(it) Comidad, le news del 2 settembre 2010

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Ven 3 Set 2010 09:16:15 CEST


NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce “Commentario” e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
L’ALLEANZA TRA IMPRESE E SERVIZI SEGRETI DIVENTA UFFICIALE
Una notizia di fine luglio, che ha avuto un rilievo molto limitato sui
media, riguardava il patto di collaborazione tra il servizio segreto
di sicurezza interna, l’AISI (ex SISDE), e la Confindustria per la
tutela del know-how di piccole e medie imprese dotate di un
particolare patrimonio tecnologico. Secondo il pretesto ufficiale,
l’AISI si dovrebbe incaricare di attuare una mappatura di tutte le
imprese da mettere sotto protezione nei confronti dello spionaggio
industriale. La notizia appare un'enormità, dato che la Confindustria
è un'organizzazione privata e di categoria. Figuriamoci che polemica
scoppierebbe se la CGIL, o anche un partito politico, potessero
intrattenere ufficialmente rapporti diretti con i servizi segreti.
(http://www.oipamagazine.eu/categoria1060/Imprese/Tecnologia-e-Business/aisi--confindustria-piano-per-la-tutela-delle-imprese-strategiche-italiane.html)

La spiegazione dell'arcano ce l'ha fornita un solito noto, Giuliano
Amato, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo
Craxi, varie volte ministro del Tesoro, poi due volte Presidente del
Consiglio, infine ministro degli Interni dell'ultimo governo Prodi;
attualmente Amato è megadirigente (senior advisor) della Deutsche
Bank, ed ora è stato nominato responsabile anche delle celebrazioni
ufficiali per i centocinquanta anni dell'Unità d'Italia (forse proprio
perche è della Deutsche Bank). Giuliano Amato, sempre alla fine di
luglio, su un articolo pubblicato da “Il Sole-24 ore”, rivendicava a
se stesso la paternità e la teorizzazione di questo tipo di “strana
accoppiata”tra imprese e servizi segreti.

(http://sottoosservazione.wordpress.com/2010/07/26/imprese-e-agenti-segreti-quella-strana-accoppiata/)

Giuliano Amato ha attuato questa rivendicazione nei soliti toni
ipocritamente umili e dimessi che gli sono propri, dato che si è
limitato ad attribuirne il “merito” al governo Prodi, promotore della
legge 124/2007. Questa legge tratta dei servizi segreti e del segreto
di Stato e, all'articolo 6 comma 2 ed all'articolo 13 comma 1, estende
di fatto alla sfera imprenditoriale privata la tutela di quel segreto
e di quella protezione, in nome delle generiche categorie degli
"interessi dell'Italia" e della "pubblica utilità".  L'articolo 261
del Codice Penale punisce la violazione del segreto di Stato con una
pena non inferiore a cinque anni, quindi si tratta di un bel messaggio
lanciato a chi pensi di disturbare gli interessi privati. La Legge
124/2007 è reperibile sul sito del Parlamento italiano.

(http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:-F_3ViPJRKoJ:www.camera.it/parlam/leggi/07124l.htm+legge+124/2007&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it&lr=lang_fa%7Clang_it
)

Dato che era per l’appunto Amato il ministro degli Interni di quel
governo, la legge in oggetto può ritenersi una sua creatura, come del
resto tante altre creature, in particolare l'Antitrust ed il Trattato
di Lisbona.  Ora Amato sta progettando anche un "Fondo Monetario
Europeo", cioè un FMI in versione europea, che possa sottrarre ai
governi nazionali anche la sovranità fiscale, oltre a quella
monetaria.

A prima vista questa legge appare un nonsenso, dato che niente ha mai
impedito ai governi di individuare dei settori economici strategici e
di metterli sotto protezione dei servizi segreti. Il fatto nuovo, e
inusitato, è che un governo non solo tolleri, ma addirittura promuova
una diretta collaborazione tra interessi privati e servizi segreti,
senza imporre la mediazione propria o di altri organi istituzionali,
al massimo riservandosi il solito "controllo" a posteriori. Tutto ciò
avviene in nome della "tutela dell’interesse nazionale" (un ombrello
buono per ogni circostanza). La 124/2007 costituisce di fatto la
legalizzazione e la ufficializzazione di rapporti tra servizi segreti
e affari; rapporti che, con tutta evidenza, non sono nati alla fine
del luglio di quest’anno, e neppure nel 2007, ma si verificavano da
molto prima, o da sempre.

Se ad un magistrato dovesse risultare che esponenti della
Confindustria e personale dei servizi segreti hanno avuto una serie di
contatti, questi non dovranno più offrirne spiegazioni imbarazzate, ma
potranno avvalersi di una legge che consente e incoraggia queste
pratiche. Ciò potrebbe costituire un ottimo alibi anche per Tronchetti
Provera e per la vicenda dello scandalo intercettazioni della sua
Telecom; quindi potrebbe anche non essere un caso che questa legge sia
stata varata proprio l'anno dopo dell'avvio dell'inchiesta giudiziaria
a riguardo. Non si tratterebbe comunque di una legge ad personam per
Tronchetti Provera, ma solo di uno scudo protettivo e preventivo per
altri affaristi privati che dovessero trovarsi nelle sue condizioni.
Alla Confindustria -un'associazione privata e di categoria - viene
perciò assegnato una sorta di ruolo istituzionale.

Risulta ovvio che questa copertura del segreto di Stato nei confronti
dei rapporti impresa-servizi segreti serve a coprire anche altri tipi
di comportamento, che vanno oltre il controspionaggio, e persino ben
oltre lo spionaggio. In altre parole, cosa rimane della “libera
concorrenza”, una volta che imprenditori e agenti segreti possono
intrattenere degli stabili rapporti affaristici? Cosa potrebbe
trattenere gli affaristi dall’uso di mezzi illegali, dato che ci
sarebbe sempre il segreto di Stato a coprire tutto? Cosa impedisce di
“creare” letteralmente dal nulla delle figure di "imprenditore" o di
“manager”, per imporle al divismo dei media ed alla leadership delle
imprese?

La domande sono ingenue, dato che lo stesso Amato, nel suo articolo,
ci fa capire che questo tipo di relazioni tra affaristi e polizie
segrete c’è sempre stato, ed il problema non era certo quello di
impedirlo, ma di tutelarlo, attraverso il segreto di Stato, dalle
denunce pubbliche e da eventuali indagini giudiziarie di magistrati
non controllati dai servizi segreti.

I media etichettano come “teorico della cospirazione”, e come
paranoico, qualsiasi semplice cittadino che si permetta di dubitare
dell'esistenza del dio Mercato e del suo potere esclusivo sulle
vicende affaristiche. Meno male che ci sono i potenti ed i
privilegiati come Amato che possono liberamente discutere di tutto
sulle colonne de “Il Sole-24 ore”, così anche i comuni mortali possono
origliare qualcosa.

Certo, uno come Amato deve saperne parecchio di rapporti tra affari e
servizi segreti e, forse, quando e se ne avrà voglia, ci spiegherà
anche come ha fatto uno come lui a passare dal Partito Socialista alla
dirigenza di una delle più grandi banche del mondo.

2 settembre 2010


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