(it) Comidad, le news del 28 luglio 2011

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Gio 28 Lug 2011 23:27:52 CEST


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario" e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
 IN AFGHANISTAN COME IN NORVEGIA VALE LA TEORIA DEL CRIMINALE N.A.T.O.
In questi ultimi tre anni è stata potentemente veicolata la fiaba
mediatica tesa a spacciare il berlusconismo per una sorta di peronismo
all'italiana, cioè un populismo anomalo rispetto agli standard
occidentali. Berlusconi ci è stato presentato come l'alfiere di una
indipendenza nazionale "sostenibile", contro l'occidentalismo
osservante della sinistra e l'invadenza dei poteri forti
internazionali. C'è in effetti tutto un presunto "antiberlusconismo"
che contribuisce a rafforzare questo mito, come risulta
dall'insistenza del quotidiano "la Repubblica" nel sottolineare il
carattere "populista e plebiscitario" del regime berlusconiano;
persino adesso che Berlusconi appare in pieno tracollo elettorale.
La fiaba non è stata propinata soltanto in Italia, anzi, c'è da
pensare che il "berlusconismo rivoluzionario e terzomondista"
costituisca in realtà una panzana confezionata nelle solite centrali
di guerra psicologica della NATO. Nel 2009 un film di produzione
tedesco-americana, "The International", ci presentava il personaggio
di un imprenditore e politico italiano di area berlusconiana
(interpretato dall'attore Luca Barbareschi, allora berlusconiano
ancora senza pentimenti e ripentimenti), che finisce ammazzato a causa
della sua ostilità al potere bancario, contro il quale pronuncia tesi
che riecheggiano quelle di Ezra Pound.(1)

Che il governo Berlusconi sia stato il più fedele esecutore delle
direttive del Fondo Monetario Internazionale, non ha oscurato questo
alone sovversivo, tanto che il quotidiano berlusconiano "Il Giornale"
ospita abitualmente i contributi di coloro che denunciano il
signoraggio bancario. La forza di questa fiaba è consistita nel fatto
di non avere la pezza d'appoggio di alcun dato di fatto, di
alimentarsi cioè di sola propaganda, ripetuta con pura ottusità o
semplice malafede, tanto da dar vita al fenomeno di una sorta di
blog-berlusconismo "rivoluzionario".

Anzi, il berlusconismo "terzomondista e rivoluzionario" si propone
come il più coerente oppositore nei confronti di quanto deciso dallo
stesso governo Berlusconi. La recentissima uccisione di un altro
militare italiano in Afghanistan ha suscitato la "rabbiosa" reazione
del leghista Calderoli, come se egli non facesse parte del governo che
ha portato la presenza militare italiana in Afghanistan al suo massimo
storico: quattromiladuecento militari, cioè l'impegno più massiccio
possibile, date le attuali risorse militari italiane. La rabbia della
Lega è apparsa inoltre piuttosto spenta, forse perché la maggior parte
dei caduti sono di origine meridionale; quindi, alla fine, il voto
leghista al rifinanziamento della missione militare in Afghanistan non
è mancato all'appuntamento. Tanto c'è sempre Napolitano che corre in
soccorso del governo, sgravandolo dalle responsabilità.

In realtà, la crescita della presenza militare italiana in Afghanistan
non poteva che comportare, come diretta conseguenza, l'aumento del
numero dei morti in battaglia. Ed in effetti così è stato.(2)

Agire da servi ossequienti della NATO, lanciando di tanto in tanto
lamentele generiche e senza effetto, rappresenta un modo
mediaticamente efficace per sostenere tutte le parti in commedia. Si è
andati quindi ben oltre l'ipocrisia, praticando una mistificazione
sistematica che ha finito per convincere una parte consistente
dell'opinione pubblica che uno yes-man della NATO e del FMI sia,
almeno in pectore, un dissidente ed un corpo estraneo rispetto al
sistema occidentale. Ad alcuni pare troppo semplice supporre che
Berlusconi sia esattamente il cretino che sembra, e che sia divenuto
inamovibile solo perché i dirigenti del FMI e della NATO si sono
assuefatti ed impigriti ad avere a che fare con uno talmente inetto
che non gli pone mai il problema di contrattare e mediare. Ma qualche
volta la verità è semplice.

