(it) Comidad, le news del 29 dicembre 2011

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Ven 30 Dic 2011 16:27:33 CET


Comidad, le news del 29 dicembre 2011
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce "Commentario".
IL LOBBYING DELLE BANCHE DIETRO LA FLEXSECURITY
Un po' alla volta il governo Monti sta smentendo il suo presunto stile
istituzionale, lasciandosi andare alle provocazioni tipiche di chi non
abbia intenti trasparenti. La sortita del ministro Elsa Fornero
sull'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, non
solo ricalca le performance a cui ci aveva già abituato il suo
predecessore Sacconi, ma ha seguito anche un rituale ormai scontato
nei minimi dettagli.
Dopo le ovvie reazioni dei sindacati, il ministro ha esibito infatti
il consueto vittimismo arrogante. Nelle sue esibizioni televisive, la
Fornero ha fatto venire in mente le parole di fra Cristoforo che
descrivono l'atteggiamento del potente malintenzionato: "Può adirarsi
che tu mostri sospetto di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire
che quello di che tu sospetti è certo: può insultare e chiamarsi
offeso, schernire e chiedere ragione, atterrire e lagnarsi, essere
sfacciato e irreprensibile."
L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori in sé non ha nulla a che
vedere con la cosiddetta flessibilità dato che si trova nel Titolo II,
che tratta "della libertà sindacale", cioè stabilisce le modalità di
reintegro nel posto di lavoro nei casi di chiaro intento
discriminatorio per motivi sindacali, politici o religiosi, previsti
all'articolo 15. Nello stesso Titolo II c'è anche l'articolo 17, che
fa divieto ai padroni di costituire sindacati di comodo, un articolo
che non risulta sia mai stato applicato. [1]

L'attacco all'articolo 18 ha quindi una valenza pretestuosa e
propagandistica, che implica in effetti un attacco alla stabilità del
rapporto di lavoro, cioè mira all'istituzione della cosiddetta
"flexsecurity": una precarizzazione di massa. I lobbisti cantori della
flexsecurity  - fra cui si distingue per zelo l'onnipresente Pietro
Inchino - promettono mirabilie, tra le quali la certezza per il
lavoratore di guadagnare di più; ma si tratta di retorica priva di
pezze d'appoggio.

Nei suoi progetti di legge, Inchino arriva sino a proporre un
preavviso al licenziamento che potrebbe giungere ad un massimo di
dodici mesi, e poi corsi di formazione, ricollocazioni, ecc.; il tutto
in base ad una figura idealizzata di imprenditore, previdente,
preveggente e premuroso. Non si capisce poi perché il padronato
dovrebbe accettare davvero tutti questi vincoli al licenziamento visto
che, in base alla Legge 223 del 1991 sulla mobilità, può già disfarsi
dei lavoratori come e quando vuole. [2]

Non è un caso che Confindustria dia il suo entusiastico appoggio allo
slogan della flexsecurity, ma poi si guardi bene dal prendere impegni
precisi. In base al grado di concretezza che esibisce nelle sue
argomentazioni, Inchino avrebbe potuto spingersi anche a promettere ai
lavoratori che la flexsecurity possa far ricrescere i capelli. [3]

A quanto se ne sa, il governo Monti vorrebbe spacciare la flexsecurity
come provvedimento per la "crescita", ma l'unico risultato certo della
flexsecurity prospettato sinora, riguarda il vincolare la vita del
lavoratore a delle "card", così descritte in un articolo su "La
Stampa" dello scorso anno: "Smart card. (...) la “flex security card”,
una smart card con microchip, che consente l’ingresso nel mondo dei
servizi di orientamento e contiene i dati personali crittografati e un
borsellino elettronico ricaricabile (e-valet) per acquisti di servizi
di “life long learning”, cioè di orientamento e di apprendimento
continuo."[4]

Insomma, si sta parlando di un servizio di carte di credito
obbligatorie, che rappresenterebbero l'unico filo di continuità nel
rapporto lavorativo; un business delle carte di credito ovviamente
gestito dalle banche. Le banche sono universalmente odiate e
disprezzate, ma è l'infanzia della politica a misurare il potere reale
sulla base del consenso o della popolarità. La potenza ideologica del
lobbying bancario sta invece nella sua capacità di dissimularsi, cioè
nel creare i fantasmi di emergenze (il default, la rigidità del
lavoro, ecc.), per  presentare la soluzione al "problema" sempre e
solo dal punto di vista degli interessi delle banche, lasciando però
questi interessi in ombra o sullo sfondo. I lobbisti delle banche si
celano fra le persone più insospettabili ed in tutti gli anfratti
delle istituzioni.

Ipotesi complottiste? No, parola del Tesoro statunitense: "Il
Dipartimento del servizio di gestione finanziaria del Tesoro (FMS) ha
designato Comerica Bank come suo agente finanziario a una nuova
iniziativa per dare a milioni di americani unbanked la possibilità di
utilizzare una carta di debito prepagata per la ricezione di sicurezza
sociale e altri pagamenti delle prestazioni federali. Il "Direct
Express ®" carta offre un'alternativa più sicura e più conveniente per
assegni cartacei.  Comerica Bank è stata selezionata, in parte, a
causa della sua esperienza di emittente della carta prepagata per
milioni di beneficiari di prestazioni, in particolare per i programmi
di governo statale." [5]

Si trattava di distribuire denaro pubblico, perciò il Tesoro
statunitense avrebbe potuto istituire, con minori costi, una propria
card; ma nel 2008 il Tesoro ha deciso lo stesso di riconvertire
l'assistenza per i poveri in assistenza a favore dei ricchi. Insomma,
alla fine sono sempre i poveri a dover versare l'elemosina ai ricchi.
La beneficiata nella circostanza è Comerica Bank, un grosso e secolare
istituto di credito texano, che ha la sua sede centrale a Dallas.[6]

Potrebbe essere lo spunto per una nuova serie televisiva di "Dallas".
I discendenti di J.R., invece di occuparsi del business del petrolio,
si dedicherebbero a quello che si prospetta come il maggiore business
degli anni 2000: lo sfruttamento della crescente miseria.





[1] http://www.dplmodena.it/statuto_dei_lavoratori.htm

[2] http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/0ADB71B0-289C-4ADD-AE82-7BAC28013AF2/0/19910723_L_223.pdf

[3] http://www.pietroichino.it/?p=17835

[4] http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=302&ID_articolo=62&ID_sezione=686&sezione

[5] http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en%7Cit&u=http://www.fms.treas.gov/news/press/financial_agent.html

[6] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.comerica.com/&ei=-yf4TqOONMOg4gTricmNCA&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CC8Q7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dcomerica%2Bbank%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns



29 dicembre 2011


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