(it) USI-AIT - Un altro modo di fare sindacalismo

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Mar 24 Feb 2015 13:22:16 CET


'USI non è uguale a nessun altro sindacato esistente: nasce nel 1912 dopo due anni di 
lavori, incontri e discussioni tra diverse componenti e tutta la base di allora, 
formulando un patto associativo basato su pochi, ma precisi, vincoli ideali e pratici che 
in sede di primo Congresso saranno condivisi unanimemente quali radici comuni di intenti e 
di azione. L'analisi, lunga e faticosa, parte dal rigetto e dalla negazione di tutte 
quelle caratteristiche che appartengono al sindacalismo convenzionale, presente 
pesantemente anche in quell'epoca: riformista, politicante, accentratore, burocratico, 
pacifista, corporativista e adoratore delle grosse casse (di denaro). Da questa negazione 
emerge una nuova forma organizzativa nella quale mezzi e fini trovano la loro 
irrinunciabile coerenza in contrapposizione ostinata e contraria all'esercizio dominante 
del fine che giustifica i mezzi.

I contenuti chiave sono: la neutralità politica, cosicchè i lavoratori abbiano fede solo 
nelle proprie forze e siano consapevoli che avranno quanto sapranno conquistare. Ciò senza 
negare o contrastare alcuna libertà di appartenenza partitica o politica - in quanto 
diritto di libertà del singolo - ma senza interferire nell'attività dell'Unione.
Nella lotta quotidiana il sindacalismo si propone di ottenere tutti quei benefici che 
migliorano la vita del lavoratore (salario, qualità del lavoro, sicurezza, ecc): ogni cosa 
che possa emancipare materialmente e moralmente la sua esistenza. Tale rivendicazione però 
non deve mai perdere di vista l'obiettivo generale, più in là nel tempo, per il quale il 
sindacalismo si adopera: la realizzazione di un mondo nuovo, dove l'emancipazione 
integrale conduce ad una innovativa quanto antica forma di organizzazione sociale di 
liberi ed uguali.

Ogni azione pertanto si inserisce all'interno di questo obiettivo a lunga gittata di 
trasformazione sociale: di rapporti, di relazioni, di prassi autogestita e in quanto tale 
rivoluzionaria.

Mutuando una celebre frase di Rosa Luxemburg (Se io non posso danzare allora non è la mia 
rivoluzione) il concetto è che ciascun lavoratore è attore e protagonista delle sue lotte 
e rivendicazioni all'interno di processi decisionali collettivi che, non essendo mai stati 
adottati in questo sistema sociale, sono tutti da apprendere e sperimentare: così poi dopo 
chi li conosce non li abbandona più. Anzi lotta per estenderli ad altri. Gli organismi 
interni non sono i padroni che decidono sulla testa degli iscritti, ma solo interpreti ed 
esecutori della volontà collettiva, che può e deve liberamente esprimersi. La burocrazie è 
bandita di nome e di fatto: non esiste alcuno che possa non essere idoneo ad assumere 
qualche compito. La burocrazia (lo dice il nome stesso) è una forma di potere: quello dei 
funzionari. La gestione interna (amministrativa, corrispondenza, propaganda, ecc) è 
affidata sempre e solo a compagni attraverso incarichi a tempo definito e nulla più. A 
rigida rotazione.

Nell' USI non si deve attendere alcun beneplacito da alcun organo centrale per agire. Le 
federazioni locali sono assolutamente libere (nel rispetto dei principi qui pronunciati) 
così come i singoli in questo contesto di libertà acquistano il senso di responsabilità 
propria alla scuola dei fatti ed imparano a guidarsi senza bisogno di tutori o di padri 
spirituali.

Infine la forma intercategoriale allarga gli orizzonti della solidarietà tra le varie 
categorie di appartenenza e permette l'uso di forme più complesse di resistenza oltre a 
proteggere da forme di corporativismo egoistiche.

Siamo contro la politica delle alte quote, cioè contro il concetto che basti ammassar 
denaro per vincere nella lotta anticapitalista. Il denaro è solo un elemento, importante e 
necessario, ma non mai il più importante. Esso è secondario, perchè gli si antepone il 
valore della solidarietà e della combattività.
"Il sindacato viene considerato come un organismo completo, con vita propria, piena ed 
autonoma. La federazione non mente al proprio nome. Essa si considera come un mezzo di 
raccordo e di coordinazione dei singoli sindacati e nulla più. Ne raggruppa le energie: 
non le comprime. Consiglia, sollecita, sveglia, ammonisce anche, assiste: non comanda.. 
(...) I sindacati sono liberi di agire nella loro sfera come credono meglio, di fare quei 
movimenti che ritengono utili quando interessano essi soli, di stabilire le quote per i 
lor aderenti. I singoli sindacati si organizzano come vogliono e si raggruppano localmente 
con altri enti congeneri in quella forma che meglio risponde alle esigenze della lotta 
anticapitalista, senza che la federazione possa intervenire a vietarlo," anche se le 
alleanze sono strettamente vincolate al tempo necessario per il raggiungimento di un 
obiettivo concreto e non mai per una alleanze politica.
Infine l'ANTIMILITARISMO ne fa un sindacato veramente unico che lotterà sempre con ogni 
forza e modo contro le armi, le guerre e tutti gli eserciti che nel mondo che noi vogliamo 
non hanno né dignità né ragione di esistere.

PER CHI HA VOGLIA DI CAMBIARE VERAMENTE

USI-AIT Federazione Regionale Marche

http://www.usi-ait.org/index.php/component/content/article/27-sei-nuovo-di-joomla/848-un-altro-modo-di-fare-sindacalism


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