(it) Palestina-Israele, sale la lotta unitaria senza farsi intimidire dalla repressione statale [en]

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Ven 26 Mar 2010 09:15:23 CET


Palestina-Israele, sale la lotta unitaria senza farsi intimidire dalla
repressione statale [en]
22.03.10 - In aggiunta a Bil'in, Ni'ilin, and Ma'sara, e da poco a
Nabi Salih e Sheikh Jarrah, ora abbiamo Beit Jala, Budrus e Beit Ummar
che anni fa sono stati villaggi molto combattivi. Oltre a queste lotte
unitarie a cui gli Anarchici Contro il Muro hanno partecipato, ci sono
state altre località di conflitto con la presenza degli internazionali
o solo con i palestinesi. Pare che a causa delle proteste dei media
(pubblici), le forze di stato hanno evitato di impedirci di
raggiungere Bil'in, ed hanno insolitamente evitato lo scontro con i
giovani lanciatori di pietre.
BEIT JALA
Domenica la manifestazione a Beit Jala si è tenuta all'indomani della
morte per mano delle forze israeliane di 2 giovani a Iraq Burin
durante una manifestazione contro le colonie e l'occupazione.
Ricorreva anche il 7° anniversario della morte di Rachel Corrie a Gaza
a causa di un bulldozer dell'esercito di occupazione israeliano.

Circa 50 palestinesi insieme ai sostenitori internazionali ed
israeliani hanno marciato per la strada che porta al cantiere del muro
dell'apartheid a Beit Jala. Solo poche decine di metri e poi siamo
stati stoppati da una ventina di soldati e di un filo spinato più
largo del solito. Slogan e discorsi in Arabo, inglese ed ebraico, a
rivendicare per i palestinesi il diritto di potersi muovere sulle loto
terre e per incitare i soldati a rifiutarsi di stare in un esercito di
occupazione e di oppressione. Nonostante la manifestazione fosse
pacifica, i soldati ed i loro ufficiali si sono fatti prendere
dall'ansia ed hanno minacciato l'uso della violenza. I manifestanti si
sono allora seduti per terra per allentare la tensione dei soldati.
Poco dopo la manifestazione è finita pacificamente ed i manifestanti
si sono ritirati senza conseguenze.

Nonostante gli si fosse detto di evitare tale gesto, alcuni ragazzini
hanno lanciato pietre contro i soldati, i quali hanno poi sparato
lacrimogeni sui manifestanti già lontani, avvolgendo il villaggio nel
gas. Gli scontri non si sono ripetuti poiché la polizia palestinese
nella zona ha bloccato la gente che voleva entrare in strada.

Foto: http://www.indybay.org/newsitems/2010/03/21/18642338.php
Oppure: http://www.flickr.com/photos/activestills/4451072128/in/set-72157623571453356/


BEIT UMMAR

Video della manifestazione del 13.03.10
http://www.youtube.com/watch?v=lIYG71GwH_8

Beit Ummar - Marcia in solidarietà con Gerusalemme
Report del Progetto Solidarietà Palestina

Alle 13:25 di venerdì 8 jeep militari con personale a bordo hanno
invaso Beit Ummar in forze sparando decine di raffiche di proiettili
di acciaio ricoperti di gomme, granate assordanti ed almeno 40
lacrimogeni. La gioventù del posto ha costretto l'esercito e la
polizia di confine a ritirarsi alla periferia della città con un
lancio costante di pietre.

In una serie coordinata di proteste non-violente in tutta la
Cisgiordania migliaia di palestinesi hanno pacificamente protestato
oggi contro le restrizioni imposte da Israele per l'accesso alla
moschea di Al Aqsa a Gerusalemme, provvedimento che fa parte
dell'attacco contro i palestinesi di Gerusalemme iniziato con
l'annuncio del governo di voler costruire 1.500 nuove unità abitative
a Gerusalemme Est.

