(it) Anarkismo.net: Alla conquista dell'organizzazione, verso il Social Strike europeo - Strike Meeting, II atto (en)

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Mar 24 Feb 2015 13:20:44 CET


Obiettivi principali del II atto dello Strike Meeting - li abbiamo chiariti fin 
dall'inizio - sono stati: il consolidamento e l'articolazione della coalizione sociale e 
l'estensione europea del processo dello Sciopero sociale. Dopo tre giornate assai ricche 
di confronto, non possiamo che ritenerci molto soddisfatti, la strada intrapresa è quella 
corretta. ---- Tre giornate, occorre ricordarlo, segnate da una partecipazione 
quantitativamente maggiore del primo episodio del Meeting, ancora più eterogenea, con 
riferimento alle soggettività coinvolte, qualitativamente molto avanzata. Tra le plenarie 
e i workshop l'insistenza programmatica della discussione, già decisiva nel Meeting dello 
scorso settembre, è stata approfondita e, nello stesso tempo, estesa. ---- Basta citare 
nel dettaglio la giornata di sabato, quella dei workshop sulle vertenze e la campagne 
comuni, per cogliere le novità più rilevanti.

L'apertura, a partire dal decisivo confronto tra i freelance e i professionisti atipici e 
degli ordini, della riflessione e della mobilitazione sulla fiscalità e la previdenza. 
Equità fiscale e previdenziale saranno i temi al centro del Tweet-storm del 20 febbraio 
(in coincidenza con il Cdm che riprenderà la delega fiscale), della mobilitazione del 27 
febbraio sotto la Cassa forense (promossa dagli avvocati di MGA), della mobilitazione di 
marzo contro l'aumento dell'aliquota della Gestione separata INPS.

L'insistenza, ricorrente in più workshop, sui nodi del lavoro gratuito e della 
disoccupazione giovanile, da articolare su diversi territori sociali. In primo luogo, 
quello segnato dalle mobilitazioni sulla Youth Guarantee, che hanno indicato nel 28 di 
marzo una data di agitazione e conflitto contro le agenzie per il lavoro e il business 
della disoccupazione giovanile, nel tentativo di organizzare su base regionale gli oltre 
400 mila iscritti al programma, favorendo la costituzione e federazione di "Youth Corner", 
dispositivi di informazione e aggregazione dei giovani precari/NEET. In secondo luogo, 
quello individuato dalle mobilitazioni contro il modello proposto da EXPO, che hanno 
trovato una ampia convergenza sulla necessità di animare una campagna di rifiuto e 
opposizione radicale al freejob. In terzo luogo, il mondo dell'università e della ricerca, 
nel quale studenti e ricercatori universitari - che dopo anni di difficoltà sono tornati a 
elaborare analisi e percorsi di mobilitazione comuni - avvieranno percorsi di 
mobilitazione centrati, in particolare, sul tema della dismissione della ricerca pubblica 
e sul dispositivo degli stage e dei tirocini curriculari, a partire dalla necessità di 
ribaltare i principi di governo degli atenei, che passano per i meccanismi di valutazione, 
e di lottare contro definanziamento e privatizzazione.

L'avvio di un confronto proficuo attorno al nodo del governo europeo della mobilità, dello 
sfruttamento del lavoro migrante e del business umanitario. Il "permesso di soggiorno 
minimo di due anni" su scala europea svincolato dal reddito, dai "punti" e dal contratto 
di lavoro è stato indicato come rivendicazione centrale per una campagna contro il ricatto 
permanente che segna le vite delle lavoratrici e dei lavoratori migranti e che in questi 
anni è stato una leva fondamentale su cui hanno poggiato processi più generali di 
frammentazione del lavoro e precarizzazione.

In attesa del decreto renziano sulla "Buona scuola" (si dice il 28 febbraio), e dunque del 
rilancio delle mobilitazioni di studenti e docenti, il mondo degli insegnati precari ha 
elaborato una vertenza comune a partire dalla sentenza della Corte di giustizia europea 
contro la precarietà nella scuola italiana, a partire dalla quale è possibile offrire un 
terreno comune di mobilitazione contro la definitiva istituzionalizzazione della 
precarietà nella pubblica amministrazione.

Una convergenza importante è stata stabilita tra le mobilitazioni contro lo Sblocca 
Italia, le devastazioni ambientali e le privatizzazioni, e quelle che, a partire da Milano 
e dalle giornate del 30 aprile, 1 e 2 maggio, si opporranno al dispositivo "EXPO". Le 
mobilitazioni di Milano sono un passaggio centrale nella contrapposizione alle 
trasformazioni sociali e culturali che il neoliberismo impone. Un passaggio fondamentale 
da costruire e attraversare. In più, la questione della Sanità e della salute è stata al 
centro, tanto del confronto sulle privatizzazioni quanto della proposta, emersa dal Gender 
Strike, di federare esperienze di mutualismo, in particolare quelle in grado di scardinare 
l'impostazione familistica del welfare italiano.

