(it) Comidad, le news del 26 maggio 2011

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Mer 25 Maggio 2011 23:48:12 CEST


Comidad, le news del 26 maggio 2011
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario" e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
 OBAMA E L'ARTE DI FARSI FRAINTENDERE
Non solo a Berlusconi tocca di essere continuamente "frainteso".
Lunedì scorso anche il presidente USA Barack Obama ci ha fatto sapere
che la sua "proposta" di un ritorno dello Stato di Israele ai confini
precedenti alla guerra dei Sei Giorni del 1967 era stata male
interpretata. Per quanto possa apparire incredibile, la "proposta" di
Obama era stata oggetto di una accanita discussione diplomatica e
giornalistica, ovviamente fondata sul nulla, dato che la propaganda
non ha regole molto diverse da quelle dei normali rapporti umani, dove
spesso il prospettare a qualcuno attese esagerate costituisce
l'espediente più sicuro per non concedergli assolutamente niente. Nel
caso dei Palestinesi, una proposta seria avrebbe dovuto partire
infatti dalla questione all'ordine del giorno, e cioè dal far cessare
i massacri quotidianamente perpetrati dall'esercito israeliano e dalle
organizzazioni paramilitari dei coloni.

Ma adesso ancora una volta non mancheranno commentatori disposti a
credere che la onnipotente lobby israeliana abbia costretto il povero
e benintenzionato Obama a fare marcia indietro, accreditando quindi
l'ipotesi che egli avesse voluto parlare sul serio. Se Obama dovesse
rimanere vittima in futuro di attentati o scandali, allora quelle sue
parole sui confini di Israele saranno interpretate come il motivo del
complotto.

Persino all'ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale,
Strauss-Kahn, dopo il complotto che l'ha colpito a New York, è toccato
di essere santificato a causa di alcune dichiarazioni da lui
rilasciate qualche tempo fa, circa la necessità di sostituire il
dollaro come moneta di pagamento internazionale. Anzi, le fosche
previsioni sul futuro di Strauss-Kahn erano cominciate addirittura
prima che il complotto statunitense ai suoi danni si consumasse
materialmente.

In realtà è dal 1971 che vi sono dichiarazioni e dibattiti riguardo
all'accantonamento del dollaro. Con la istituzione del WTO
(l'Organizzazione Mondiale per il  Commercio) nel 1995, era stato dato
addirittura per acquisito che dovesse instaurarsi una concorrenza tra
le varie valute per costituire monete di pagamento alternative a
livello internazionale. La propaganda ufficiale ammette
tranquillamente che si discuta a vuoto del presunto "declino
americano" e sul come dare spazio alle, altrettanto presunte, "potenze
emergenti", come la Cina, l'India e il Brasile.

C'è tutta una pubblicistica a riguardo che rientra perfettamente in
questo "understatement" tipico della propaganda statunitense, che
consiste nel fingersi piccoli e inermi prima di azzannare. Non è
infatti solo il FMI ad avere allo "studio" progetti di superamento del
dominio del dollaro, ma persino la Banca Mondiale, che da sempre è a
direzione statunitense. (1)

L'Unione Europea ha istituito la moneta unica proprio sulla base della
prospettiva di poter far proprio il business della moneta di pagamento
internazionale, che, come è noto, consente di stampare molta più
moneta di quanta non sia necessaria per i pagamenti interni, e ciò
senza rischiare inflazione, poiché la gran parte delle risorse
valutarie circolano all'estero. Nessuno però si era fatto male per le
astratte dichiarazioni anti-dollaro in sede UE e WTO, ed anche l'Euro
è stato adottato tranquillamente. L'invasione dell'Iraq del 2003 e
l'eliminazione di Saddam Hussein sono avvenute invece non in base alle
astratte dichiarazioni del "dittatore", ma nel momento in cui questi
aveva effettivamente cominciato a farsi pagare il petrolio in euro
piuttosto che in dollari.

In questi anni di direzione del FMI, Strauss-Kahn ha compiuto un
lavoro davvero "ottimo", strangolando non soltanto i soliti Paesi
africani o latino-americani, ma anche Paesi come la Grecia, l'Irlanda,
il Portogallo e la Spagna. Anche grazie a Strauss-Kahn, il FMI è
riuscito a trasformare in proprie colonie non solo il Mali o il
Burundi o il Paraguay, ma una parte consistente dell'Europa
sviluppata; perciò non è irrealistico ritenere che egli abbia pagato
proprio per i suoi successi, nel momento in cui si trattava di
spartirsi il bottino della rapina.

Nonostante che l'idea di colonizzare e saccheggiare una parte
dell'Europa sia nata proprio in Europa, non c'è nulla di strano che
oggi la finanza statunitense non voglia dividere il bottino alla pari
con i complici europei. Nei film di rapine, è nel momento della
spartizione che i complici cominciano a spararsi addosso. Senza voler
ricorrere ad esempi cinematografici, per capire cosa sia successo al
rapinatore francese Strauss-Kahn, basta ricordarsi della favola di
Esopo in cui l'asino finisce mangiato solo per aver pensato di poter
dividere la preda in parti uguali col leone.

Quando si tratterà di spartirsi il bottino in Libia, si può essere
certi che gli Usa, sebbene oggi meno esposti nell'impegno militare,
faranno ancora una volta valere la logica del patto leonino nei
confronti di Francia e Gran Bretagna, che pure sono quelle che stanno
mettendo in campo tutti i loro mezzi nella guerra libica. Se si tratta
di capire come funziona l'imperialismo/colonialismo, l'unico modello
analitico attendibile è quello del crimine organizzato; ma un crimine
organizzato che ha in più la risorsa delle pubbliche relazioni, cioè
del confondere le acque agitando false speranze.

Credere che Strauss-Kahn abbia pagato dazio solo per aver
"tremonteggiato", cioè imitato Tremonti nel darsi le arie di
fustigatore dei soprusi della oligarchia finanziaria mondiale,
significa infatti non comprendere che la funzione della propaganda dei
potenti non è solo quella di esagerare e mentire, ma soprattutto di
sottrarre ai sudditi anche il ruolo del progressista e del ribelle. Ai
potenti infatti spetta anche il privilegio di recitare tutte le parti
in commedia, in modo da presentarsi come la "speranza" di riscatto per
i deboli e i diseredati. Tanto, quando si tratta di arrivare al
dunque, si può sempre dire di essere stati "fraintesi".

Così, invece delle realistiche favole di Esopo, ci è toccato in Italia
di ascoltare le fiabe assurde di un Berlusconi in conflitto con i
"poteri forti" internazionali, e di un Tremonti "critico della
globalizzazione", come se tutte le privatizzazioni e le agevolazioni
legislative a favore delle multinazionali, decise dal governo in
questi anni, non fossero mai avvenute. Non c'è quindi da stupirsi se
già circola la fiaba di un Obama in contrasto con il sionismo. Obama è
talmente bravo a farsi fraintendere che gli hanno pure assegnato un
premio Nobel per la pace; ed anche quando nel discorso di accettazione
ha affermato di essere stato frainteso, lo ha fatto in modo tale che
si continua a fraintenderlo.



(1)http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-05-18/banca-mondiale-supremazia-dollaro-162946.shtml?uuid=Aa0XPJYD&fromSearch

26 maggio 2011


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