La partecipazione militare italiana all'aggressione contro
l'Afghanistan, ha anche altre implicazioni che i nostri
disciplinatissimi media si guardano bene dal notare. Sulla questione
della produzione e del traffico dell'oppio afgano c'è da rilevare che,
all'inizio del mese di marzo scorso, la Russia ha cominciato a rompere
quel clima di omertà internazionale che impediva di contestare alla
NATO il paradosso di una presenza militare occidentale che ha portato
sia la produzione che il traffico di oppio a livelli record. Per voce
del suo responsabile dell'antidroga, Ivanov, la Russia lamenta di
essere diventata la prima destinataria del traffico e, con ipocrisia
diplomatica, si limita a rilevare che la NATO non fa assolutamente
nulla per eradicare le colture di papavero da oppio; persino il
recente, e lieve, calo di produzione sarebbe dovuto esclusivamente a
motivi climatici ed ambientali.(3)

Di fatto, circolano dall'ultimo aprile su internet le foto di soldati
USA intenti a pattugliare campi di papavero, ma più con
l'atteggiamento di proteggerli che di volerli distruggere. La versione
ufficiale, che vorrebbe scaricare sui Talebani l'intera responsabilità
della coltivazione e del traffico, appare sempre più irrealistica.(4)

Ogni volta che l'invasione NATO dell'Afghanistan è stata indicata come
una guerra dell'oppio, non sono mancate reazioni di stampo
"benaltrista", tendenti a ritenere che un'impresa militare di tali
proporzioni non possa essere motivata da obiettivi così miseri. In
realtà, neppure le due guerre dell'oppio che la Gran Bretagna dichiarò
alla Cina nel corso dell'800 potrebbero risultare immuni da obiezioni
del genere. Anche in quel caso gli obiettivi coloniali erano molto più
vasti, ma sta di fatto che il business dell'oppio rappresentava
comunque il motore di tutta l'operazione. Tutti gli Stati colonialisti
hanno lucrato sul traffico di oppio ed, in tal modo, si sono pagate le
spese delle loro guerre coloniali; ma i Britannici e gli Statunitensi
sono riusciti a costruire un vero e proprio sistema coloniale basato
sulla droga.

L'aggressione della NATO contro l'Afghanistan si è immediatamente
configurata anche come un'aggressione contro il Pakistan, in vista di
un probabile tentativo di accerchiamento della Cina. Ma le guerre
coloniali non possono basarsi soltanto su obiettivi affaristici
proiettati nel tempo, in quanto queste guerre devono risultare
immediatamente lucrative. Il bilancio attuale, ovviamente, non va
fatto rispetto alle casse esauste del governo federale USA, ma in base
ai crescenti profitti delle multinazionali statunitensi.

Il colonialismo è l'effetto di un intreccio tra militarismo e finanza;
e la finanza consiste a sua volta in un intreccio di business legale
ed illegale. Se si tiene conto di ciò, il business dell'oppio gestito
dal cartello militar-finanziario NATO/FMI, risulta del tutto
plausibile.

La NATO si fa trovare sempre sul luogo del delitto, ma è sempre pronta
a scaricare tutte le colpe sul nemico. Del resto i dipartimenti di
Psywar servono proprio a fabbricare false notizie, ed i media sono
tutti contenti di diffonderle. Non è detto però che ciò basti per
rendere la NATO immune da continui e fondati sospetti. Non a caso,
anche in occasione della recentissima strage in Norvegia è sorta
l'ipotesi di una "Gladio" norvegese, cioè di una destabilizzazione
interna di marca NATO, come quella che ha insanguinato l'Italia dalla
fine degli anni '60.



(1) http://www.youtube.com/watch?v=ZgzgZlcNm_M

(2) http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-02/4200-soldati-italiani-afghanistan-122616.shtml?uuid=AaYZNlkD

(3) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://rt.com/politics/russia-opium-afghanistan-nato/&ei=X5EtTo-BA4KBOsjiwd0K&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=2&ved=0CCgQ7gEwATgK&prev=/search%3Fq%3Dafghanistan%2Bnato%2Bopium%26start%3D10%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26biw%3D960%26bih%3D487%26prmd%3Divns

(4) http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://publicintelligence.net/more-photos-of-usnato-troops-patrolling-opium-poppy-fields-in-afghanistan/&ei=MZQtTpKoD8GdOuGHzd0K&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=2&sqi=2&ved=0CDIQ7gEwAQ&prev=/search%3Fq%3Dopium%2Bafghanistan%2Bnato%2B2011%26hl%3Dit%26rlz%3D1R2ACAW_it%26biw%3D960%26bih%3D487%26prmd%3Divns



28 luglio 2011



COMIDAD-COMMENTI FLASH 28/7/11



SONO I BOMBARDAMENTI USA A PROVOCARE LA CARESTIA IN SOMALIA


La capacità di autocensura dei media si è dimostrata ulteriormente in
occasione delle notizie sulla carestia in  Somalia. A sentire
l'informazione ufficiale, sembrerebbe che vi sia in corso solo una
qualche guerra civile, provocata dai soliti cattivissimi islamici.

Viene così del tutto oscurato il dettaglio che la Somalia sia
bersaglio da anni di un'aggressione da parte dell'Etiopia, il cui
esercito è appoggiato dai consueti bombardamenti a tappeto sulla
popolazione civile da parte di aerei statunitensi. Possibile che
questi bombardamenti USA non abbiano niente a che vedere con le
carestie?



http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://news.bbc.co.uk/2/hi/7274462.stm&ei=XTcwTpqFIoSVOqKI8H4&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CB8Q7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dsomalia%2Bbomb%2Busa%26hl%3Dit%26sa%3DG%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Divns


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