A Beit Ummar oltre 100 residenti hanno marciato per la strada
principale dopo la preghiera di mezzogiorno per dimostrare la forza
della disapprovazione verso le incessanti violazioni della libertà di
movimento e di culto. Contro di loro 8 veicoli militari con 35 soldati
armati di tutto punto che hanno cercato di disperdere la protesta
usando granate assordanti e lacrimogeni. Molti giovani hanno iniziato
a lanciare pietre contro i veicoli e l'esercito ha risposto inviando 2
squadroni di soldati verso il centro del villaggio, irrompendo nelle
case metro dopo metro. Protetti dai veicoli, altri soldati sparavano
lacrimogeni e proiettili di acciaio ricoperti di gomma verso i
giovani. Dopo una parecchie ore i soldati si sono ritirati verso la
torre dell'orologio alle porte della città, sempre sparando proiettili
ricoperti di gomma e lacrimogeni lungo il percorso. La situazione è
rimasta tesa fino a notte con tre veicoli militari che stazionavano
 all'ingresso del villaggio e tanti giovani radunatisi per difendersi
contro un'altra invasione.


BILIN

Venerdì 19.03.10 - Preoccupati del tentativo di vietare le
manifestazioni in seguito ad avvisi di zona militare chiusa, almeno 50
israeliani ed oltre 25 internazionali si sono uniti ai palestinesi del
posto per la manifestazione settimanale contro l'apartheid e gli
espropri terrieri a Bil'in. Nonostante il fatto che tali avvisi non
sono nuovi e che in passato siano stati dichiarati illegali dai
tribunali israeliani se hanno lo scopo di impedire le manifestazioni,
la grande pubblicità fatta dall'esercito a questi divieti aveva fatto
supporre che fossero pronti arresti di massa. Per trovarne la
conferma, i manifestanti hanno marciato verso il muro cantando e
scandendo slogan e giunti lì hanno rimosso il cartello di zona
militare chiusa, scuotendo il cancello fino a farlo saltare dai
cardini. Sorprendentemente i soldati di guardia si sono limitati a
lanciare minacce e niente altro.

I giovani si sono tenuti distanti dalla manifestazione per protestare
a modo loro, restituendo pietre in cambio dei lacrimogeni lanciati
sulle loro teste lungo il recinto. Dopo la fine della manifestazione,
un drappello di soldati ha invaso il villaggio, costringendo i giovani
ad intensificare la loro azione a fronte del gas che si diffondeva
dappertutto. Ma ben presto i soldati si sono ritirati, come pure tutti
i manifestanti. Resta ancora da vedere se questa risposta
relativamente "moderata" da parte dell'esercito sia riconducibile alla
reazione dei media, oppure sia una trappola per far abbassare la
guardia ai manifestanti.

Video di David - http://www.youtube.com/watch?v=LOVWRMge98o
Video di Haitham - http://www.youtube.com/watch?v=kvVN5fRnDkk


BUDRUS

Cinque palestinesi feriti ed altri 8 fermati quando le truppe
israeliane hanno attaccato una protesta anti-muro nel villaggio di
Budrus, vicino a Ramallah, nella Cisgiordania centrale.

I residenti, insieme ai sostenitori internazionali ed Israeliani,
hanno marciato dal villaggio verso le terre sequestrate da Israele per
costruirci il muro. I soldati Israeliani hanno usato gas lacrimogeni,
proiettili di acciaio ricoperti di gomma e bombe acustiche per fermare
la protesta.

Cinque residenti sono stati feriti da proiettili di acciaio ricoperti
di gomma. Le truppe hanno inseguito la gente fin dentro il villaggio e
fermato 8 manifestanti. Tra questi fermati, 2 sono giornalisti
palestinesi che lavorano per la TV di Stato palestinese.

La protesta di oggi è stata organizzata dopo che giovedì l'esercito
aveva informato i residenti di  Budrus, che altri terreni sarebbero
stati sequestrati per costruirvi una torre di guardia. E' dal 2004 che
il villaggio perde terreni per il muro.

Foto di: Shachaf Polakow/Activestills.org
http://www.flickr.com/photos/activestills/4449612109/
http://farm3.static.flickr.com/2787/4449612275_0a4e7018e7.jpg
http://farm5.static.flickr.com/4055/4449611817_4c49650c2a_m.jpg

Manifestazione contro il muro, Budrus, Palestina 19.03.10 (di activestills).
Venerdì 19 marzo 2010 circa 200 persone hanno manifestato contro il
muro e contro l'occupazione israeliana:
http://farm3.static.flickr.com/2597/4449611639_15e1394f3d.jpg (lancio
di lacrimogeni da parte delle forze israeliane).


