(it) Castel Bolognese: presentazione libro su Francesco Saverio Merlino

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Mer 29 Set 2010 08:16:59 CEST


La Biblioteca libertaria "Armando Borghi", in collaborazione con la
Biblioteca comunale "Luigi Dal Pane", organizza a Castel Bolognese la
presentazione del libro La fine del Socialismo? Francesco Saverio
Merlino e l’anarchia possibile (a cura di Gianpiero Landi, Chieti,
Centro Studi Libertari "Camillo Di Sciullo", 2010).
Il volume contiene gli Atti del Convegno di studi tenutosi a Imola,
nella Sala delle Stagioni, il 1° luglio 2000.
Il libro verrà presentato nel Teatrino del Vecchio Mercato (via
Rondanini, 19) il sabato 9 ottobre 2010, con inizio alle ore 16,00.
Interverranno il curatore Gianpiero Landi e Roberto Zani.
L’iniziativa si colloca nell’ambito della edizione 2010 della rassegna
"Ottobre, piovono libri. I luoghi della lettura".
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Francesco Saverio Merlino nacque nel 1856 a Napoli, dove si laureò
giovanissimo in giurisprudenza. Ancora studente aderì al movimento
anarchico, divenendone in breve tempo uno degli esponenti di maggior
rilievo. Per circa venti anni condusse una instancabile attività di
militante e di organizzatore rivoluzionario, a cui affiancò lo studio
e la elaborazione di opere che misero in luce la sua solida
preparazione culturale e le non comuni qualità di teorico. Dal 1884
visse in esilio in Inghilterra, con frequenti viaggi e periodi di
permanenza in altri paesi europei e negli Stati Uniti. A questa fase
della sua vita risalgono opere come Socialismo o monopolismo? (1887),
L’Italie telle qu’elle est (1890), e gli opuscoli Necessità e basi di
un accordo (1892) e L’individualismo nell’anarchismo (1893). Nel 1894
rientrò clandestinamente in Italia, ma venne arrestato e dovette
trascorrere in carcere due anni per scontare una vecchia condanna.
Giunse a maturazione in questo periodo un processo di ripensamento e
di revisione ideologica che lo portò nel 1897 a distaccarsi dal
movimento anarchico, nel corso di una lunga e celebre polemica con
Malatesta. Stabilitosi definitivamente a Roma, sviluppò le sue nuove
idee elaborando una concezione originale e organica del socialismo
libertario. Risalgono a quegli anni le sue opere maggiori Pro e contro
il socialismo (1897), L’utopia collettivista e la crisi del
"socialismo scientifico" (1898), Formes et essence du socialisme
(1898) e l’importante "Rivista Critica del Socialismo" che uscì per
tutto il 1899 sotto la sua direzione. Precursore e protagonista di
primo piano della crisi e revisione del marxismo di fine Ottocento, fu
interlocutore apprezzato di personaggi come Bernstein in Germania e
Sorel in Francia, ma si attirò pure gli attacchi spesso velenosi di
interpreti ortodossi del marxismo come Antonio Labriola e Leonida
Bissolati. Alla fine del 1899 si iscrisse al PSI, ma nel partito
rimase sempre un isolato e dovette sostenere una dura polemica con
Turati. Deluso, dopo il 1907 si ritirò a vita privata, dedicandosi
alla sua professione di avvocato. Nel 1900, dopo il regicidio di
Monza, aveva assunto coraggiosamente la difesa di Gaetano Bresci.
Tornò a occuparsi di politica nel primo dopoguerra, riavvicinandosi
agli anarchici che ospitarono vari suoi scritti nei loro giornali,
senza peraltro mai nascondere alcune ragioni di dissenso. La comune
opposizione al bolscevismo e al fascismo rendeva del resto secondarie
molte distinzioni. Pubblicò in quegli anni Fascismo e democrazia
(1924) e Politica e Magistratura dal 1860 ad oggi in Italia (1925).
Morì a Roma nel 1930. Solo nel 1948 apparve postuma, a cura di Aldo
Venturini, l’opera Il problema economico e politico del socialismo.

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Il volume raccoglie gli Atti del Convegno di studi su La Fine del
Socialismo? Francesco Saverio Merlino e l’anarchia possibile, tenutosi
a Imola il 1° luglio 2000, per iniziativa della Associazione "Arti e
Pensieri". Un confronto ad ampio raggio, in cui l’accurata
ricostruzione storiografica si è intrecciata a riflessioni e dibattiti
su nodi teorici di grande rilevanza e attualità, con la partecipazione
di studiosi di diversi orientamenti culturali e politici : Pietro
Adamo, Giampietro Berti, Bruno Bongiovanni, Raimondo Cubeddu, Paolo
Favilli, Gianpiero Landi, Luciano Lanza, Massimo La Torre, Natale
Musarra, Emilio R. Papa, Luciano Pellicani, Nadia Urbinati, Enrico
Voccia. In Appendice, due scritti inediti di Bruno Rizzi.

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Gianpiero Landi
è insegnante di Italiano e Storia in una Scuola media superiore. Si
occupa da decenni di ricerca storica, in particolare sul movimento
anarchico, collaborando a vari periodici (tra i quali "A rivista
anarchica", "Bollettino del Museo del Risorgimento", "Umanità Nova").
E’ stato tra i fondatori della Biblioteca Libertaria "Armando Borghi"
di Castel Bolognese, di cui è tuttora uno dei responsabili. Ha
pubblicato Tra anarchismo e sindacalismo rivoluzionario: Armando
Borghi nell’U.S.I. (1912-1915) (1982) e ha curato gli Atti del
Convegno su Andrea Caffi, un socialista libertario (1996). Ha fatto
parte fin dalla fondazione della redazione della "Rivista Storica
dell’Anarchismo" (1994-2004) e del comitato di redazione del
Dizionario biografico degli anarchici italiani (2 voll., 2003-2004).

Roberto Zani
si dedica da molti anni a studi di economia e di storia. Collabora con
l’Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana di Imola e fa
parte della Biblioteca Libertaria "Armando Borghi" di Castel
Bolognese. E’ autore di numerosi articoli apparsi su giornali e
riviste del movimento libertario ("A rivista anarchica",
"Cenerentola", "Umanità Nova") e su periodici locali ("Sabato Sera",
"Università aperta"). Ha curato i volumi Attilio Sassi detto Bestione
(con T. Marabini e G. Sacchetti, 2008) e Alla prova del Sessantotto.
L’anarchismo internazionale al Congresso di Carrara (2008).

 da archivioberneri a gmail.com


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