(it) Comunicato stampa anarchici marchigiani

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Mer 30 Maggio 2012 16:46:02 CEST


Alla Vs. cortese attenzione.
Alle/i lavoratrici/ori dell'informazione
In queste settimane, a partire dalla gambizzazione di Adinolfi, tutta una serie di
episodi, notizie e esternazioni di vario tipo, hanno posto sotto i riflettori
l'anarchismo, o meglio le tante sue interpretazioni, sempre però correlate con le
rivendicazioni ultime della fai - informale. Crediamo che debba essere fatta
chiarezza in merito, in quanto se non ha avuto seguito qualche tentativo maldestro
di voler attribuire anche l'episodio stragista di Brindisi agli "anarchici", si è
arrivati ad un livello preoccupante che rasenta la caccia alle streghe e la
strategia della tensione dei tempi di P.za Fontana.

Il quadro generale rivela come sia difficile fare informazione in Italia senza
subire pressioni, passare veline di stato, cadere nel ridicolo e scivolare negli
stereotipi più tipici: gli anarchici, si sa, mettono le bombe, come i comunisti
mangiano i bambini, le donne sono tutte p..., gli zingari rubano i figli, gli
extracomunitari sono tutti clandestini e gli ebrei ... Non è facile fare
informazione in Italia, specie se una sigla inventata ad arte come quella della fai
- informale, si rivela funzionale a confondere il lavoro politico e sociale della
più nota FAI - Federazione anarchica italiana, e degli anarchici e libertari in
generale. Una confusione che, quando si è stretti fra mail, editoriali, fax, tempi
di stampa, molte/i lavoratrici/ori dell'informazione possono fare e hanno fatto.
Ecco, consideriamo che confondere gli informali con la FAI italiana sia sbagliato e
quindi quando accade, vada rettificato, chiarito, specificato.

Difficile fare informazione in Italia, specie se esce fuori la notizia che la fai
(non si sa più quale) minaccia le olimpiadi di Londra. Addirittura! Guarda caso però
a Londra non glie ne può fregare di meno. E questa è solo l'ultima chicca in ordine
di tempo. In fondo basta aggiungere un po' di BR (ma sono sempre gli anarchici,
no?), i pericolosi greci (quelli che stanno affossando l'euro, e chi senno?). piste,
teoremi e ... il gioco è fatto. Insomma difficile fare informazione in Italia,
quella vera, pulita, professionale.

Queste considerazioni le facciamo rivolgendoci a quei media cui siamo soliti inviare
i nostri comunicati stampa. E' giusto fare chiarezza rispetto ai tragici fatti in
corso. Gli episodi di violenza che ci vengono attribuiti non ci appartengono, né
appartengono alla FAI, all'anarchismo organizzato, all'idee anarchiche di giustizia
sociale. Il resto va ricercato nella finalità degli episodi stessi, nella confusione
sociale che vogliono creare, nello stato di angoscia che vogliono diffondere al fine
di far dimenticare una situazione politica, economica e sociale molto grave, dove
diritti e garanzie vengono ogni giorno tagliati e ridimensionati. Consideriamo che
si debba ragionare sulle dichiarazioni fatte da varie personalità sulle prossime
azioni terroristiche previste, sulla necessità di limitare le manifestazioni di
piazza, sul fatto che il tutto sia iniziato durante il ballottaggio elettorale e
culmini in un momento di avvio di riforme strutturali molto pesanti, e di annunciate
mobilitazioni sindacali. Chi ha interesse ad usare armi di distrazione di massa e
violenza, in tutto questo, non sono certo gli anarchici, la FAI e gli sfruttati.

Queste righe sono rivolte principalmente a coloro che fanno informazione per vivere
e per passione. Non necessariamente debbono essere d'accordo con ciò che affermiamo,
e pubblicare questo o altri comunicati stampa. Noi siamo per la libertà, e non
vogliamo imporre niente a nessuno. Ma consideriamo che sia necessario per le/i
lavoratrici/ori dell'informazione, pensare al lavoro che fanno, quello si! Alla
necessità della ricerca della notizia, della verità, della fonte cui riferirsi.
Molti hanno straparlato di anarchici e anarchia in questi giorni, pochi, pochissimi
si sono premurati di informarsi direttamente alla fonte per avere chiarimenti. E
come fonte, non ci riferiamo di certo ai "magmatici informali". Quelli si firmano
con sigle e simbolismi di un esoterismo tutto loro, che in certi casi ricordano la
destra neofascista, e soprattutto sono carichi di una violenza inaccettabile. Quasi
sembrano un prodotto costruito a tavolino dall'ufficio stragi e depistaggi aperto
dai tempi di Portella della Ginestra e mai chiuso, per non lasciare disoccupati
servizi deviati, mafiosi e neofascisti.  No, lasciate perdere gli oscuri e gli
incappucciati di ogni specie e se volete notizie sugli anarchici e sull'anarchia
basta chiederlo agli anarchici, quelli che si conoscono, che lavorano alla luce del
sole, che vivono, studiano, insegnano, manifestano nei cortei senza bisogno di
coprirsi il volto, che lottano contro lo stato e il capitale, ma che in questo
cercano il confronto e la crescita, che non temono persecuzioni e scontri, e
considerano la violenza uno strumento esclusivo di chi detiene o ambisce al potere,
e la forza della ragione e dei sentimenti umani i migliori strumenti di ogni
rivoluzionario.

Ecco perché questo comunicato in primo luogo è rivolto a chi fa informazione. Chi
lavora, studia, soffre, combatte ogni giorno per una vita degna, ci conosce, ci
rispetta, ci critica e ci da dei sognatori, degli utopisti, ma non ci ha mai
chiamato terroristi.


FAI - Federazione Anarchica Italiana
        Gruppo "Michele Bakunin" - Jesi
        Gruppo "Francisco Ferrer - Chiaravalle
Centro Studi Libertari "Luigi Fabbri" - Jesi
Circolo Studi Sociali "Ottorino Manni" - Senigallia
Circolo Libertario "Attilio Franca" - Fabriano

30 maggio 2012





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