:38 CEST


UNICOBAS: 5 giugno, P.zza delle 5 LUNE, h.17.00/21.00, sit in al SENATO per il RITIRO del 
ddl SCUOLA ---- Il 5 Giugno dalle h. 17.00 alle h. 21.00, in Piazza delle 5 Lune 
(adiacenze di P.zza Navona) si terrà un sit-in, davanti al Senato, dov'è in corso il 
dibattito sul ddl Scuola. ---- UNICOBAS organizza con docenti precari, immobilizzati e 
tutto il personale della scuola un presidio per il ritiro del DDL "Buona Scuola". 
Indosseremo qualcosa di rosso e saremo presenti in massa con bandiere, striscioni e 
cartelli. ---- Tutto il popolo della SCUOLA è invitato a partecipare. ---- 1. Palese 
disparità di trattamento sulla titolarità d'istituto tra docenti e personale ata, nonché 
rispetto al diritto alla permanenza sul posto di lavoro fra docenti e resto del pubblico 
impiego (violazione dell'obbligo della parità di trattamento nei confronti degli 
amministrati). Tutti hanno un posto fisso, anche chi è impiegato su di una linea di 
autobus, mentre con il ddl 2994 gli insegnanti verrebbero inseriti in un organico cd. 
'funzionale' senza una scuola fissa, per coprire le assenze dei colleghi o per piccole 
supplenze. Questo vulnus, a regime, investirebbe tutti docenti, sia quanti andassero in 
esubero che quanti avessero necessità di procedere a trasferimento. I più 'fortunati' 
avrebbero un incarico triennale. Su triennalità del nuovo tipo di 'contratto' ed ambiti 
territoriali, va anche sottolineato che, come stabilisce il codice civile: "ogni 
lavoratore ha diritto, superato un periodo di prova e salvo comprovate esigenze, a 
permanere nel suo luogo di lavoro". Alcuni sprovveduti citano a confronto l'attuale DOP 
(dotazione organica aggiuntiva) già esistente su base provinciale: tale paragone è del 
tutto destituito di senso, visto che la DOP non è certo regionale (come invece sarebbe 
l'organico funzionale previsto dal ddl Renzi), ma soprattutto dal momento che ne fanno 
parte solo una minoranza di docenti in esubero, ai quali è comunque possibile far domanda 
per ottenere la titolarità di istituto.

2.     Intervenire per legge, come questo ddl si propone per molti istituti economici, 
normativi e di stato giuridico, in sostanza come ente datoriale ('inaudita altera parte'), 
significa anche violare unilateralmente, contro ogni norma del diritto del lavoro, il 
contratto nazionale vigente e tutte le norme poste costituzionalmente a garanzia della 
funzione docente in ordine alla salvaguardia della libertà di insegnamento. Inoltre 
quest'operazione è volta esplicitamente non solo a disapplicare il contratto vigente, 
bensì a spostare sul terreno della 'riserva di legge' istituti di natura tipicamente 
contrattuale, come l'orario di lavoro, le ferie, la retribuzione (premiale), lo stato 
giuridico.

3.     Valutazione impropria della funzione docente da parte di chi non ne ha le competenze:

a) genitori ed alunni del Comitato di valutazione. Tralasciando l'evidente conflitto 
d'interessi è come se ai medici venisse imposto di scrivere anamnesi e terapie dietro 
dettatura dei pazienti. Stessa cosa per il POF (piano dell'offerta formativa), che 
verrebbe 'delineato' dal dirigente ed approvato dal Consiglio d'Istituto cancellando di 
fatto l'organo professionalmente preposto, che è il Collegio dei Docenti. 
Complessivamente, verrebbe realizzata una 'strategia' valutativa inaudita, assolutamente 
diseducativa e destrutturante dell'autorevolezza dell'istituzione scuola, mai invalsa in 
sistemi formativi di pregio;

b) un dirigente scolastico, mai formato all'uopo (neanche sotto l'aspetto 'tecnico', 
poiché dovrebbe allora avere competenze quantomeno interdisciplinari certificate in campo 
metodologico didattico e su tutte le singole materie), che comunque non potrà mai avere 
una posizione di terzietà, essendo interno alle dinamiche di gruppo presenti 
nell'istituto. Una cosa del genere, esclusa 'ab origine' da qualsiasi manuale in dotazione 
agli studenti del primo anno di qualsiasi facoltà di psicologia, non avviene in nessun 
paese del mondo;

