(it) Documento Consiglio dei Delegati FdCA: "Contrastare l'Unione Europea"

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Mer 22 Set 2010 08:13:38 CEST


CONTRASTARE L'UNIONE EUROPEA
CHE CREA LA SUA RICCHEZZA DISTRUGGENDO I DIRITTI E LE LIBERTA' DELLA
CLASSE LAVORATRICE EUROPEA
Il "salvataggio" della Grecia ha permesso alla UE di accelerare
quell'accentramento di potere nelle mani delle istituzioni politiche e
finanziarie europee per restituire alle imprese continentali quella
competitività necessaria a non soccombere nello scontro globale per
l'accesso ed il controllo dei mercati mondiali. Va in questo senso la
creazione della "cupola" europea con compiti esecutivi di controllo e
di indirizzo contabile sui bilanci degli stati membri.
Riduzione del costo del lavoro, riduzione della spesa pubblica,
subordinazione della ricerca agli interessi della competizione
economica: sono queste le tre cose da fare. Senza discutere, senza
variabili o autonomie concesse agli stati nazionali, tranne il mandato
di distruggere lo stato sociale dove c'è e impedire che si formi dove
non c'è.
Dalla crisi si esce facendo le stesse cose che l'hanno prodotta,
perseguendo nelle stesse scelte che la Banca Europea impone ormai da
un lustro: rigore monetarista, aumento della produttività e
moderazione salariale.
Si adeguino le legislazioni sul lavoro troppo garantiste che
intralciano questo corso: i tempi di vita, i tempi di riposo, i tempi
di ritiro esistono solo nel grande tempo delle aspettative decise
altrove, della produttività e dello sfruttamento; e gli spazi di vita
sono ormai gli spazi di lavoro, di ricerca del lavoro.

Si trasformino così quei milioni di lavoratori/trici della classe
dei/lle salariati/e e sfruttati/e in milioni di vaganti e precari
venditori della propria forza lavoro, manuale ed intellettuale, tanto
nel privato quanto nel pubblico, percettori di reddito a
intermittenza, titolari di diritti sempre più "disponibili", detentori
di libertà sì, ma obbligatorie.

Che non siano più classe, che non siano più possibile fonte di lotte e
di organizzazione, spezzata ogni autonomia e criminalizzata ogni
resistenza, imbrigliata ogni dirompenza sociale dello sciopero, dello
sciopero di categoria e dello sciopero generale.

Ogni paese europeo ha i suoi economisti, i suoi legislatori ed i suoi
sindacalisti impegnati in questa opera di distruzione sociale e
culturale.

Eppure il terrore finanziario che da Bruxelles si diffonde per tutta
l'Europa viene abilmente temperato con bollettini di buone notizie
sulla crisi. La Germania che sfonda il 3% della crescita serve a
colpevolizzare quei vagabondi di lavoratori greci, spagnoli ed
italiani, e raramente si dice che la Germania ha un disavanzo doppio
di quello dell'Italia e che "cresce" esportando proprio in... Europa!!

Ma la divisione dei lavoratori è una vecchia arma del capitale che
funziona sempre, fino a far pensare che le deroghe ai contratti
nazionali siano un bene e non una sonora fregatura!! Come succede in
Italia alla FIAT di Marchionne e di CISL e UIL, sempre più trasformati
da sindacato contrattuale in sindacato di mercato, impegnato a
collaborare fattivamente per la difesa della singola azienda o il
segmento di mercato a scala nazionale.

Riuscirà il terrorismo finanziario della UE a convincere i lavoratori
europei ed immigrati e le loro organizzazioni sindacali che bisogna
derogare e poi attenuare e poi abrogare nei codici come nei contratti
di lavoro, di fatto e di diritto, tutto quello che il movimento dei
lavoratori ha conquistato in questo continente dalla Prima
Internazionale del 1864 ad oggi, lottando contro padroni prima
liberisti, poi fascisti, poi socialdemocratici, poi di nuovo
neo-liberisti?

Noi crediamo di no.

Le lotte di risposta e di resistenza ai provvedimenti governativi in
Grecia come in Francia, in Irlanda come in Polonia, in Spagna come in
Italia, in Ungheria come in Romania, mostrano una classe lavoratrice
europea non doma, non sottomessa, non disposta a rassegnarsi ad un
destino di schiavitù.

E' possibile ricostruire una nuova unità di classe. Ma dovremo
prevedere ed evitare gli appetiti individuali alimentati dai contratti
in deroga, contrastare i particolarismi, le reazioni e le divisioni di
stampo razzista che vogliono i lavoratori immigrati sacrificabili,
combattere le sirene di ricchezza localiste che attirano nel proprio
territorio investimenti alla lunga improduttivi ed inquinanti
(sindrome yimby).

E' allora necessario un grande sforzo di politica di classe che veda
le organizzazioni di massa del sindacalismo conflittuale, le
organizzazioni politiche del movimento anarchico di classe, della
sinistra rivoluzionaria, antiautoritaria e libertaria, promuovere,
sostenere ed alimentare la resistenza sociale ed economica, nei luoghi
di lavoro come nel territorio, nell'opposizione materiale e culturale
contro l'aggressione capitalistica dei diritti, del lavoro,
dell'ambiente, della nostra vita di donne ed uomini che vivono e
lavorano in Europa.

A questo lavorano i comunisti anarchici in Italia ed in Europa
sostenendo e partecipando alle lotte, agli scioperi e alle
mobilitazioni di questo autunno.

Contro il taglio dei diritti sociali, sindacali, ambientali!!

Contro le politiche di rientro del deficit pubblico!!

Per la redistribuzione della ricchezza, per l'autogestione della
ricchezza sociale ed economica!!

Per la libertà, l'uguaglianza e la giustizia sociale!!


76° Consiglio dei Delegati
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
Fano, 19 settembre 2010

http://www.fdca.it


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