(it) [Palestina-Israele] Anarchici Contro il Muro: reports del 09.08.10 e del 16.08.10 [en]

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Mer 8 Set 2010 09:01:23 CEST


Palestina-Israele, la lotta unitaria raggiunge il picco con le
manifestazioni di solidarietà con Sheikh Jarrah
09.08.10
Il primo "anniversario" dello sgombero dei palestinesi dal quartiere
di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est occupata è stato ricordato in circa
10 manifestazioni svoltesi in diverse località. Più di 2.000 persone
nella sola Israele - sia palestinesi che ebrei - a: Kufr Yasif, Haifa,
Gerusalemme ovest, Dahamash, Taybe, Nazaret, Wadi Ara, Gan Shmuel,
Ranana, Be'er Sheva e Tel Aviv. Le manifestazioni del weekend e le
attività negli altri giorni ci consegnano un ampio spettro della
sinistra israeliana. Gli anarchici contro il muro si sono uniti anche
alle altre lotte ad Al Araqeeb, Hebron sud ed alle manifestazioni di
solidarietà con Sheikh Jarrah, ma anche nelle lotte persistenti ed in
corso a Beit Jala, Beit Ummar, Bil'in, Hebron, Ma'sara, Nabi Salih,
Ni'ilin, Sheikh Jarrah, Wad Rahal e Walaja.
Al Araqeeb
Continua la lotta contro lo sgombero dei Beduini dal sud di Israele,
lotta di cui la demolizione della case è l'aspetto più importante. La
ricostruzione delle case e la loro demolizione da parte delle forze di
stato si susseguono sia ad Al Araqeeb che in altri villaggi.


Beit Jala

Beit Ummar - Sabato 7 agosto

Un gruppo di manifestanti di parecchie dozzine di palestinesi,
israeliani ed internazionali si è radunato al confine
dell'insediamento coloniale illegale di Karmi Zur, per chiedere di
mettere fine alla confisca dei terreni secondo la ONG israeliana Peace
Now, l'insediamento è stato costruito su 12 acri di terre private di
proprietà palestinese.

Una portavoce militare israeliana ha dichiarato che circa 40 persone
si sono diretti verso Karmi Tzur ed "hanno cercato di avvicinarsi"
all'insediamento per "dare inizio ad una provocazione". Ha aggiunto
che al gruppo è stata "presentata un'ordinanza militare" che dichiara
tutta l'area zona chiusa, di modo da rendere illegale la loro presenza
lì.

Quando i manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre, ha aggiunto la
portavoce, i soldati israeliani hanno risposto usando mezzi di
dispersione di disordini, quali tra gli altri gas lacrimogeni e
proiettili ricoperti di gomma. Ha aggiunto di "non essere a conoscenza
di scontri fisici" durante l'incidente.

Gli organizzatori del Comitato Popolare hanno detto invece che i
soldati sono arrivati sul posto quando i manifestanti erano ancora a
300 metri dal recinto dell'insediamento, dichiarando già lì che tutta
l'area era "zona militare chiusa".

Mohammad Awad, portavoce del progetto Solidarietà Palestina a Beit
Ummar ha detto che i soldati hanno usato "deliberatamente" la forza
contro i manifestanti e che hanno sparato un fitta serie di
lacrimogeni verso il corteo e verso i giornalisti".


Bil'in

Circa 35 israeliani e 25 internazionali si sono uniti alla
manifestazione settimanale a Bil'in contro il furto della terra,
contro gli arresti dei giovani del villaggio e contro l'occupazione in
generale. Il corteo era aperto da un'ampia delegazione di uomini e
donne del Partito del Popolo Palestinese provenienti da tutta la
Cisgiordania. I manifestanti hanno marciato verso il muro, ma sono
stati bloccati sulla strada da soldati israeliani armati di mezzi di
controllo delle folle. I manifestanti si sono fermati pacificamente,
cantando e scandendo slogan a stretto contatto con i soldati. Quando
la gioventù locale ha voluto costringere i soldati a retrocedere per
poter arrivare al muro ed alle terre palestinesi, gli esponenti del
PPP hanno sollevato forti obiezioni ed hanno intimato ai giovani di
aspettare. Fino a quando i soldati hanno iniziato a sparare
lacrimogeni ed è iniziato lo scambio pietre contro le granate
assordanti più lacrimogeni. I
 manifestanti hanno dovuto ritirarsi tra le nuvole di gas. I giovani
hanno proseguito nei loro sforzi, mentre le armi dell'esercito
incendiavano alcuni arbusti tra gli ulivi, già bruciacchiati nelle
precedenti manifestazioni.

