(it) Svezia: 100 anni della SAC: "L'essenza della lotta per gli attivisti sindacali" [fr, ru]

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Ven 10 Set 2010 23:22:12 CEST


Il centenario della SAC svedese commentato da un'attivista sindacale
della SKT siberiana (20 luglio 2010)
* Una delegazione della SKT [Sibirskaya Konfederatsiya Truda,
confederazione siberiana del lavoro] ha partecipato alle iniziative
per il centenario della SAC nel giugno scorso. Elena Starostina, molto
brevemente, cosa ci puoi dire della SAC?
L'Organizzazione Centrale dei Lavoratori di Svezia, la SAC, esiste da
100 anni. E' un vero sindacato operaio. La SAC organizza i lavoratori
sulla base di una visione tattica ed ideologica anarcosindacalista. E
cioè un sindacato di classe, che difende l'internazionalismo e la
solidarietà tra lavoratori.  Essi stessi hanno creato il sindacato
nelle loro aziende, per lottare per i loro diritti sul luogo di lavoro
e nel territorio, a fronte delle violazioni e delle
strumentalizzazioni dei partiti politici per giungere al potere. La
struttura della SAC, come sindacato autentico, è di tipo orizzontale,
visibilmente antiautoritaria, con le radici nell'autogestione, e
quindi controllata dai lavoratori e non da ideologie o da dirigenti
autoritari.
La SAC conta ufficialmente ad oggi più di 6.000 iscritti. Inoltre ha
un'organizzazione parallela, un'organizzazione della gioventù, la SUF
(Federazione sindacale dei giovani) ed un'organizzazione antifascista
che lavora con la SAC.
La SAC ha delle sezioni denominate LS (sezione locale) in molte città
e nei villaggi, con una sorta d'unione di cellule. Sono indipendenti,
hanno le loro finanze e possono avere locali propri. I delegati delle
sezioni locali hanno un congresso ogni 3 anni per coordinare
l'attività. Ogni sezione ha diversi sindacati, ma non solo. Ci sono
anche delle associazioni nei sindacati che si occupano di problemi
sociali, come il gruppo di "regolarizzazione" che organizza gli
immigrati clandestini per la loro difesa ed i loro diritti.
Quattro volte all'anno i rappresentanti delle sezioni locali si
riuniscono per le attività e per risolvere i problemi più urgenti. Ho
avuto la possibilità di assistere ad una di queste riunioni e sono
rimasta piacevolmente sorpresa dalla responsabilità e dall'attenzione
fra i delegati delle reti locali della SAC e gli altri compagni. Come
pure nel vedere i lavoratori decidere e pianificare le azioni
sindacali a lungo termine, la tattica delle loro cellule o le azioni
di solidarietà. E' evidente che queste persone hanno acquisito la
tradizione libertaria e combattiva del loro sindacato e che non hanno
nessuna paura di esprimersi.


* Qual è la differenza principale tra la SAC ed il sindacalismo
tradizionale? Quale definizione daresti del sindacalismo come teoria e
prassi operaia?

Per me, la SAC è un sindacato che possiede e mantiene la tradizione di
classe vera del sindacalismo, alla quale i lavoratori approdano da sé,
senza i loro padroni, per cui il sindacato è organizzato dagli stessi
lavoratori, per proteggere e difendere i loro diritti nel luogo di
lavoro e fuori. D'altra parte, la SAC è un sindacato ideologico ed io
sono rimasta sorpresa nel conoscere lavoratori di diverse sezioni che
si presentavano come anarcosindacalisti o come comunisti anarchici. Mi
hanno dato degli opuscoli di contenuto libertario. Si tratta
chiaramente della presenza di una continuità della tradizione dei
sindacati operai il cui obiettivo finale è che i lavoratori si
impossessino dei mezzi di produzione.

Il principio di non partecipare a nessun partito politico né alle
elezioni, insieme alla pressione sul governo tramite l'azione diretta
ed il controllo pubblico sui mezzi dei sindacati, permettono alla SAC
di preservarsi dalla corruzione e dall'azione dei partiti a favore dei
padroni e dei sindacati filo-padronali. Ed eccola la differenza tra la
SAC ed I sindacati tradizionali. Purtroppo, in Russia i lavoratori si
sono formati all'ombra della macchina statale e del paternalismo prima
bolscevico ed ora neo-liberista e gli operai hanno tendenze
conformiste, non riescono ad immaginarsi un mondo con un'altra
ideologia e nemmeno una tendenza all'auto-organizzazione e ad un
pizzico di autogestione. E' molto difficile ricreare nelle persone i
principi di vicinanza, di solidarietà, ma in Svezia c'è un sindacato
ideologico operaio e ci sono organismi autogestiti.

Infatti, la differenza tra la SAC ed i "sindacati" può essere
semplificata mettendo a confronto i sindacati inglesi che partecipano
alle elezioni e che nominano i loro uomini nei partiti. Ma in Russia
non c'è nemmeno questo, c'è semplicemente uno spettacolo di finti
attivisti sindacali nelle sigle della FNPR [Federatsiya Nezavisimikh
Profsoyuzov Rossii, la Federazione dei sindacati indipendenti di
Russia]. Ci sono situazioni peggiori.

In generale, la SAC continua la sua tradizione sindacale 100 anni dopo
la sua costituzione, non senza difficoltà beninteso, mantenendo la
solidarietà tra i lavoratori, la visione di riscatto finale del lavoro
nella giustizia e senza padroni, con i lavoratori gestori e
proprietari essi stessi delle fabbriche.


