(it) Palestina/Israele: Intervista con Ilan Shalif (Anarchici Contro Il Muro) [ca, en]

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Ven 10 Set 2010 23:17:37 CEST


Alasbarricadas ha intervistato Ilan Shalif, un attivista anarchico di
lungo corso. Abbiamo discusso con lui di come vede la situazione in
Palestina-Israele, dopo l'attacco alla flottiglia di Gaza e dopo i
recenti sviluppi in loco. Dove la situazione resta molto interessante
per l'attività anarchica, come Ilan stesso ha scritto:
"In nessun paese del mondo ci si aspetterebbe che gli anarchici
possano essere alla testa della più importante lotta condotta dalla
sinistra radicale di quel paese. In nessun altro posto del mondo gli
anarchici si confrontano con le forze di Stato in maniera
non-violenta, settimana dopo settimana, allargando gradualmente i
consensi, e continuare a marciare liberi anche quando la repressione
chiude in carcere alcuni dei nostri compagni per poche ore o per pochi
giorni. Nessuno si aspetterebbe che i fondamentalisti di Hamas possano
appoggiare pubblicamente la lotta unitaria insieme ad ebrei anarchici
ed atei. Nessuno poteva immaginare la popolarità e l'attenzione che i
media danno oggi a poche dozzine di anarchici che in meno di 7 anni
hanno cambiato il significato dell'etichetta di "anarchico" nella
pubblica opinione. Nessuno pensava che la potente macchina repressiva
israeliana avrebbe rafforzato l'attività degli anarchici" - Ilan
Shalif, 3 agosto
 2007.


ALB: Ciao Ilan, ci puoi dare un'idea sulla situazione attuale del
conflitto tra Israele e Palestina. Quali sono le novità dopo la
costruzione del muro e l'attacco alla Freedom Flotilla?

I: Come è noto sono 120 anni che è in atto un progetto sionista di
insediamenti coloniali per soppiantare il popolo palestinese con gli
immigrati ebrei. E sono riusciti a farlo per il 75% della Cisgiordania
palestinese portando gli ebrei nelle aree conquistate dopo la guerra
del 1948. La maggior parte dei palestinesi si trova ora in Giordania e
nelle aree conquistate da Israele nel 1967, altri sono in Libano e
sparsi in tutto il mondo come rifugiati, ormai da generazioni.

Con la guerra del 1967 Israele ha conquistato quello che restava della
Cisgiordania e la Striscia di Gaza, ma solo un terzo circa della
popolazione è stata rimosso.

Poi ci sono più di un milione di palestinesi che vivono in Israele in
una condizione da cittadini di serie B. Altri 250.000 palestinesi
abitano la zona est di Gerusalemme e loro sono ancor meno che
cittadini di serie B.

Ora la lotta è contro l'occupazione del 1967, per l'uguaglianza del
resto dei palestinesi e per il diritto al ritorno dei rifugiati di
entrambe le guerre. Gran parte dei dirigenti politici palestinesi
vuole uno Stato palestinese sui territori dell'occupazione del 1967. E
sono anche disposti a trovare un compromesso sulla questione dei
profughi delle guerre, con un ritorno molto contenuto nelle aree del
1948.

La maggior parte degli israeliani si rende conto che uno status quo ed
un avanzamento degli insediamenti coloniali sono impossibili.

Molti pensano che uno Stato che sorga ad ovest del Giordano possa
essere del tutto appropriato ai fini del successo del progetto
coloniale sionista e per soddisfare i diritti dei palestinesi.

La destra estrema, che inizia a rendersi conto dell'impossibilità del
mantenimento dello status quo e dell'avanzamento degli insediamenti
coloniali, inizia a preferire più la soluzione di un solo Stato
piuttosto che quella di due Stati che costringerebbe i coloni a
ritirarsi nei confini precedenti al 1948.

La costruzione del muro è stato un mezzo per inglobare nello Stato di
Israele parte delle aree conquistare nel 1967, in vista di un
imminente ritirata da quel 25% rimanente di territorio palestinese
conquistato nella guerra del 1967. Per cui, l'attacco alla flottiglia
di Gaza è stato un boomerang, che ha danneggiato la posizione
internazionale di Israele e come prima istanza ha costretto Israele ad
alleggerire la pesante pressione sui territori palestinesi,
specialmente a Gaza.


ALB: Abbiamo notizie sul gruppo "Anarchici Contro Il Muro" che appare
in crescita, manifestazione dopo manifestazione. Cosa puoi dirci di
questo gruppo? Come è nato? Quali sono le sue attività? Qual è la sua
influenza?

I: Gli ACIM (Anarchici Contro Il Muro) è nato come un'iniziativa di
attivisti anarchici israeliani che volevano dare una svolta alla lotta
contro l'occupazione, portandovi la prassi dell'azione diretta, della
lotta unitaria con attivisti di base palestinesi contro il muro della
separazione.

Il punto di inizio sta nel campeggio bi-nazionale nel villaggio di
Mas'ha al confine con  il percorso previsto per la costruzione del
muro. Era la primavera del 2003. C'erano dei radicali, non anarchici,
a cui però piaceva l'idea dell'azione diretta unitaria e non-violenta
contro il muro e contro l'occupazione. Questa composizione politica si
è mantenuta fino ad oggi.

