(it) FAI Re: 6 MAGGIO: UNA PARODIA DI LOTTA SOCIALE

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Mer 11 Maggio 2011 11:03:13 CEST


6 MAGGIO: UNA PARODIA DI LOTTA SOCIALE
        La C.G.I.L. ha proclamato per il 6 maggio uno sciopero
generale, per “il lavoro e lo sviluppo, per riconquistare un modello
contrattuale unitario e battere la pratica degli accordi separati, per
definire le regole della democrazia e della rappresentanza …”
        Parole che provengono però da un’organizzazione che ha perso
ogni residua credibilità a causa degli atti che ha compiuto e compie,
della concreta prassi quotidiana che si sviluppa in un percorso tutto
orientato al consolidamento, per l’organizzazione stessa, di un posto
di rilievo nel novero dei sindacati “collaborativi”. Non a caso in
primo piano fra gli obiettivi dello sciopero c’è il superamento degli
accordi separati, pratica che
        ha ridefinito temporaneamente il ruolo della C.G.I.L. dopo
diciotto anni di concertazione in cui i contratti venivano firmati da
tutte le confederazioni in amicizia ed armonia.
        Poi almeno in apparenza qualcosa si è rotto, la C.G.I.L. non
ha firmato alcuni accordi e si è presentata come paladina degli
interessi dei lavoratori.
        Peccato che, pur non firmando tali accordi, li abbia poi
sempre applicati nei fatti, non uscendo mai veramente dal sistema
concertativo/collaborativo.
        La volontà di ricomporre un percorso contrattuale unitario
palesa del resto il fine preciso di tutte le mobilitazioni marcate
C.G.I.L. che ha il compito, in seno al sistema collaborativo tra
sindacati, stato e padronato, di intercettare e normalizzare le
istanze di lotta dei lavoratori.
        I media hanno costruito un’immagine quasi rivoluzionaria della
CGIL, con fior di padroni e ministri a stigmatizzarne le velleità di
conflitto sociale, dandole così la patente di sindacato di lotta. In
tal modo, quando il “Nuovo patto sociale” sarà completo, la presenza
in esso della C.G.I.L. potrà essere spacciata come una garanzia per i
lavoratori.
        Per il momento la C.G.I.L. è fuori da alcuni contratti
nazionali, ma è presente al tavolo che conta davvero, quello sul
“Nuovo patto sociale”, in cui assieme a C.I.S.L. U.I.L. U.G.L. ,
CONFINDUSTRIA e altri compagni di merende sta ricodificando tutto il
sistema della rappresentanza e della contrattazione, oltre a
perfezionare gli Enti Bilaterali come da accordo del 2009 sugli
assetti contrattuali.
        In sostanza, i sindacati facenti parte del sistema saranno gli
unici soggetti titolari della contrattazione e della rappresentanza, e
un accordo sottoscritto da tali sindacati sarà immediatamente valido,
senza bisogno di ratifica da parte dei lavoratori. Questo basta a
definire il concetto di democrazia che la C.G.I.L. vuole “difendere”
con questo sciopero. La contrattazione nazionale avrà il ruolo di
cornice normativa, e non servirà più come base minima salariale uguale
per tutti.
        La contrattazione economica e normativa si farà su base
aziendale e territoriale, quindi tanti contratti diversi a seconda
dell’azienda o della regione in cui si lavora (vi dicono niente le
parole “Mirafiori” o “gabbie salariali”?). Infine gli Enti Bilaterali
introdotti dal punto 4 dell’accordo sugli assetti contrattuali, in
virtù dei quali imprese e sindacati potranno costituire insieme enti
di diritto privato per l’erogazione di sussidi o integrazioni al
reddito,
        finora compiti esclusivi di enti pubblici, oppure collocamento
e intermediazione di manodopera: all’immaginazione di ognuno
quantificare l’enorme mole di denaro e potere che potranno gestire.
        Questo sciopero dunque non è altro che una rappresentazione,
una parodia di conflitto sociale inscenata da un’organizzazione
perfettamente inserita in un gioco che mira a togliere ai lavoratori
ogni residuo potere contrattuale, ad impoverirli e renderli sempre più
soggetti passivi.
        Accreditandosi presso i lavoratori come sindacato di lotta la
C.G.I.L. avrà gioco facile nel contenere le posizioni più radicali che
dovessero emergere sui posti di lavoro.
        Nello stesso tempo, mentre fa sfogare a salve le tensioni
sociali con scioperi-farsa come quello del 6 maggio prossimo, continua
in silenzio a tessere la tela di un futuro segnato dalla
collaborazione con stato e padronato e da lavoratori spossessati della
rappresentanza e del diritto di organizzarsi al di fuori delle sigle
“permesse” dal nuovo patto sociale.
        Non solo i sindacati di base, ma tutte le forme di auto
organizzazione dei lavoratori saranno disconosciute dalle controparti
padronali, che vorranno trattare solo con i sindacati che partecipano
al loro stesso sistema di potere.
        Occorre rendersi conto che il rispetto delle regole stabilite
da padronato e C.G.I.L. C.I.S.L. U.I.L. U.G.L. porterà i lavoratori
alla totale inerzia e sudditanza.
        Scardinare questo sistema è la condizione minima per
un’inversione di tendenza nei rapporti tra capitale e lavoro, e sarà
possibile solo se i lavoratori sapranno organizzarsi al di fuori di
esso, superando la pura vertenzialità di settore o d’azienda per
conseguire obiettivi più generali, delegittimando di fatto l’azione
dei sindacati collaborativi.


        FAI – FEDERAZIONE ANARCHICA REGGIANA
        Via Don Minzoni 1/d // Reggio Emilia
        tel. 329.0660868 // email: info a arealibertaria.org


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