Video di Haitham Al Katib: http://www.youtube.com/watch?v=Ho8KdxTOJkk


Hebron (Al-Khalil), Sabato 7 agosto

Continua lo sgombero graduale di palestinesi da alcune parti di Hebron
per lasciarle ai coloni, ma continua anche la lotta unitaria.


Ma'sara

Circa 60 persone hanno manifestato ad Al Ma'sara venerdì 6 agosto, di
cui metà erano attivisti internazionali in missione di solidarietà con
la lotta dei locali. Esponenti del Comitato Popolare hanno dato il
benvenuto agli attivisti internazionali ed in particolare alla
delegazione giapponese, esprimendo solidarietà per l'anniversario
della distruzione e della morte portata dalle bombe atomiche su
Hiroshima e Nagasaki, con qualche parallelo con le sofferenze
palestinesi di oggi.

Due delegazioni di organizzazioni per la pace e per la giustizia dal
Canada e dalla Francia hanno pure preso parte alla manifestazione che
come altre volte puntava a raggiungere le terre confiscate dalle forze
di occupazione militare per darle agli insediamenti coloniali
illegali. I manifestanti palestinesi ed i sostenitori internazionali
si sono visti recapitare da 4 soldati un'ordinanza militare di
deterrenza che dichiarava tutta l'area zona militare chiusa. Ma
scandendo slogano come "Palestina libera" e come "Il Muro che sta su
deve andare giù", i manifestanti hanno proseguito senza stare a
sentire i soldati per fermarsi solo quando non è stato più possibile
fisicamente andare avanti a causa della presenza di un blocco stradale
di tre jeep militari.

I manifestanti allora si sono seduti in massa per terra davanti alle
forze di occupazione. Ai comizi di esponenti del Comitato Popolare
sono seguiti slogan unitari da parte di tutti, chiedendo pace,
giustizia, accesso alle terre e la fine dell'apartheid israeliana. Gli
esponenti delle delegazioni canadese e francese hanno anche cantato
canzoni nazionali della resistenza. La manifestazione si è conclusa
pacificamente senza cariche da parte delle forze di occupazione
israeliane.

Foto: http://www.awalls.org/files/images/M.preview.jpg


Nabi Salih

An Nabi Salih: venerdì 6 agosto, circa 100 Palestinesi, Israeliani ed
internazionali hanno preso parte alla manifestazione settimanale
non-violenta contro l'insediamento illegale di Halamish sorto sulle
terre derubate al villaggio e che vuole controllare le fonti d'acqua.
Senza preoccuparsi del divieto di sparare lacrimogeni ad altezza
d'uomo, cosa che ha provocato molte vittime nel villaggio fino alla
scorsa settimana come nel caso di una attivista internazionale, le
forze di occupazione israeliane hanno proseguito ad usare questi
metodi nel tentativo di reprimere le proteste pacifiche.

In risposta alle pietre lanciate simbolicamente dai bambini contro le
jeep militari, è iniziata una pioggia di lanci direttamente contro i
bambini e sul villaggio, provocando un incendio nel giardino di una
casa. Visto il rifiuto dei soldati di usare gli estintori in loro
dotazione mentre ispezionavano il luogo, gli attivisti internazionali,
israeliani e palestinesi hanno tutti insieme collaborato allo
spegnimento del fuoco riempiendo d'acqua bottiglie e secchi d'acqua
dalle case vicine.

Nel frattempo i soldati israeliani sono entrati con la forza in una di
queste case, dove donne e bambini stavano procurando l'acqua
necessaria a spegnere il fuoco. Parecchi attivisti internazionali e
palestinesi si sono precipitati nella casa per proteggere i residenti
dall'aggressione dei soldati. A questo punto un soldato ha attaccato
un attivista danese che ha sbattuto violentemente la testa contro un
muro. Ha fatto la sua comparsa un estintore e l'incendio è stato
spento nel giro di 2 ore. Ma i militari hanno continuato a sparare
lacrimogeni sui bambini per tutto il tempo, aggiungendovi poi anche
proiettili ricoperti di gomma e granate assordanti.