Dal workshop dedicato al lavoro culturale, creativo e dello spettacolo, è emersa 
l'esigenza di focalizzare il modo in cui il Jobs Act e i decreti attuativi, insieme al 
Decreto Valore/Cultura, interagiscono e degradano ulteriormente il multiforme panorama, 
già privo di tutele, del lavoro culturale. La campagna dedicata al lavoro culturale, 
quindi, centrerà l'azione su proposte di organizzazione cooperativa e mutualistica della 
produzione culturale.

Per dare forza alle campagne che già da domani, con tanti altri oltre i soggetti che 
compongono la coalizione del Meeting, metteremo in campo, e per riprendere con altrettanta 
forza la mobilitazione contro il Jobs Act, di cui al momento sono stati approvati soltanto 
due decreti attuativi, proponiamo una giornata di convergenza nazionale per aprile, con 
forme da definire. Una giornata di lotta che abbia al centro gli elementi programmatici 
trasversali alle diverse campagne: salario minimo europeo (di 15 euro), reddito di base e 
welfare europei, permesso di soggiorno minimo.

Come già detto, il Meeting ha deciso di avviare una nuova sperimentazione organizzativa: 
uno spazio di coordinamento e di consultazione permanente della coalizione per connettere 
e mettere a verifica le campagne, per elaborare le priorità politiche comuni, per disporre 
l'agenda condivisa contro sfruttamento e precarietà. Si tratterà di incontri itineranti 
che scandiranno il processo organizzativo tra un Meeting e l'altro, nel tentativo di 
consolidare, per quanto possibile, esperimenti di sindacalismo sociale, di mutualismo nei 
diversi territori ma soprattutto di organizzazione e comunicazione politica tra chi ogni 
giorno fa esperienza, nei modi più diversi, della precarietà.

La tre giorni si è conclusa con una partecipata assemblea che ha coinvolto collettivi e 
attivisti provenienti da Grecia, Germania, Francia, Regno Unito, Portogallo, Svezia, 
Irlanda, Spagna e Francia. Non è la prima volta che si discute di Sciopero sociale sul 
piano transnazionale: già durante il Blockupy festival a Francoforte e il forum sulla 
precarietà di Lisbona è stata avviata la discussione sulla possibilità di organizzare uno 
sciopero continentale capace di unire le diverse condizioni sociali esistenti in Europa, a 
partire da pretese e prospettive comuni. É però la prima volta che questo accade 
all'interno dello Strike Meeting. Si tratta di un passaggio importante per il 
riconoscimento pieno, anche sul piano organizzativo, dell'Europa come orizzonte minimo 
della nostra azione politica.

L'assemblea transnazionale è stata importante anche per i temi discussi, le proposte 
fatte, le decisioni prese. La fase politica che stiamo vivendo è caratterizzata dalla 
produttiva incertezza delineata dal risultato delle elezioni in Grecia. Incertezza che 
apre la possibilità - e al tempo stesso rende urgente - di fare un passo avanti nella 
costruzione di un'iniziativa politica che sappia avanzare punti di programma comuni. 
Costruire intorno a questi punti la prospettiva di uno Sciopero transnazionale è la 
scommessa assunta dall'assemblea. Le questioni in campo sono tante e i modi di intervento 
diversi. Tuttavia intendiamo continuare ad allargare la discussione intorno alle quattro 
pretese/campagne discusse durante tutto lo Strike Meeting. Nel corso dell'assemblea è 
emersa inoltre la necessità di trovare momenti di coordinamento e azione per far crescere 
l'organizzazione sul piano europeo, in vista della realizzazione di uno Strike Meeting 
transnazionale entro l'estate. In questo senso, è stata avanzata la proposta di una 
giornata di azione (a giugno) sul tema della disoccupazione.

È con questo spirito che parteciperemo alla giornata di mobilitazione convocata a 
Francoforte il 18 marzo dalla rete Blockupy, coordinando il processo di mobilitazione 
all'interno di una cornice comunicazione, 19 marzo all'assemblea sullo sciopero sociale 
transnazionale proposta dagli attivisti di Blockupy meets Amazon, alla quale è prevista la 
partecipazione di attivisti e realtà lavorative provenienti da divesi paesi europei.

Per coordinare la discussione su questi temi e rafforzare il percorso sarà implementata la 
mailing list internazionale sul Transnational Strike creata in seguito al workshop 
organizzato a Francoforte.

Siamo consapevoli che la sfida lanciata da questo II atto del Meeting è molto ambiziosa. 
Un conto è organizzare al meglio una scadenza autunnale, altro conto è dare continuità 
organizzativa a una sperimentazione innovativa come quella dello Sciopero sociale. Si 
tratta di mettere in gioco, con coraggio e generosità, il meglio di noi stessi, in un 
panorama, quello italico, tutt'altro che semplice. Si sa, non siamo abituati ad abbassare 
la testa, e non lo faremo certo adesso.

Let's unite for the European Social Strike!

Roma 13-14-15 febbraio 2015

Coalizione dei Laboratori dello Sciopero social

http://www.anarkismo.net/article/27900


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