(it) Palestina-Israele, la lotta unitaria popolare si allarga e preoccupa le autorità israeliane [en]

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Mer 17 Mar 2010 21:31:50 CET


Palestina-Israele, la lotta unitaria popolare si allarga e preoccupa
le autorità israeliane [en]
08.03.10 - Nonostante le provocazioni delle forze di Stato, la lotta
si allarga. Oltre alle manifestazioni che si tengono "regolarmente" a
Bil'in, Nabi Saleh, Ni'ilin, Ma'sara, e Sheikh Jarrah, ora entra
nell'elenco settimanale anche il villaggio di Beit Omar. Il villaggio
di Beit Jalla, che negli ultimi tempi è stato più defilato, ha
ospitato una riunione regionale in settimana. A Giaffa (annessa a Tel
Aviv) c'è stato un altro sabato di lotta unitaria, questa volta contro
il crescere della repressione poliziesca contro i cittadini
palestinesi. Durante la settimana abbiamo dato sostegno ad azioni
davanti a tribunali e carceri in solidarietà con attivisti israeliani
(contestando un verdetto di condanna ad un mese di carcere per un
presunto assalto ai gendarmi nel corso di un'azione unitaria) e con
cittadini di Bil'in detenuti nel campo ci concentramento di Ofer per
una presunta incitazione alla raccolta di armi dell'esercito (con
riferimento alle
 granate sparate contro di noi nelle manifestazioni).
BEIT JALLA

La prima settimana di Marzo - manifestazione settimanale e altro
05.03.10

La mattina presto del 2 marzo 2010, i bulldozer israeliani hanno
iniziato a sradicare ulivi centenari nel giardino di una famiglia
palestinese nella città di Beit Jalla, a nord-ovest di Betlemme, allo
scopo di fare spazio per la costruzione di un'altra sezione del Muro
dell'Apartheid. Mercoledì mattina, la famiglia, che aveva già perso
una porzione significativa delle sue terre al tempo in cui Israele le
requisì per costruire il "passante" 60 che collega gli insediamenti
coloniali illegali come tutto il resto, ha trovato che il piccolo
giardino per i giochi dei bambini era stato distrutto e 3 ulivi di
fronte alla casa espiantati. Una croce rossa era stata segnata a due
metri dalla porta di casa per indicare il punto dove sarebbe passato
il muro. Gli ulivi restanti erano stati segnati di giallo per indicare
il loro sradicamento l'indomani.
Altri segni sugli altri alberi e per terra annunciavano che presto la
famiglia potrebbe perdere tutto il resto, compresa la vista sul
giardino-giochi devastato, per vivere con la porta di casa
immediatamente di fronte al massiccio Muro di cemento grezzo.

Tra il 2 ed il 3 marzo, i bulldozer hanno sradicato 70 ulivi dalle
terre della famiglia e dei vicini, creando rapidamente il fatto
compiuto prima che gli avvocati potessero contestare l'ordinanza più
recente, tra le tante ordinanze confusionarie, con cui si punta a
"legalizzare" il furto della terra dei palestinesi in nome della legge
israeliana. Secondo i più recenti piani israeliani, questa sezione del
Muro si porterà via altri 28,9 ettari di terra di proprietà di 35
famiglie palestinesi.

Il 3 marzo, il Comitato Popolare di al-Ma’sara ed il Trust per la
Terra Santa di Betlemme hanno mobilitato un gruppo di attivisti
palestinesi, internazionali ed israeliani per cercare di fermare
fisicamente il lavoro dei bulldozers.

"Oggi, le autorità israeliane hanno sradicato altri alberi per poter
costruire altre sezioni del Muro dell'Apartheid. Domani mattina,
vorremmo incontraci presto per fermare i bulldozers.

Si prega di essere puntuali all'Orthodox Club (a Beit Jalla).
Per informazioni chiamare M"

"Dozzine di soldati, di personale della sicurezza personale e della
polizia di confine hanno impiegato 2 ore per tenere alla larga dai
bulldozer gli attivisti ed alla fine hanno minacciato di arrestare
chiunque fosse rimasto sulla terra della famiglia dopo le 9.00.

Il 4 marzo, un gruppo di attivisti si è nuovamente mobilitato per
arrivare al mattino presto nel tentativo di proteggere gli ulivi
superstiti. Un attivista si è incatenato ad un albero secolare
destinato all'espianto, mentre altri attivisti hanno formato dei
cordoni intorno a lui e ad altri alberi. Mentre giungevano i soldati e
la polizia, gli attivisti cantavano slogan contro il muro e contro
l'occupazione e ripiantavano due degli ulivi sradicati.
Dopo alcune ore, si è appreso che vi era un provvedimento legale che
proibisce di procedere ad altri espianti fino a nuova sentenza della
magistratura. Nell'attesa dell'emissione di tale provvedimento, gli
attivisti continuano a preparare altri interventi nel caso i
bulldozers riprendano il lavoro.