(Non si trattava di "loro", ma di "noi"... dato che faccio parte del
movimento anarchico israeliano già dal 1998).


ALB: A leggere alcuni resoconti, sembra di poter dedurre che questa
lotta si stia allargando molto rapidamente. Come mai proprio ora?

No, non si sta espandendo rapidamente. Ci sono voluti due anni di
cicli di lotte relativamente brevi prima che partisse la grande
mobilitazione di Bil'in. E ci sono voluti altri due anni (con
l'aggiunta di altre lotte minori) prima che partisse la mobilitazione
anche a Ni'ilin e Ma'sara. Negli ultimi mesi, altre lotte sono
diventate persistenti, pur senza essere contro il muro. E' il caso di
Hebron/Al-Khalil e Nabi Salih.

Per cui la tendenza è per l'allargamento del fronte d lotta, ma non
così velocemente.


ALB: Qual è la reazione verso questa attività "anarchica" (se così si
può definire), sostenuta da attivisti internazionali? Ci sono
palestinesi interessati a prendere contatti con gruppi ed
individualità in Israele ed all'estero?

I: Le azioni dirette a bassa intensità di scontro con le forze di
Stato vengono considerate qui una peculiarità anarchica. Permettono
l'unitarietà della lotta insieme agli attivisti di base palestinesi
(comprese riunioni ufficiali e pianificazione delle attività) ed
attirano gli attivisti internazionali ad unirsi a noi.

Il successo è stato tale che persino i dirigenti di Hamas in
Cisgiordania hanno appoggiato la nostra partecipazione alla lotta
unitaria con i comitati popolari dei villaggi.

L'International Solidarity Movement (ISM) invece è stato un'iniziativa
palestinese.


ALB: Abbiamo visto dei manifesti come quello di "Donne Israeliane e
Palestinesi per la Pace". Si tratta di un'eccezione oppure vi è
proprio una tendenza all'unità che si sta espandendo anche in altri
settori sociali?

I: Gli anarchici non solo i soli in Israele a partecipare alla lotta
palestinese. Quel manifesto ne è una dimostrazione.


ALB: Cosa ne è della sinistra israeliana? C'è ancora qualcosa? Ci sono
molti anti-sionisti tra gli ebrei israeliani?

I: La cosiddetta "sinistra israeliana" costituiva soprattutto la parte
più realista del campo sionista e colonialista. Persino il Partito
Comunista Israeliano appoggiò la nascita di Israele nel 1948, seguendo
gli ordini di Stalin.

Parte della "sinistra israeliana" era composta semplicemente da
liberali o da socialdemocratici. La maggior parte erano però
socialisti nazionalisti che appoggiavano il progetto colonialista
sionista con un approccio "umanistico".

Non ci sono mai stati molti ebrei anti-sionisti in Palestina/Israele.
Persino gran parte degli ebrei ortodossi anti-sionisti in Palestina
divenne gradualmente favorevole all'occupazione ed agli insediamenti
coloniali a partire dalla guerra del 1967.

Ad ogni modo, oggi c'è un'area crescente di anti-parlamentarismo ed
anti-sionismo che viene vista come una sorta di Nuova Sinistra.


ALB: Quali sono i soggetti politici sul versante palestinese? Ci sono
alternative popolari a Mahmud Abbas (Abu Mazen, attuale presidente
della Palestina) o ad Hamas?

I: Ci sono alcuni piccoli movimenti ex-comunisti ed il nuovo movimento
indipendente intellettuale di Mustafa Barghuthi. Ci sono anche alcuni
che sono meno corrotti all'interno della seconda generazione di Fatah.


ALB: Che impatto ha avuto sulla società israeliana l'attacco alla Gaza
Flotilla? C'è stata qualche reazione?

I: La gente non si fa più illusioni sulla saggezza dei dirigenti
politico-militari. C'è pure qualcuno che ha aperto gli occhi dopo lo
scandalo internazionale.


ALB: Ci sono contatti tra anarchici israeliani ed altri anarchici del
mondo arabo/musulmano?

I: C'è un flusso sporadico di informazioni, ma è ancora troppo
pericoloso tenere contatti diretti.


ALB: Prima di congedarti ed augurarti buona fortuna, ci dici qualcosa
sulla repressione contro gli Anarchici Contro il Muro?

Il livello della democrazia israeliana è ancora alto per gli ebrei. Le
forze di Stato ci procurano un po' di guai, ma nessun militante
anarchico è stato finora ucciso, solo uno è stato gravemente ferito e
solo 3 sono finiti in carcere per un mese (per essersi rifiutati di
pagare la cauzione o di scontare la pena con un servizio per la
comunità in alternativa al carcere). Quando ci arrestano per aver
violato la legge, ci incriminano, ma in genere ci rilasciano nel giro
di poche ore e più raramente oltre le 30 ore.



Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano Su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall

Per altre informazioni:
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com
http://www.awalls.org

Originale in spagnolo:
http://www.alasbarricadas.org/noticias/?q=node/14777


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