(it) Villaputzu (CA): sul Poligono Interforze del Salto di Quirra

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Mer 25 Maggio 2011 08:14:08 CEST


Sulla situazione della lotta contro il Poligono Interforze del Salto di Quirra
INFINE LA MAGISTRATURA HA DECISO: gli elementi raccolti dai suoi
consulenti circa la nocività del Poligono Interforze del Salto di
Quirra (PISQ) dimostrano che l’attivitá militare inquina suolo, acqua,
aria, ed é causa di malattie e malformazioni tra animali ed esseri
umani.
La conclusione di ció é che viene ordinato l’allontanamento di animali
ed esseri umani dall’area mentre si lascia che l’attivitá del Poligono
prosegua! Come da tempo avevamo paventato: ancora una volta si
preserva il Poligono sopra qualsiasi altro interesse!
L’attuale presa di posizione della magistratura segna
inequivocabilmente un nuovo punto di inizio sotto molti punti di
vista:
ASPETTI SANITARI
la popolazione chiede giustamente di conoscere gli elementi che hanno
portato il magistrato a prendere decisioni gravissime, ma deve essere
chiaro che, a questo punto, é inutile pensare che nuove indagini da
parte di nuovi esperti possano contrastare o confermare quanto emerso
nel corso dell’indagine: ormai la sede del dibattito é il tribunale.
Ció che appare evidente é piuttosto che piú si indaga piú la gravità
del problema é destinata ad estendersi. Per esempio, non si é ancora
affrontato il problema dell’inquinamento del Flumendosa (ma anche del
rio San Giorgio e del rio Quirra) che raccoglie le acque provenienti
dalle discariche di armamenti non diversamente dalla sorgente di "Sa
Maista". C’é, anzi, da chiedersi come mai questa sia stata sequestrata
e non sia stato bloccato anche l’acquedotto del Flumendosa!

RUOLO DELLE AMMINISTRAZIONI
dopo anni che sindaci, ASL, ARPAS hanno ignorato o minimizzato le
denunce e i ripetuti allarmi relativi alla situazione del Poligono,
una autoritá terza, estranea e superiore ad essi, ha autonomamente
preso in mano la faccenda. Quale dovrebbe essere ora il compito della
politica? In questo momento l’amministrazione é svuotata di ruolo!
Chi, fino ad oggi, ha omesso il proprio dovere di controllo,
difendendo il poligono e negando ogni evidenza, non può rappresentare
la parte di popolazione vittima della presenza della base. Costoro,
che oggi sono parte del problema e rischiano di doverne rendere conto
in tribunale, domani saranno pronti a cedere il territorio a dei nuovi
padroni, pronti per nuovi affari!

ASPETTI ECONOMICI
oggi non ha piú senso ragionare sui posti di lavoro degli addetti al
poligono in un ipotetico futuro senza base, visto che al momento sono
messi in discussione non i loro, ma quelli dei contadini e degli
allevatori, ed a seguire di tutti gli operatori economici del
territorio mortificati dalle attivitá militari. Ormai non ci si puó
fare illusioni in merito: arance, agnelli e turismo torneranno ad
essere vendibili solo il giorno in cui i giornali titoleranno “il
poligono chiude, inizia la bonifica!”

UN DOMANI SENZA POLIGONO se qualcuno va dicendo che il poligono puó
continuare ad operare ma dovrá essere sottoposto a monitoraggio
ambientale, questa é una assurditá. Infatti una simile struttura ha
senso solo se le si garantisce segretezza: dunque, o il monitoraggio
sará finto ed ingannevole o il poligono cessa il suo motivo di essere.
A questo punto é bene che si sappia che le immobiliari giá puntano gli
occhi sull’area... e potrebbero anche avere legami con esponenti di
governo! Sará dunque il caso di smettere di difendere a priori una
attivitá nociva a se stessi ed agli altri e cominciare a pensare al
futuro...

LA SITUAZIONE É GRAVISSIMA: si ordina a contadini ed allevatori di
abbandonare un territorio senza dare loro alternative su dove andare,
dove portare il bestiame e senza sapere per quanto tempo saranno
allontanati dalle loro aziende; alla perdita economica legata alla
sospensione delle attivitá agropastorali la Regione risponde con una
elemosina, ne’ appare realistico che qualche altro ente possa
risarcire adeguatamente.

Ma la cosa piú provocatoria ed assurda é che le attivitá militari ed
industriali del Poligono possano continuare, caricando cosí ancor piú
di veleni un territorio già saturo!

Mentre la consapevolezza dell’enormitá dei rischi legati alle attivitá
militari é sempre piú forte nell’intera popolazione della zona, mentre
le ricadute sanitarie ed economiche si abbattono pesantissime sulle
comunitá, la risposta é ancora una volta preservare il Poligono e
colpire i civili.

Visto che le amministrazioni locali, prive ormai di autoritá e
credibilitá, non possono avere alcun ruolo nella faccenda, é
necessaria una mobilitazione popolare che, nel rivendicare la tutela
della salute e dell’ambiente e la salvaguardia delle attività
agropastorali, pretenda l’immediata cessazione delle attività del
Poligono e la bonifica dell’area!

Villaputzu, 23 maggio 2011

ATOBIU dei gruppi autogestiti
per lo smantellamento del PISQ
info e contatti: 340 3543499
http://smantellamentopisq.blogspot.com
da caraddu-a-tiscali.it


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