Nonostante questo uso sproporzionato della violenza da parte
dell'esercito israeliano per reprimere la manifestazione, la protesta
è proseguita per parecchie ore, con la maggioranza dei manifestanti -
compresi una ventina di bambini - fermi davanti ai soldati cantando,
scandendo slogan e facendo segni pacifisti.

Per tutta risposta a queste azioni pacifiche, due manifestanti (un
italiano ed un israeliano) sono stati presi con la forza dai soldati e
detenuti per oltre 5 ore nella base militare dell'insediamento di
Halamish senza alcuna ragione. I due stavano si sono solo messi
davanti ai soldati che cercavano di arrestare un palestinese, sempre
senza nessuna ragione.

La protesta ad An Nabi Salih ha avuto inizio dal mese di gennaio 2010,
dopo I ripetuti tentativi di furto delle terre del villaggio da parte
del vicino insediamento israeliano e nonostante la sentenza del
tribunale israeliano del dicembre 2009 che assegnava i diritti di
proprietà sulle terre ai residenti di An Nabi Saleh. La terra rubata
al villaggio si trova ora dall'altra parte della superstrada 465 ed è
sotto il controllo dell'insediamento illegale di Halamish che si va
espandendo e colonizza la terra palestinese fin dal 1977.

http://www.youtube.com/v/1IFcLTOq8S8


Ni'ilin

La protesta nel villaggio di Ni'ilin di venerdì 6 agosto piangeva la
perdita di Yousef Amireh, ucciso 2 anni fa da un soldato israeliano
che gli sparò alla testa un proiettile di acciaio ricoperto di gomma.
Era il 4 agosto del 2008.

Amireh di soli 17 anni stava manifestando contro l'uccisione di un
altro ragazzo di Ni'ilin - Ahmed Mousa di soli 10 anni - ucciso
dall'esercito israeliano due giorni prima di Amireh, e la cui morte è
stata ricordata nella protesta di Ni'lin della settimana scorsa.

La manifestazione per commemorare questo doloroso anniversario, dopo 6
ore di lutto nel villaggio, era partecipata da attivisti
internazionali ed israeliani insieme ai palestinesi. I manifestanti
hanno marciato verso il Muro dell'Apartheid, con le foto dei due
ragazzi, mentre si cantavano slogan in ricordo dei due bambini
innocenti uccisi dai soldati. C'era uno striscione con scritto: "Noi
non ti dimenticheremo mai, Yousef, resterai per sempre nei nostri
cuori", appelli per la distruzione del muro ed un manifestante armato
di martello a voler simbolicamente abbattere parte del muro. I soldati
israeliani hanno iniziato a sparare lacrimogeni sulla folla e 5
manifestanti hanno sofferto per le inalazioni di gas tossico.
Fortunatamente nessuno è stato ferito e nessuno è stato arrestato,
nonostante l'avanzata dell'esercito verso il villaggio a forza di
lacrimogeni e di caccia all'uomo nel tentativo di arrestare qualcuno.

Il percorso del muro a Ni'ilin è stato dichiarato illegale da una
sentenza dell'Alta corte Suprema di Israele e tutto il muro è stato
dichiarato illegale da una sentenza della Corte Internazionale di
Giustizia. Il muro serve ad annettere migliaia di ettari di terra
palestinese ai vicini insediamenti illegali israeliani, come quello di
Modi'in Illit. Dopo l'uccisione di Mousa ed Amireh, ci sono stati
altri tre residenti di Ni'ilin uccisi dall'esercito israeliano, e
l'attivista americano Tristan Anderson venne ferito alla testa da una
granata di lacrimogeno ad alta velocità il 13 marzo 2009.

Nel secondo anniversario della morte del figlio, la madre di Yousef ha
detto che l'intero villaggio non smetterà di lottare contro il muro
dell'Apartheid. I fratelli di Yousef hanno detto che non si
arrenderanno mai e che renderanno sempre onore al loro fratello Yousef
morto per Ni'ilin libera e in pace. Saeed Amireh di Ni'ilin ha detto:
"Per ognuno di noi che resta ucciso, migliaia si solleveranno e si
rifiuteranno di arrendersi alle forze disumane che portano insulto
alla vita, cercano di negarci la pace ed un'esistenza dignitosa. A
nessuna persona su questo pianeta dovrebbero essere negate la libertà,
la pace e la dignità. Per questo noi ci solleveremo ancora a lottare."