* Le organizzazioni sindacali operaie combattive e quelle
anarcosindacaliste non hanno più dimensioni di massa e c'è un calo del
sindacalismo. E' possibile che l'adesione di massa, di una massa poi
teorica, non sia più così importante?

L'associazione delle persone in una organizzazione si fa per la difesa
dei loro diritti e delle loro libertà, per mettere in pratica le loro
idee, per aiutare le organizzazioni sorelle, per dimostrare la
capacità delle persone a sapersi autogestire alla base. À mio avviso,
queste associazioni sorgono di sovente in modo spontaneo, per
risolvere tutti i problemi sociali che hanno davanti. E quando questo
succede, quel gruppo di persone ha acquisito una prassi di lotta
sociale, ha colto l'essenza della solidarietà, la sensazione della
gioia della cooperazione e la soddisfazione di aiutare gli altri, e
allora non si disgrega più. Guarda al futuro, sviluppa i principi
della sua organizzazione, senza dirigenti, su basi volontarie, per
trovare nuove soluzioni insieme. Si può eccepire che queste siano solo
azioni sindacali combattive di poche persone. E' difficile immaginarsi
che in epoca di neoliberismo, le persone siano capaci di associarsi in
grandi
 numeri in organizzazioni che agiscano nel nome della solidarietà,
dell'auto-organizzazione, dell'autogestione, senza capi. [...]

* Quali sono i sindacati di altri paesi che collaborano con la SAC ?
Come vedi questi rapporti?

Beninteso, parliamo dei sindacati rosso&neri che sono alla loro base
dell'anarcosindacalismo. C'è l'IWW, ormai leggendaria e con una storia
interessante. La CNT francese, il sindacato tedesco della FAU, che non
ha una grande forza, ma di contro ha una politica basata sull'azione
diretta e sulla denuncia delle ingiustizie. La centrale sindacale
della CGT spagnola, il sindacato più compatto con circa 60.000
iscritti. Infine alcuni sindacati italiani, Unicobas ed USI.

Io penso che la cooperazione con la SAC abbia giocato un ruolo
importante per noi. Nel  1990 e nel 2000 la SAC ha realizzato dei
seminari e delle riunioni per i lavoratori in Siberia, da cui siamo
nati poi come sindacato. C'è stato un aiuto pratico per la SKT nelle
sue attività. Con questa cooperazione abbiamo guadagnato non poco sul
piano teorico rispetto al movimento operaio europeo e sul piano
sindacale verso  tutto il movimento operaio.

La cooperazione tra sindacati si concretizza soprattutto nell'aiuto ai
sindacati sotto pressione da parte delle autorità e dei padroni. Vanno
scambiate le esperienze di lotta, le azioni di solidarietà, il
materiale teorico, le idee sulla società libertaria. [...]


* Nel suo programma e nei suoi documenti, la SAC si esprime contro il
capitalismo e contro il lavoro salariato. Vede la futura società come
un socialismo libertario (libero). Che cos'è il socialismo libertario
ed in cosa si diversifica dal socialismo della ex-Unione Sovietica?

Ho visto l'apogeo di quello che si definisce il socialismo da caserma
dell'URSS. Io vengo da una famiglia operai. Al pari di altri bambini,
essi stessi figli di famiglie operaie, ho vissuto come loro tutto il
travaglio interiore. Non si può vivere per lavorare. Mio padre
lavorava, metteva da parte i soldi per le vacanze, centesimo dopo
centesimo per la famiglia. Nelle famiglie si parlava dei dirigenti
come dei grandi proprietari terrieri, con lo stesso punto di vista.
Nei nostri paesi il socialismo dell'URSS con i nostri lavoratori, da
voi essere liberi ed eroi. Alla radio ed alla televisione i discorsi
ripugnanti dei dirigenti del PC, dei burocrati, dei direttori
d'impresa. [...] La massa dei lavoratori sfruttata in un tale
socialismo autoritario. Ma c'era di peggio. A noi che andavamo a
scuola ci insegnavano che i lavoratori erano liberi perché lavoravano
per il bene dello stato, che era sbagliato protestare, chiedere la
liberà d'espressione,
 perché noi avevamo il socialismo...

I lavoratori, in questo socialismo da caserma, non si esprimevano più
e peggio ancora, avevano dimenticato completamente il senso della
ribellione, della protesta. Tutto ciò che è stato insegnato alla massa
dei lavoratori è che lo Stato socialista in quel socialismo si nutre
di loro. Il socialismo autoritario, dove il governo è nelle mani della
nomenklatura del Partito (la classe sfruttatrice) assorbe tutti i
benefici ottenuti dal lavoro operaio e li distribuisce a sua
discrezione. Ecco perché la gente non sa più pensare e lottare. E' per
tutto questo che ancora oggi esiste una massa di lavoratori passivi,
soggetti al paternalismo.

Ma il socialismo libertario è tutt'altro. L'autogestione si fa dal
basso verso l'alto, c'è la liquidazione dello Stato (ebbene sì, sono
questi i principi anarchici, signori governanti). La società sarà
fondata su gruppi, comuni di persone auto-organizzate, in cui la gente
prende le proprie decisioni. Ma ci vuole una maggioranza con idee non
conformiste, che persegua e desideri l'autogestione, con il senso
della giustizia e delle forme giuste di gestione. Come la SAC che ha
già preso questa strada con la sua azione sindacale. [...]


Testo russo completo, con foto http://www.avtonom.org/node/12747 e
http://skt.pp.ru/news/111111/2010-07-14-71 . Versione francese su
http://www.fondation-besnard.org

Traduzione ed adattamento all'italiano a cura di FdCA-Ufficio
Relazioni Internazionali.

https://www.sac.se/


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