GERUSALEMME

No agli insediamenti a Silwan!

Supporto ai residenti di Silwan contro la destra radicale che sta per
prendersi il villaggio!

Domenica 21 marzo, corteo della destra radicale nel villaggio. In
testa Itamar Ben Gvir, Baruch Marzel, ed il deputato della Knesset
Michael Ben Ari, scortati dalla polizia.
(http://www.haaretz.com/hasen/pages/ShArtVty.jhtml?sw=silwan&itemNo=1155850
- in inglese)

Questo corteo è un atto violento, in diretta prosecuzione della
violenza messa in atto dai coloni della "Città di David" negli ultimi
due decenni. Impossessandosi delle proprietà palestinesi, facendo
scavi pericolosi che spesso provocano crolli ed occupando gli spazi
pubblici usando energumeni armati, i coloni stanno cercando di
costringere i residenti ad abbandonare il villaggio per poi
giudeizzarlo.

Giovedì veglie di protesta contro l'insediamento e corteo nel villaggio.

Per aderire alla veglia di giovedì, venerdì o sabato, contattare M.


Sheikh Jarrah:

"Lo scorso venerdì, dopo il corteo, abbiamo cercato di fare una
protesta legale, che non richiede un permesso, nei pressi della casa
della famiglia Hannoun. La polizia ha ignorato le recenti sentenze
della magistratura e ci ha impedito di avvicinarci alla casa,
dichiarando che si sarebbe causato turbamento dell'ordine pubblico. Le
forze di polizia hanno cercato di disperderci violentemente ed hanno
arrestato 8 manifestanti. Un'ora dopo la polizia ha permesso invece ai
coloni di entrare nella strada. Questi colonoi hanno lanciato pietre
sui residenti palestinesi ferendone alcuni. Venite a protestare contro
il terrore dei coloni e della polizia che li spalleggia!

Corteo venerdì alle 14:00 da Piazza Mashbir, angolo di King George con
Ben Yehudah

per la manifestazione a Sheikh Jarrah, con inizio alle 15:30

Per altre informazioni- justjerusalem a gmail.com, S."

Siccome la polizia ci ha notificato all'ultimo minuto che non abbiamo
il permesso di fare un corteo da Gerusalemme Ovest, ci vediamo
direttamente a Sheikh Jarrah alle 15:30.


MA'SARA

Video su al Ma'sara del 12.03.10 - http://www.youtube.com/watch?v=qsrJHHuMAVk

Venerdì 19.03.10 - La manifestazione tenutasi a Ma'sara, ha ricordato
l'anniversario della morte di Rachel Corrie, che è stata uccisa a
Gaza, colpita da un bulldozer dell'esercito mentre cercava di opporsi
alla demolizione di una casa. Il corteo relativamente ridotto, contava
20 palestinesi più 20 attivisti israeliani ed internazionali. I
soldati stavano aspettando i manifestanti all'interno dell'area del
villaggio, ed avevano messo il filo spinato per impedire il percorso
verso le terre del villaggio. Ci sono stati discorsi in arabo, inglese
ed ebraico. Il filo è stato rotto da un gregge di pecore che andava al
pascolo. Da quel momento i manifestanti si sono mescolati con i
soldati e poco dopo si sono ritirati, promettendo di continuare la
lotta.

Uno strano raid notturno a Bil'in -
http://www.youtube.com/user/haithmkatib#p/a/u/0/4J9LdZykj38


MEDIA

L'esercito contro la democrazia e la libertà di parola (editoriale su
Haaretz del 18.03.10)

La decisione delle Forze di Difesa Israeliane di dichiarare i villaggi
palestinesi di Bil'in e Na'alin zone militari chiuse tutti i venerdì
per i prossimi 6 mesi è un grave atto anti-democratico. L'ordine
emesso dal comando generale allo scopo di applicare tale restrizione
si pone come un atto contro la libertà di manifestare.

Il fatto che l'esercito abbia emesso un ordine di tale impatto e che
esso abbia validità per un lungo periodo, richiede un'istanza urgente
presso l'Alta Corte di Giustizia per chiedere la sospensione di un
atto così pericoloso e dannoso, privo di qualsiasi giustificazione. La
libertà di manifestare è un diritto fondamentale ed è un'estensione
della libertà di espressione.