Video di Venerdì 06.08.10 su Ni'ilin e An Nabi Salih su
http://www.youtube.com/watch?v=bbgJb6-E5vY


Wad Rahal

Mercoledì 04.08.10 circa 40 attivisti Palestinesi, internazionali ed
israeliani si sono uniti ad Abu Lutfi per lavorare la sua terra a cui
l'accesso gli è negato dai coloni e dalle forze di Stato israeliane.

Dopo aver ripulito la terra dagli ostacoli, il trattore ha dissodato
le zolle ed i partecipanti se ne stavano tornando a casa quando sono
giunti i coloni ed i soldati con accuse pretestuose. Un attivista
israeliano ha accompagnato un abitante del villaggio respingendo ogni
accusa. I coloni ed i soldati hanno dovuto andarsene con riluttanza e
senza riuscire ad arrestare nessuno.


Sheikh Jarrah

Cari tutti,
E' passato un anno dallo sgombero ed espulsione delle famiglie Ghawi
ed Hanoun dalle loro case. Un anno in cui abbiamo lottato insieme, non
solo per solidarietà con le famiglie, ma anche per il futuro di noi
tutti: contro il tentativo di seppellire ogni possibilità per una
soluzione giusta per i nostri popoli; contro l'ingiustizia e
l'oppressione, che ormai sono parte integrante della realtà che vivono
in tanti; e contro questa tendenza anti-democratica che si sta
impossessando della società israeliana.

Oltre 1.000 uomini e donne hanno marciato nella Giornata della
Solidarietà a Tel Aviv ieri, in una delle giornate più calde
dell'anno. Allo stesso tempo, Arabi ed Ebrei hanno fatto dei presidi
in oltre 10 località del paese: a Kufr Yasif, Haifa, Gerusalemme
Ovest, Bil'in, Dahamash, Taybe, Nazaret, Wadi Ara, Gan Shmuel, Ranana
e Be'er Sheva.

Alla fine della manifestazione d Tel Aviv e dei numerosi presidi, a
centinaia si sono radunati per la manifestazione principale a Sheikh
Jarrah, dove i rappresentanti dei residenti e degli attivisti hanno
tenuto dei comizi.

La Giornata della Solidarietà è visibile su
http://www.youtube.com/watch?v=lEEckakgeJ4 ed in queste diapositive su
http://www.flickr.com/photos/justjerusalem/sets/72157624542410935/show/
che documentano la maggior parte delle manifestazioni fatte.

La Giornata della Solidarietà è un'altra pietra miliare nella lunga
strada che dobbiamo fare insieme ed una nuova tappa nella lotta.
Abbiamo dimostrato che la solidarietà creata a Sheikh Jarrah non si
ferma alla sola Gerusalemme, così come l'ingiustizia contro cui stiamo
combattendo non sta solo in un singolo quartiere. Ciò che era iniziato
come una protesta locale contro l'ingiustizia si è trasformato in un
fronte di lotta per una società giusta, contro l'occupazione, contro
il malaffare, contro le discriminazioni e per l'uguaglianza.

Abbiamo molta strada da fare ancora, ma le difficoltà e le asperità
intorno a noi non ci impediranno di proseguire la lotta, sapendo che
insieme e con la solidarietà, noi vinceremo.

Intanto date un'occhiata alla copertura dei media:
Report in inglese di Ynet:
http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3931313,00.html, report in
Arabo http://www.panet.co.il/online/articles/1/2/S-320547,1,2.html e
un altro report in arabo, http://www.alarab.net/Article/0000319805

Vogliamo ringraziare uno per uno ogni residente di Sheikh Jarrah ed
ogni attivista, per la persistenza, l'energia e l'ottimismo profusi in
questo anno di lotta. Ma anche per la cooperazione tra arabi ed ebrei
e per aver instillato la speranza di un futuro migliore in questa
terra.