Beit Jalla, 4 marzo 2010

Già procedendo sulla strada 60, si potevano vedere gli inquietanti
bulldozers muoversi ai margini della strada diretti verso un altro
giorno di "fatti compiuti" come richiesto dai dirigenti del governo
israeliano. Quando siamo arrivati a Beit Jalla, una scena straziante
era davanti a noi - una gigantesca pila di tronchi tagliati e di rami
di ulivi e limoni sparsi per tutto il cortile della casa vicina al
percorso del muro. Un cortile che non era più tale - l'erba
calpestata, due altalene smontate e messe da parte, il forno di
mattoni ancora integro ma circondato da rifiuti e fango. Già ieri 10
ulivi tagliati. Una croce rossa sul pavimento davanti alla casa segna
il punto dove passerà il muro, che circonderà l'intera area del
cortile e ne chiuderà l'unico accesso. E' difficile immaginarsi come
potrà essere vivere in questo posto tra un paio di settimane.

Eravamo 45 manifestanti - 25 Palestinesi, 15 attivisti internazionali
e 4 Israeliani. Abbiamo risalito il percorso del muro per fermare i
bulldozers. Un gruppo di venti soldati ce lo ha impedito, spingendoci
verso la collina senza mostrare uno straccio di ordine di area
militare chiusa come è richiesto in questi casi. Mentre i bulldozer
tiravano giù un ulivo dietro l'altro, abbiamo spiegato agli ufficiali
che stavano violando numerose leggi internazionali, e che non potevano
intimarci di andarcene senza un ordine preciso. Siamo stati spinti
sulla collina per alcuni metri, per poi sederci per terra e chiedere
un ordine stampato prima di andarcene. Alle 08:53 hanno portato
l'ordine e gli ufficiali hanno dichiarato che tutta la zona sarebbe
diventata "area militare chiusa" nel giro di 7 minuti. Uno di loro
aveva due granate assordanti ed un ghigno cattivo sul volto. Gli
abbiamo nuovamente ricordato che la costruzione del muro sulle terre
della
 Cisgiordania è un crimine in base alle leggi internazionali, al pari
della strada riservata ai coloni che il muro "protegge" e che potevano
pure gettar via i fucili ed unirsi a noi. Un barbuto capitano
dell'esercito ci ha detto che l'unica legge che segue è la legge
biblica. Il Rabbi Arik Ascherman gli ha detto di leggere il capitolo
nel libro del Deuteronomio in cui si parla dell'espianto degli alberi
da frutto.
Alle 09:00 in punto hanno iniziato a spingerci ed a disperderci sulla
collina. 2 Israeliani ed un attivista internazionale sono stati
fermati per alcuni minuti e poi subito rilasciati. Due inviati di un
network TV arabo stazionavano sulla strada alta per riprendere gli
eventi. Due giovani donne di Beit Jalla stavano vicine ai
manifestanti. Quando uno degli ufficiali ha detto loro "Min fadlak,
ruch min hon" (Prego andate via da qui), una di loro ha risposto
saggiamente "Min fadlak, ruch le-Israil" (Prego, ritornatevene in
Israele), puntando col dito a nord-ovest.

Quando ce ne siamo andati, i bulldozers stavano ancora lavorando a tutta forza.

Domani un altro gruppo andrà sul posto. Per dettagli chiamare Y."

REPORT:
Sotto, il report di Shai sull'azione di ieri contro la ripresa dei
lavori per la costruzione del muro sulle terre di 35 famiglie della
città palestinese di Beit Jalla. Una volta finito, il muro circonderà
28,9 ettari di terra di proprietà delle famiglie della municipalità di
Beit Jalla. Oggi è il secondo giorno di lavoro dei bulldozer
israeliani che sradicano ulivi per tracciare il percorso del Muro. I
lavori sono iniziati il giorno dopo che l'ingiunzione era stata
comunicata alle famiglie, senza rispettare i 40 giorni di tempo, che
secondo gli avvocati, sono previsti per poter fare ricorso.

Per altre informazioni, compresa l'azione del 4 marzo, chiamare Mahmoud or Mar.
Le foto dell'azione di oggi sono su
http://www.flickr.com/photos/activestills (cliccare sul'opzione info
per vedere le didascalie).