In anni recenti, i due villaggi sono diventati il simbolo della lotta
contro il muro della separazione che divide i residenti dalle loro
terre. Questa lotta è legittima ed ha dato modo all'Alta Corte di
modificare il percorso del recinto nei pressi di Bil'in, una decisione
a cui l'esercito non ha ancora ottemperato - commettendo così un altro
evidente atto anti-democratico.

Ai residenti dei villaggi ed ai loro sostenitori - ebrei, arabi ed
attivisti stranieri - deve essere dato il diritto di protestare e di
lottare per i loro diritti.

In tutti questi anni di manifestazioni nei 2 villaggi, sono stati
uccisi 23 manifestanti, metà dei quali minorenni; nessun soldato
israeliano è stato ucciso.

Le stesse manifestazioni hanno avuto spesso caratteristiche
non-violente, mentre sono stati l'esercito e la polizia di confine a
commettere spesso eccessi ed a far ricorso inutilmente ala forza.
Nonostante non sia conveniente l'esercito deve permettere la protesta.
L'alternativa potrebbe essere il terrorismo.

La decisione dell'esercito è grave anche da un altro punto di vista:
non è stata mai presa una decisione così estrema contro le
manifestazioni della destra o dei coloni nei territori. Mentre i
coloni scorazzano, bruciando campi e sradicando alberi, danneggiando
le proprietà e spargendo terrore quale prezzo della loro politica
criminale, l'esercito se ne sta lì a guardare. Quando invece la
sinistra vuole protestare e manifestare, allora l'esercito dichiara
l'area zona militare chiusa.

In questo modo l'esercito mina non solo i valori fondamentali della
regola democratica, la libertà di manifestare, ma mette anche in atto
una politica discriminatoria, con cui garantisce eccessiva libertà a
coloni senza legge da un lato ed usa la mano pesante contro i
manifestanti di sinistra dall'altro.

L'ordine dell'Esercito è dunque un atto rivoltante e ridicolo, ed il
ministro della difesa, che è a capo dell'esercito, deve immediatamente
procedere alla revoca di tale atto.


NABI SALIH

Manifestazione: 3 arrestati e decine di feriti a Nabi Salih, durante
attacchi dell'esercito al villaggio

Questo venerdì a Nabi Salih c'è stata un'ulteriore escalation della
violenza dell'esercito verso i manifestanti ricorrendo alla strategia
criminale che prevede la punizione collettiva contro l'intero
villaggio, tra cui il confino di manifestanti non-violenti e di
abitanti che non manifestavano. 3 palestinesi sono stati arrestati,
uno di loro con passaporto per stranieri israeliano. Gli altri 2
dovrebbero restare agli arresti per comparire in settimana davanti ad
un tribunale militare del regime dell'apartheid. Oltre 20 persone sono
state ferite, per lo più da proiettili di metallo ricoperti di gomma.
Uno dei feriti è stato colpito alla fronte. Un'altra persona ha subito
una frattura al braccio. Sono stati ricoverati in un ospedale vicino.

Circa 80 residenti di Nabi Salih, altri palestinesi e sostenitori
israeliani ed internazionali hanno partecipato alla manifestazione
settimanale contro l'asfissiante occupazione e contro l'insediamento
di Halamish che si annette e distrugge una crescente quantità di terra
e di risorse che appartengono al villaggio. Questa volta i
manifestanti hanno preso una strada diversa della solita attraverso il
villaggio, per dirigersi verso la più vicina area aperta, allo scopo
di evitare attacchi all'interno del villaggio.  Ma il diversivo non ha
impedito all'esercito di invadere il villaggio immediatamente con le
jeeps per opporsi ai manifestanti mentre altri soldati arrivavano a
piedi da tutte le direzioni. Ben presto l'area è stata invasa dai gas
lacrimogeni, che hanno respinto i manifestanti nell'area edificata del
villaggio. Con lanci estensivi l'esercito è riuscito per tutto il
tempo a tenere i manifestanti nei pressi delle abitazioni del
villaggio,
 ricorrendo anche ad attacchi contro molti manifestanti non-violenti.
Per 5 volte l'esercito ha usato il cannone automatico a bordo di una
jeep per sparare raffiche di lacrimogeni sull'intero villaggio.