Durante il mese del Ramadan i presidi del venerdì non avranno luogo e
le iniziative nel quartiere di faranno di sabato sera. Calendario a
presto.

vostri
Attivisti per la Solidarietà di Sheikh Jarrah

www.en.justjlm.org


Walaja

"Oggi (mercoledì 04.08.10) è stato scritto un altro onorevole e
doloroso capitolo nella lotta del villaggio di Al-Walaja. I soldati
dell'Apartheid hanno attaccato bambini ed adulti che protestavano
pacificamente, ne hanno feriti molti ed hanno arrestato 6 palestinesi.
Per oltre 1 ora e mezza è stata fermata la distruzione della bella ed
antica terra del villaggio. Sono rimasto profondamente toccata dal
coraggio di Omar e dei suoi 2 figli, uno dei quali è stato colpito
alla testa col calcio del fucile da un soldato.
Guardate questo video per provare la stessa rabbia ed apprezzare il
coraggio degli abitanti del villaggio.

http://www.youtube.com/watch?v=5K_-gpgTy_8

Occorre supporto al villaggio, specialmente per chiedere la
liberazione degli arrestati.

6 Palestinesi ed anche 9 Israeliani."


"Siamo stati tutti accusati, tutti giudicati, tutti insieme seduti
dalla mattina alla sera nelle stazioni di polizia. La sola differenza
è che 5 su 15 arrestati (tutti Israeliani) hanno avuto condanne più
severe perchè recidivi. 180 giorni lontani dal muro di Walaja. G. "

**********************

Palestina-Israele, la lotta unitaria non è più una "novità" e si
espande in altre località

16.08.10

Sette anni di lotta unitaria persistente e dilagante da parte degli
attivisti di base della comunità palestinese e degli israeliani di
Anarchici Contro il Muro, hanno cambiato la percezione dei media
palestinesi ed israeliani da ciò che appariva una sorta di curioso
fenomeno ad un fatto ovvio. A ciò si deve il coinvolgimento della
sinistra radicale israeliana, troppo tiepida quando gli anarchici
contro il muro iniziarono, ed ora assai presente con l'espandersi e
l'intensificarsi della lotte. Lo Stato israeliano, che in passato ha
tanto investito nel reprimere la lotta unitaria, appare rassegnato -
ed ancor di più dopo lo scandalo della flotilla di Gaza che ha
aumentato enormemente gli arrivi degli attivisti internazionali per
partecipare alle lotte unitarie.


Al-Araqeeb

Crescono le possibilità di altre demolizioni di case a Al-Araqeeb. Il
10 agosto, alle 05:00 del mattino, le forze di Stato israeliane hanno
distrutto il villaggio per la terza volta.

Video della distruzione di Al-Araqeeb nel Negev:
http://www.youtube.com/watch?v=d2bCIspDbHs
http://www.youtube.com/watch?v=FJJVWmBcDjU
http://www.youtube.com/watch?v=xzpKvEjQEMY
http://www.youtube.com/watch?v=Rud19ytcPS8

Manifestazione e demolizione del 09/10.08.10:
http://regardeavue.com/israel-demolition-du-village-bedouin-al-arakib/

"Siamo tutti Al-Araqeeb

Mentre lo Sheikh Sayah e due dei suoi figli sono in attesa
dell'udienza al tribunale di Be'er Sheva per l'appello contro la
richiesta del governo di negare loro l'accesso al loro villaggio di
Al-Araqeeb.

Il comitato del villaggio di Al-Araqeeb e le organizzazioni che si
battono per il riconoscimento e la giustizia indicono una
manifestazione di protesta contro le ripetute demolizioni delle case -
siamo già alla terza volta - del villaggio beduino non riconosciuto di
Al-Araqeeb.

Lunedì 16 agosto 2010 alle 17.00 all'incrocio tra Lehavim/ Rahat

Fermare le politiche di demolizione ed espulsione!
Dare il via al riconoscimento dei villaggi e dei diritti alla terra!
Far partire le politiche di giustizia ed uguaglianza!"


Bil'in

Una ventina di israeliani di Anarchici Contro il Muro si sono uniti a
4 internazionali, alla gente del villaggio e ad un contingente da
Ramalla per la manifestazione del venerdì. Nonostante l'estate ed il
periodo di Ramadan, il corteo era vivo come sempre.