c) assenza assoluta si qualsiasi criterio di riferimento, assenza assoluta di qualsiasi 
bilanciamento dei poteri. La discrezionalità assoluta ricorda quei sistemi totalitari 
intesi a mettere la funzione docente al proprio servizio per il tramite di presidi 
compiacenti. Ricordiamo in proposito, ai cd. fautori del 'nuovismo' di Renzi, che la nota 
di qualifica funzionale venne introdotta in Italia dal fascismo: tramite questa 
descrizione particolareggiata dell'iter pedagogico e comportamentale dei docenti, 
Mussolini chiedeva ai presidi dell'epoca di segnalare coloro i quali non fossero in linea 
col regime, ma sempre grazie alla stessa nota, eliminata nel 1974 dai DPR 416 e 417, 
abbiamo tutt'ora (nei meandri dei vecchi provveditorati) una preziosa letteratura sull'uso 
fantasioso fatto proprio dall'ala 'creativa' di quei presidi, che ancora nella prima metà 
degli anni '70 del Novecento riferivano della riprovevole usanza di talune insegnanti che 
indossavano 'gonne che non coprivano il ginocchio'.

4.     Il ddl 'La Buona Scuola', viceversa, non s'accorge delle criticità reali del 
sistema d'istruzione. Non s'accorgono, gli estensori, della violazione palese, ma 
quotidiana, del diritto allo studio, che interessa tutte le 8.400 istituzioni scolastiche 
del Paese, con la divisione delle classi. Una vergogna che andrebbe denunciata, caso per 
caso, all'autorità giudiziaria, resa pressoché inevitabile da norme che consentono ai 
precari (anche temporanei e, ad es. nella Primaria, per supplenze giornaliere) la presenza 
contemporanea nelle graduatorie ad incarichi e supplenze di 30 istituti, non impongono la 
residenza (almeno) nella provincia e prevedono il rifiuto della supplenza senza penalità. 
Un sistema introdotto nella scuola dal Ministro Moratti, che ha modificato le normative 
che imponevano un massimo di 3 scuole, residenza nel comune e passaggio in fondo alla 
graduatoria in caso di rifiuto dell'incarico. Tutto ciò ha reso ingovernabile la scuola 
pubblica (a tutto vantaggio delle private). Non s'accorgono gli estensori del caos 
didattico e funzionale introdotto dalla 'riforma' Gelmini con il cd. 'maestro prevalente' 
nella scuola Primaria, che ha imposto agli alunni maestri e maestre titolari persino su 10 
classi (altro che 'necessità di figure di riferimento più stabili')!

Non s'accorgono gli estensori della precarietà esiziale del tempo pieno residuo, reso 
quasi impossibile da norme inique sugli organici, tanto che gli Uffici Scolastici 
Provinciali ne hanno abolito persino il termine, assegnando all' 'autogestione della 
miseria' delle singole scuole - che così non riescono ad esaurire le liste d'attesa per il 
tempo pieno, dovendo peraltro (contra legem) 'mascherarne' l'istituzione con terminologie 
astruse - un numero di docenti 'tarati' unicamente sull'impianto adultistico 'modulare', 
quello cha ha ridotto dal primo al sesto posto (attuale) la Scuola Primaria italiana, 
secondo le graduatorie dell'OCSE. Non s'accorgono gli estensori dell'eliminazione di fatto 
del bilinguismo nelle scuole Medie, dei tagli efferati operati da Tremonti (8,5 miliardi), 
dell'aumento smisurato del numero di alunni per classe, dell'apparizione per questo di una 
scuola minimalista con un numero di ore inaccettabilmente ridotto per materie 
fondamentali. Non s'accorgono della 'creazione gelminiana' di un 'Liceo' Scientifico senza 
il latino, né dei laboratori chiusi perché senza tecnici e senza insegnanti 
tecnico-pratici. La loro 'Buona SqUOLA' deve fare ancor di peggio...

Stefano d'Errico (Segretario nazionale)

http://www.unicobas.org - unicobas.rm a tiscali.it


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