Verso le 17.30 soldati a piedi hanno invaso la strada principale del
villaggio. Hanno sparato contro una casa, mandando in frantumi i vetri
e la vasca dell'acqua sul tetto. Due proiettili hanno colpito anche
uno degli abitanti della casa. Ha poi fatto vedere i danni ai
manifestanti ed ai fotografi. Testimoni oculari dicono che l'attacco
era mirato a colpire abitanti che non manifestano, per dividere così e
quindi reprimere la comunità del villaggio.

Ma anche dopo il tramonto i manifestanti continuavano a radunarsi per
proseguire la protesta, alcuni lanciando pietre per tenere a bada
l'esercito, altri stando fermi pacificamente contro soldati armati
dalla testa ai piedi, documentando, oppure prendendosi cura dei tanti
feriti.

I giovani si sono tenuti distanti dalla manifestazione per protestare
a modo loro, restituendo pietre in cambio dei lacrimogeni lanciati
sulle loro teste lungo il recinto. Dopo la fine della manifestazione,
un drappello di soldati ha invaso il villaggio, costringendo i giovani
ad intensificare la loro azione a fronte del gas che si diffondeva
dappertutto. Ma ben presto i soldati si sono ritirati, come pure tutti
i manifestanti. Resta ancora da vedere se questa risposta
relativamente "moderata" da parte dell'esercito sia riconducibile alla
reazione dei media, oppure sia una trappola per far abbassare la
guardia ai manifestanti.


NI'ILIN

Venerdì, i residenti hanno fatto le preghiere di mezzogiorno sulle
terre vicino al muro e poi hanno marciato verso la barriera. Al
cancello c'era una forte schieramento di truppe israeliane a separare
i contadini dalle loro terre.

I manifestanti invece si sono diretti in una località vicina e sono
riusciti a mettere una bandiera palestinese sul muro. Più tardi, i
soldati hanno usato lacrimogeni e proiettili d'acciaio ricoperti di
gomma per disperdere la folla. A decine hanno sofferto delle
inalazioni di gas.

La protesta settimanale nonviolenta si è conclusa con scontri tra la
gioventù locale e le truppe. All'alba di venerdì l'esercito aveva
sigillato Ni'ilin e non permetteva l'accesso al villaggio a nessun
israeliano, internazionale o giornalista. Le persone hanno dovuto
usare un tratturo alternativo per raggiungere il villaggio ed unirsi
alla protesta.


TEL AVIV

"Il nostro compagno Samieh Jabbarin è stato arrestato oggi dalla
malefica polizia che occupa Giaffa. Samieh è stato arrestato alla fine
di una protesta organizzata in solidarietà con la lotta palestinese in
al Quds [Gerusalemme]. Lo hanno falsamente accusato di aver
organizzato una manifestazione illegale. Tutti invitati a venire
domani alle 9.00, processo nel tribunale  "Hashalom" in Waitzman
Street a Tel Aviv."

Dopo un giorno passato in tribunale, Samieh è stato rilasciato col
divieto di frequentare Giaffa, dove egli però vive e lavora, per 15
giorni.

Figli dei lavoratori ospiti:

La polizia ci ha impedito di manifestare giovedì, per cui abbiamo
rimandato a sabato. E' giunta l'ora! Il comitato che deciderà sui
bambini ha iniziato i lavori e prenderà una decisione a giorni.
Occorre manifestare per il NO alla deportazione dei bambini - SI' ad
un loro status legale permanente! Sabato 20 marzo alle 19.00, Levinsky
Garden. Siccome la durata della manifestazione viene decisa dalla
polizia, occorre iniziare puntuali. Questo è il momento di agire per i
bambini, non lasciamoli soli! Fate girare la notizia del rinvio della
manifestazione in tutti i modi possibili, Facebook:
http://www.facebook.com/event.php?eid=387736364668

ISRAELI CHILDREN: http://www.Israeli-children.org.il
[Sito in ebraico. Traduzione automatico in italiano:
http://translate.google.com/translate?js=y&prev=_t&hl=en&ie=UTF-8&layout=1&eotf=1&u=http%3A%2F%2Fisraeli-children.org.il%2F&sl=iw&tl=it
]


Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall


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