I cambiamenti nella strategia di repressione si sono visti a Bil'in
con le strade lasciate libere, nessun manifestante arrestato in giro
anche se non obbediva all'ordinanza di zona militare chiusa. I soldati
si sono limitati a bloccare la strada che porta al cancello del muro
ad una distanza di 100 metri. Moderato persino il consueto uso di gas
lacrimogeni.


Hebron/Al-Khalil

Il 10 agosto l'esercito israeliano ha sgomberato con la forza i
proprietari di tre negozi davanti Bab Al-Baladiyah a Hebron,
sigillando le porte dei negozi di modo che i proprietari non potessero
più aprire. L'unica ragione concepibile per queste chiusure è una
rappresaglia per la protesta non-violenta al 100% che il gruppo dei
Giovani contro gli insediamenti tiene ogni settimana di fronte a Bab
Al-Balidiyah per protestare contro le condizioni di apartheid imposte
a Hebron dall'esercito israeliano.

Parecchi attivisti sono stati arrestati per essersi rifiutati di
spostarsi dai negozi, e due di loro, Badia Dwaik e Tamer Al-Atrash,
sono stati tenuti per 3 giorni in un carcere militare. La Gioventù
Contro gli Insediamenti chiede aiuto e sostegno economico.

http://www.youthagainstsettlements.org/

Sabato 14 agosto, dopo una settimana di misure punitive collettive a
seguito della manifestazione di sabato scorso, vi è stata un'altra
aggressione militare al corteo. Questa volta le porte di Shuhada
Street sono state chiuse ad ogni movimento di civili. Di conseguenza
il blocco dei manifestanti è risultato più efficace, tra canti, slogan
e rulli di tamburi davanti ai soldati. Dopo alcuni minuti l'esercito
ha dichiarato illegale la manifestazione ed ha minacciato arresti, per
poi lanciarsi all'attacco dei manifestanti non-violenti arrestando 2
israeliani e 3 internazionali. Uno degli internazionali è rimasto
dentro per una notte con l'accusa di aggressione e gli altri sono
stati rilasciati dopo poche ore con 15 giorni di restrizioni.

5 arrestati a Hebron Sabato 14 agosto - 2 Israeliani e 3
internazionali accusati di raduno illegale, aggressione ad un
poliziotto nelle sue funzioni, e per gli israeliani un'accusa pure di
presunta violazione di accesso all'area A. I manifestanti dicono che
settimana dopo settimana si inaspriscono le misure contro di loro con
limitazioni alla libertà di movimento ed uso di violenze fisiche.

Ore 22:00 - "4 di noi sono stati rilasciati con 15 giorni di
interdizione dalla zona di Hebron. Solo un ragazzo internazionale è
ancora dentro con l'accusa di aggressione ad un soldato."


Ma'sara

A causa del grande caldo e dell'inizio del Ramadan, la manifestazione
settimanale di Ma'sara è stata partecipata da solo 13 palestinesi più
2 israeliani. A cui però si sono uniti più di 60 attivisti
internazionali.

I manifestanti hanno marciato dal centro del villaggio verso le terre
confiscate al di là del muro, fino ad incontrare i soldati che
bloccavano la strada. Hanno dichiarato tutta l'area zona militare
chiusa ed i manifestanti hanno risposto che invece era zona
palestinese liberata. Dopo 20 minuti di comizi e slogan, i soldati
hanno caricato con granate assordanti costringendo i manifestanti a
fare un passo indietro. Poi i soldati hanno preso le jeep e se ne sono
andati, lasciando proseguire la manifestazione che conseguiva così una
piccola vittoria. Manifestazione finita e ritorno al villaggio.


An-Nabi Salih

Nella manifestazione di venerdì 13 agosto, i soldati hanno fatto uso
di lacrimogeni sparando direttamente sui manifestanti per poi
inseguirli fino al villaggio, come dice Mohamed Al Tamimi, un
organizzatore locale.

