(it) FAG: Non farsi intimidire, non smobilitare! Tutta la nostra solidarietà al compagno Vicente! (en, fr, pt)

a-infos-it a ainfos.ca a-infos-it a ainfos.ca
Dom 22 Feb 2015 08:53:22 CET


Il compagno Vicente, come altri militanti ed attivisti di altre 
organizzazioni, di altri collettivi e di altre ideologie non è il primo 
e non sarà l'ultimo giovane nero ed anarchico ad essere condannato in 
questo Brasile razzista. Migliaia di persone nere ed in condizione di 
povertà vengono sterminate e condannate quotidianamente dalla polizia 
militare all'interno di questo sistema giudiziario borghese e razzista. 
---- E' a loro che va ed andrà la nostra solidarietà insieme ad ogni 
lavoratore con cui alziamo i nostri pugni. Non ci faremo intimidire ed 
in ogni manifestazione, in ogni presidio, in ogni sciopero ed in ogni 
occupazione staremo spalla a spalla con tutti coloro che lottano! ---- 
In gennaio, alla vigilia della ripresa delle lotte contro l'aumento 
delle tariffe nei trasporti e per la difesa del mantenimento dei 
trasporti pubblici al 100% a Porto Alegre, abbiamo saputo della condanna 
comminata al compagno Vicente, militante della FAG (Federaçao Anarquista 
Gaùcha) nonchè attivista del Blocco di Lotta per i Trasporti Pubblici a 
Porto Alegre. Vicente è stato condannato ad un anno e mezzo di carcere 
per danni alla proprietà pubblica e per crimini ambientali. "Crimini" 
che egli avrebbe commesso nell'aprile 2013 nel corso di una 
manifestazione davanti al Municipio di Porto Alegre. Questa è la prima 
condanna al carcere a Porto Alegre e per noi si tratta di un evidente 
tentativo di intimidire ed impaurire il gruppo di attivisti e di realtà 
che stanno ridando forza alle lotte in questo inizio del 2015. Un 
espediente politico storicamente usato dai settori dominanti della 
nostra città come in tutto il mondo: sbattere in galera chi si ribella. 
Non smobiliteremo e lo dimostreremo con la nostra solidarietà militante 
nelle strade!

E la criminalizzazione continua...

Il fatto che la condanna sia stata emessa giusto una settimana prima 
della ripresa nel 2015 delle proteste del Blocco di Lotta per i 
Trasporti Pubblici non è altro che una scelta discrezionale del potere 
giudiziario. Un segno da dare all'apertura dell'anno e che allo stesso 
tempo interferisce nei casi che sono stati giudicati fin dal 2013: 
aggiungendo nuovi nomi e attribuendo nuovi crimini ai nomi. La condanna 
in questo contesto punta ad avere lo stesso effetto di un proiettile di 
gomma o di una granata assordante: un tentativo di intimidire e di 
spezzare quelle lotte che nelle strade osano mettere in discussione i 
profitti dei capitalisti e le evidenti connivenze tra imprese e 
pubbliche autorità.
Non siamo di fronte a casi isolati: la criminalizzazione non si è 
affatto allentata con il declino delle proteste di strada contro la 
Coppa del Mondo del 2014, anzi le recenti mosse dei governi e degli 
apparati repressivi indicano il contrario. Anzi, a Sao Paulo, a Rio de 
Janeiro ed in molte altre città del paese in cui sono ricominciate le 
manifestazioni contro gli aumenti dei biglietti degli autobus, la 
repressione sta usando gli stessi espedienti contro i manifestanti: gas 
lacrimogeni, proiettili di gomma ed arresti arbitrari. Rafael Braga 
Vieira, di Rio de Janeiro, che fino ad ora era stato l'unica persona ad 
essere condannato per le proteste del 2013, è sempre in carcere, mentre 
a Porto Alegre vengono riaperti dei casi ed aggiunti nuovi nomi, ed ecco 
che arriva la prima condanna comminata senza alcuna prova. E' il vecchio 
sistema giudiziario borghese che si sta schierando nella lotta tra 
oppressori ed oppressi che è ben lungi dall'essere finita.

Tuttavia, la lotta e l'organizzazione di coloro che sono alla base della 
società non è certo iniziata oggi e continuerà. Occorre mobilitare i 
giovani, i lavoratori, i senzacasa e le comunità (marginalizzate) delle 
periferie. Le manifestazioni di strada del 2013 avevano aperto nuove 
possibilità nella gestazione di esperienze di organizzazione e di lotta 
di cui l'insieme della sinistra conflittuale ed anticapitalista aveva 
bisogno per poter avanzare, mettendo da parte il vecchio avanguardismo, 
le pratiche settarie ed autoritarie che sfortunatamente ancora permeano 
i discorsi e le pratiche di molte organizzazioni. Noi crediamo che solo 
così potremo costruire quella forza sociale che, dal basso, metterà in 
moto l'auto-organizzazione e radicherà il suo orizzonte nel bisogno di 
una trasformazione sociale di tutta la società. Un vero fronte degli 
oppressi e dei diseredati in solidarietà con tutti i compagni 
incarcerati, torturati, assassinati e scomparsi.

2015: avanzare nell'organizzazione, circondare di ancora più solidarietà 
coloro che lottano!

I criteri di selettività del sistema penale sono emersi con tutta la 
loro evidenza in questo caso. In tutto questo processo che era iniziato 
con una dozzina di persone accusate di danneggiamenti commessi nel corso 
di una manifestazione di più di 1000 persone, abbiamo visto archiviare 
tutti i casi dei sospettati uno per uno, per dare la colpa invece solo 
ad un ragazzo nero di ideologia anarchica che era tra gli aaccusati ed a 
cui ora si aggiunge un altro ragazzo nero del PSTU (Partito Socialista 
Operaio Unificato). Sappiamo come la ragione fondamentale di questa 
condanna sia di natura politico-ideologica ma noi non possiamo omettere 
il fatto che la pelle nera dell'accusato sia un fattore importante.
Gli ultimi casi hanno gettato luce sulla criminalizzazione in atto 
contro i collettivi ed i movimenti anarchici. Nel 2013, la nostra sede è 
stata perquisita ed i nostri libri confiscati, subendo pesanti 
provvedimenti investigativi in cui ciò che veniva giudicato erano le 
nostre posizioni rispetto all'autorità, al governo, alle forze di 
polizia e ad altri temi importanti per l'ideologia anarchica. Opuscoli, 
manifesti e libri sono stati portati come prove, come se si trattasse di 
prove circostanziali a conforto di un qualche ruolo attribuibile alla 
nostra ideologia quale mentore intellettuale degli atti di vandalismo e 
di saccheggi che hanno avuto luogo nel corso delle manifestazioni del 
2013, a cui avevano partecipato più di 50.000 persone a Porto Alegre.

Il compagno Vicente, come altri militanti ed attivisti di altre 
organizzazioni, di altri collettivi e di altre ideologie non è il primo 
e non sarà l'ultimo giovane nero ed anarchico ad essere condannato in 
questo Brasile razzista. Migliaia di persone nere ed in condizione di 
povertà vengono sterminate e condannate quotidianamente dalla polizia 
militare all'interno di questo sistema giudiziario borghese e razzista.

Solidarietà con tutti i compagni perseguitati per le loro lotte!
Basta con la polizia militare!

L'ideologia anarchica non si presta alle caricature!

Federação Anarquista Gaúcha - FAG

Traduzione a cura di: Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni 
Internazionali.
Related Link: http://www.federacaoanarquistagaucha.org

http://www.anarkismo.net/article/27914


More information about the A-infos-it mailing list