(it) FdCA: Manovra Monti: il rigore dell'impoverimento e dell'ingiustizia

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Mar 13 Dic 2011 00:57:24 CET


Manovra Monti: il rigore dell'impoverimento e dell'ingiustizia
I lavoratori cercano di rispondere con scioperi spontanei e organizzati
   Techno-Monti si vanta di aver improntato la sua manovra a criteri
di rigore, crescita ed equità.
    Di fronte alla previsione OCSE di una contrazione del Prodotto
Interno Lordo dell'Italia dello 0,5% per il 2012 e di una stagnazione
vicina allo 0% nel 2013, le autorità europee avevano chiesto una
correzione pari allo 0,7% del PIL per una manovra di 11 miliardi di
euro, ma senza chiedere il pareggio di bilancio nel 2013.
    Ma Techno-Monti è uomo di rigore ed ha fatto di più: pareggio di
bilancio anticipato al 2013 e, per centrare questo obiettivo,
raddoppio della manovra fino a €20 miliardi (più 10 per il sostegno
alla "crescita"), a cui si arriva con €17 miliardi di nuove tasse più
€12-13 miliardi di tagli di spesa: quasi un punto e mezzo di PIL. Una
netta spinta verso la recessione. Altro che crescita.
    €20 miliardi di correzione del bilancio che si aggiungono ai €60
miliardi della manovra estiva del governo precedente.
    Techno-Monti è uomo di quell'Europa convinta che la crisi si debba
affrontare negli Stati dell'Unione con politiche fiscali e di spesa
restrittive in rapida sequenza, piuttosto che affidare alla BCE il
compito di farsi carico dei debiti sovrani e consentire ai singoli
paesi di puntare a politiche di ripresa dei redditi e della domanda.
    Ed ecco che sono ben €3,5 miliardi i tagli di spesa che derivano
dalla stretta sulle pensioni. Col passaggio totalitario al sistema
contributivo, con l'eliminazione delle pensioni di anzianità, con
l'innalzamento dell'età pensionabile, con il vile blocco della
rivalutazione degli assegni pensionistici sopra i €935 euro (sono
persone che non sono in grado di generare altro reddito per compensare
la perdita), si mette fine ad un sistema solidaristico e di protezione
sociale fortemente voluto e difeso dalle lotte del movimento dei
lavoratori in almeno 40 anni di storia. Si affonda anche un colpo
profondo al tessuto ed alla credibilità dell'organizzazione sindacale
in questo paese quale patrimonio collettivo di difesa dei diritti dei
lavoratori, e se CGIL-CISL-UIL balbettano frastornati - memori dei
tanti cedimenti fatti in passato in tema di pensioni e attoniti di
fronte al disastro dei fondi-pensione nelle turbolenze delle borse -
non si sentono ancora i sindacati di base proporsi in coro con voce
certa e sicura per un'alternativa di rappresentanza.
    Altri €5,8 miliardi sono tagli agli enti locali, a cui però si dà
potestà di emettere IRPEF aggiuntiva fino all'1,23% e di ripristinare
la tassa sulla casa ex-ICI, che diventa IMU al 4 per mille.
    Rivalutazione delle rendite catastali e nuova tassa sui rifiuti
urbani porteranno un gettito alle casse dello Stato che si prevede di
€11 miliardi.
    Tutto questo a carico in grandissima parte dei lavoratori. Nessun
sostegno a stipendi e salari. Nessuno sgravio fiscale. Se si recupera
sulle agevolazioni fiscali (detrazioni e decontribuzioni odiosamente
tolte dal precedente governo) è perché l'IVA aumenterà di 2 punti da
settembre 2012.

    Rigore ed impoverimento, dunque. Lo spread scende, ma non c'è
niente da ridere.

    Sul piano dell'equità non c'è niente di serio. La lotta
all'evasione fiscale si è fermata sulla soglia della tracciabilità
delle transazioni a €1.000. I tagli ai costi della politica sono
minimi. Il contributo aggiuntivo e retroattivo su chi ha beneficiato
dello scudo fiscale rischia di creare più contenzioso che entrate
(appena lo 0,15%). Senza contare che molti hanno usato per il rientro
dei capitali scudati delle società di comodo.

    Per quanto riguarda la crescita, €10 miliardi aggiuntivi ricavati
dai tagli di spesa andrebbero a finanziare la deducibilità dell'IRAP
ed altri sgravi fiscali in cambio di ipotetiche assunzioni di giovani
e lavoratrici.

    Sono rimasti delusi coloro che credevano ad un intervento sul
patrimonio, sulle ricchezze, sui grandi redditi. Ma occorre riflettere
sul fatto che techno-Monti, pur essendo un professore dell'Europa è
pur sempre un uomo della classe capitalistica, leale con gli interessi
dei suoi accoliti e, dunque, rigoroso nel colpire noialtri lavoratori
e proletari.

    In questi giorni assisteremo a numerose risposte spontanee ed
organizzate da parte dei lavoratori, delle lavoratrici, dei
pensionati, dei precari. Sarà la risposta di sfruttati che devono
ricostruirsi una rappresentanza autentica, collettiva e gestita dal
basso, con la democrazia diretta, con la costruzione di reti di
solidarietà e di resistenza. Il sindacalismo conflittuale deve
confrontarsi e dare voce a questa esigenza, le forze politiche e
sociali che lavorano alla base della società in modo libertario devono
sostenere una auspicabile risposta di massa che (per fortuna o per
disgrazia) non ha più santi nel paradiso della concertazione, dello
scambio pietistico e ribassista e degli scranni parlamentari.

    La dimensione europea della crisi ci chiama ad un impegno più
ampio, ad una grande vertenza internazionale per diritti e tutele,
salariali e giuridiche che attraversino l'intera Europa, che
impediscano lo scaricare della crisi sulle classi lavoratrici dei
singoli paesi. Le reti internazionali del sindacalismo alternativo e
di base e dell'opposizione anarchica e libertaria sono chiamate ad una
azione incisiva per la messa in discussione dell'Europa del capitale,
per la creazione di uno spazio sociale europeo solidaristico,
anticapitalista ed autogestionario.

    Segreteria Nazionale
    Federazione dei Comunisti Anarchici
www.fdca.it

    6 dicembre 2011


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