(it) Federazione Comunisti Anarchici Trento - PER RICORDARE LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA DEL 12 DICEMBRE 1969

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Dom 14 Dic 2014 12:51:58 CET


L'INNOCENZA DI PIETRO VALPREDA E L'ASSASSINIO DI GIUSEPPE PINELLI AFFERMARE LA MATRICE 
FASCISTA E DI STATO DELLA STRAGE PER COMBATTERE NEL PRESENTE GLI EREDI DEGLI ASSASSINI DI 
IERI, PER UNA SOCIETA' METICCIA E SOLIDALE, ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA ---- Il 12 
dicembre 1969 una bomba collocata dai fascisti di Ordine Nuovo, con la fattiva 
collaborazione di apparati statali, esplose alla Banca Nazionale dell'Agricoltura di 
Piazza Fontana uccidendo 17 persone.  ---- Tre giorni dopo l'anarchico Giuseppe Pinelli, 
ingiustamente accusato, venne fatto precipitare dal quarto piano della questura. ---- Da 
lì partì una trama politica - gestita dal Ministero degli Interni - per attribuire 
all'estrema sinistra la responsabilità dell'attentato: Pietro Valpreda passò anni in 
carcere prima di essere riconosciuto innocente. L'obiettivo era di gettare il paese nel 
terrore e favorire una svolta autoritaria per bloccare il forte movimento di 
rivendicazioni sindacali, sociali e politiche che scuotevano profondamente la società.

L'Italia era al centro di trame gestite in prima persona dagli Stati Uniti e dai loro 
servizi segreti, che utilizzavano come basi d'appoggio i regimi fascisti di Spagna, 
Portogallo e Grecia.

Una serie di inchieste giudiziarie e giornalistiche sono però riuscite, nel corso degli 
anni, a disvelare la verità: la strage di Piazza Fontana era parte di una strategia di 
lungo periodo per strangolare la democrazia utilizzando la manovalanza neofascista.
Un disegno fallito per la mobilitazione di milioni di cittadini e delle forze 
democratiche, che ha visto pagare per i crimini commessi solo qualche figura fascista di 
secondo piano.

Dopo 45 anni poco si ricorda di quegli anni, soprattutto tra i giovani. La storia di 
quelle vicende viene infatti sistematicamente offuscata da un'opera di disinformazione il 
cui scopo è quello di mettere vittime e carnefici sullo stesso piano per non individuare 
le vere responsabilità.

Nel presente assistiamo a una vera e propria offensiva dei gruppi apertamente fascisti e 
nazisti, da sempre dediti alla sopraffazione, al razzismo e all'omofobia, che cercano di 
conquistarsi nuovi spazi in alleanza con la Lega Nord. La manifestazione del 18 ottobre 
scorso, che ha visto sfilare nel centro cittadino fino a piazza Duomo spalla a spalla, 
camicie verdi e camicie nere, aveva l'interesse di soffiare sulle politiche neoliberali e 
di austerity del governo che sono la causa di questa guerra tra poveri e nell'individuare 
nello straniero un facile nemico.

Questo, in una città che con l'apertura il prossimo anno dell'EXPO, nel 70° anniversario 
della Liberazione, avrebbe l'ambizione di rappresentare la vetrina del Paese, invece al 
momento ha solo prodotto debito, corruzione, cemento e precarietà, oltre a una politica 
confusa nei confronti del diritto all'abitare e degli spazi sociali, sgomberati o rasi al 
suolo.

Il tutto grazie anche al ruolo della giunta Pisapia, sempre più incapace di gestire il 
territorio e di garantire i diritti degli strati sociali più disagiati, mentre aumentano 
le iniziative neofasciste in città.

Difendere la verità sulla strage di Piazza Fontana e gridare in piazza che i fascisti sono 
gli esecutori e lo Stato è complice, significa difendere e rinnovare la memoria per 
combattere nel presente gli eredi degli assassini di ieri, per una città meticcia, aperta 
agli spazi sociali, antifascista e antirazzista.

In questo leggiamo la necessità di convergere, ognuno con le sue specificità, in uno 
spazio comune di opposizione, che possa essere un momento di creazione d'alternativa, che 
trova nella memoria collettiva il motore del cambiamento.

In questo ultimo anno, abbiamo dato vita a un virtuoso meccanismo di costruzione 
attraverso assemblee largamente partecipate che hanno portato migliaia di persone in 
piazza sia il 29 aprile contro la parata nazifascista dell'estrema destra sia lo scorso 18 
ottobre per il corteo stop lega nord.

In continuità con questo percorso, che va riprodotto e ampliato, riprendiamoci la piazza 
che sta nel cuore di questa metropoli, con un corteo che attraverserà la città e Piazza 
del Duomo, perché questa non sia più concessa a razzisti e fascisti.
CHE LA MEMORIA E LA RESISTENZA SIANO UN ESERCIZIO ATTUALE E QUOTIDIANO

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