Video di venerdì 13 agosto su http://www.youtube.com/watch?v=Os6NFS03mas


Ni'ilin

A Ni'ilin, venerdì 13 agosto, i manifestanti hanno raggiunto il
cancello del muro prima che i soldati attaccassero con lacrimogeni e
bombe assordanti. In base a fonti locali, le truppe hanno picchiato
alcuni manifestanti dopo averli inseguiti fino al villaggio.
I soldati hanno inseguito i manifestanti e lanciato su di loro
lacrimogeni. Sono iniziati gli scontri, dato che i manifestanti hanno
risposto alla violenza dell'esercito lanciando pietre.


Sheikh Jarrah

A causa dell'inizio del Ramadan, ed al fine di evitare ai manifestanti
la sofferenza della calura pomeridiana, la manifestazione di protesta
a Sheikh Jarrah ed i presidi di solidarietà si faranno di sabato sera
per tutto il mese prossimo!

Veglia di protesta a Sheikh Jarrah
Sabato 14 agosto alle 20:30, in Ben Affan street
info: justjerusalem a gmail.com


Tel Aviv

Manifestazione contro la deportazione di 400 bambini figli di
lavoratori stranieri e delle loro famiglie...
Sabato 14 agosto alle 17, raduno tra viale Rothschild e Mazeh street
con corteo in direzione Ben-Zion blvd. e Gan Meir.

I media hanno parlato di 2.000 manifestanti.


Wad Rahal

Giovedì 12 agosto alle 16.30 iniziativa di aiuto per lavori agricoli
nel villaggio.


Walaja

"Il villaggio di al-Walaja - a sud di Gerusalemme/Nord di Betlemme -
sta vivendo un momento di picco della sua lotta contro la barriera
della separazione.
http://www.kibush.co.il/show_file.asp?num=41469
(...)

venerdì 13 agosto, ore 13

100 persone compresi abitanti del villaggio di tutte le età si sono
radunati nel villaggio alle 13:00 e dopo la fine della preghiera di
mezzogiorno hanno marciato verso il muro di cemento, costruito 2
settimane fa a 5 metri dalle case del villaggio, al ritmo di una
consistente band di percussioni che accompagnava slogan come "1-2-3-4
occupazione 5-6-7-8 basta al furto basta all'odio", "Il muro cadrà",
etc. Il corteo si è mosso lungo il muro in direzione dell'ingresso del
villaggio. Dall'altra parte della strada il cancello dell'insediamento
di Har-Gilo e 40 soldati tra le due linee. Il corteo si è fermato a 70
metri dall'insediamento e dai soldati, proseguendo con slogan e
tamburi. Dopo 15 minuti un ufficiale si è avvicinato per chiedere che
il corteo si disperdesse e poi ha arrestato Ali, un organizzatore del
villaggio che stava facendo speakeraggio, i soldati hanno iniziato a
sparare bombe assordanti in mezzo alla folla e lacrimogeni intorno a
 tutto il villaggio e nelle case, i bambini - che sempre più spesso
parlano del terrore che hanno verso l'esercito - correvano in preda al
panico per i ricordi traumatici e per le brutte storie vissute che
ritornano in mente.

I soldati hanno iniziato a spingere la folla in modo aggressivo e
quando alcune persone hanno reagito è scoppiato il parapiglia: i
soldati hanno iniziato a menare calci ed hanno inseguito un uomo fino
a casa sua tirandogli addosso un grosso masso per fermarlo.

Hanno circondato la casa senza far passare nessuno, hanno allontanato
aggressivamente i familiari ed hanno preso il giovane per
identificarlo ed accusarlo di aggressione ai soldati.

I soldati hanno continuato a sparare bombe assordanti e lacrimogeni
anche dopo che la folla si era dispersa, entrando nel villaggio per
un'ora. In nessun momento ci è stata una reazione violenta nè lancio
di pietre da parte dei manifestanti.

Video qui: http://www.youtube.com/watch?v=TnxkUD9LGJo
Foto (le ultime 6):
http://www.flickr.com/photos/activestills/sets/72157602013963483/with/1453329309/

Due palestinesi violentemente arrestati, uno di loro in casa durante
una manifestazione non-violenta ad al-Walaja sotto il lancio di
granate assordanti, lacrimogeni e violenze fisiche da parte dei
soldati, compreso il lancio di rocce. I due sono stati rilasciati alle
19:00 senza restrizioni.

Video di Nissim Mossek http://www.youtube.com/watch?v=IU8S0wYcS8A


Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall


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