Per altre informazioni vedere anche questi 2 articoli:
http://maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=265693

http://imemc.org/index.php?obj_id=53&story_id=58119

http://www.youtube.com/v/Uss76bDKimw

BEIT OMAR

Manifestazione settimanale a Beit Omar contro l'occupazione ed il muro
dell'Apartheid

Sabato 6 marzo, circa 40 Palestinesi, Israeliani ed Internazionali
hanno protestato a Beit Omar (Cisgiordania) contro l'occupazione
israeliana e contro il Muro dell'Apartheid. Questa manifestazione si è
tenuta in opposizione alla decisione del governo israeliano di
dichiarare Siti Nazionali Ebrei la moschea di Ibrahimi a Hebron e la
moschea di Belal a Bethlehem.

La manifestazione, organizzata dal Comitato Nazionale di Bait Omar, è
partita dalla città ed ha proseguito per bloccare la strada 60, la
principale arteria che collega Betlemme, Gerusalemme ed Hebron. I
manifestanti hanno rimosso anche sezioni del recinto di filo spinato
di che permette all'esercito di imporre il coprifuoco e che limita la
mobilità dei palestinesi in uscita e in ingresso a Bait Omar.

Un po' di foto su: http://www.indybay.org/newsitems/2010/03/07/18640096.php

BIL'IN

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1153275.html
L'esercito scheda gli israeliani che protestano contro il muro della separazione
di Amira Hass

L'Esercito dice che sta schedando gli israeliani che manifestano
contro il muro della separazione allo scopo di negare l'ingresso ai
posti di blocco agli Israeliani e ad altri che ogni venerdì
manifestano a nei villaggi di Bil'in e Na'alin.

Venerdì

Eravamo circa 20 Israeliani degli Anarchici Contro Il Muro, quasi una
dozzina di internazionali, un contingente dalla città di Jenin in
Cisgiordania, dozzine di abitanti di Bil'in, ed alcuni dai villaggi
vicini. Abbiamo marciato a mezzogiorno come al solito dal centro del
villaggio verso il cancello del muro della separazione. Tre
manifestanti erano appropriatamente vestiti e truccati da Mahatma
Gandhi, Martin Luther King, Jr. e Nelson Mandela per commemorare la
loro creatività non violenta contro l'occupazione, contro
l'oppressione ed il colonialismo. La lotta di Gandhi contro
l'oppressione e l'occupazione dell'India , quella di Martin Luther
King, Jr. contro il razzismo in USA e quella di Mandela contro
l'apartheid in Sud Africa sono del tutto simili alla lotta in corso a
Bili’n contro l'occupazione israeliana.

Al cancello, come sempre, abbiamo ricevuto le granate di lacrimogeni
su di noi non appena la gente ha iniziato a scuotere il cancello.

Il vento sfavorevole ci ha costretto a ripiegare in un punto più
distante vicino alla strada.

Una ventina di noi - Israeliani ed internazionali, si è poi spostata
alla manifestazione a Sheikh Jarrah.

Gandi, Martin Luther King, e Nelson Mandela, alla manifestazione del
venerdì a Bil'in.
Video di Haitham http://www.youtube.com/watch?v=2VB2w3Y4XiM
Video di Israel http://www.youtube.com/watch?v=kujBajYgfo0

"La manifestazione di questa settimana a Bil'in segnava la Settimana
Globale contro il razzismo nel mondo e coincideva con molti eventi
popolari contro il razzismo e l'oppressione contro i popoli ed i loro
territori - in particolare il popolo Palestinese. La manifestazione è
iniziata dopo le preghiere del venerdì e si è spostata dal centro del
villaggio verso il cancello ovest del muro. Il corteo era composto da
oltre 100 persone, compresi un gruppo del FPLP (Fronte Popolare per la
Liberazione della Palestina) ed una delegazione del Teatro della
Libertà di Jenin. Alla testa persone negli abiti di tre eminenti
figure della lotta globale contro il razzismo e l'occupazione: Mahatma
Gandhi, Nelson Mandela e Martin Luther King. Bandiere palestinesi al
vento, slogan contro il muro e contro l'occupazione.

Quando il corteo ha raggiunto il muro è stato raggiunto da una pioggia
di lacrimogeni, proiettili di gomma e bombe assordanti, poi sono
iniziati gli scontri tra i manifestanti ed i soldati. La
manifestazione è andata avanti per ore, mentre le truppe sparavano
deliberatamente lacrimogeni contro i giornalisti della TV palestinese
e di altre stazioni per scoraggiare la documentazione televisiva delle
marce indette da parte della Settimana Internazionale Contro il
Razzismo e della condanna delle pratiche razziste ed immorali
israeliane lanciata dal Comitato Popolare. In risposta, il Comitato
Popolare ha sottolineato la necessità della coesione, dell'unità
nazionale e della solidarietà ed ha messo in luce che era
nell'interesse pubblico di ciascuno partecipare alle lotte
anti-razziste per stare fianco a fianco l'uno con l'altro."

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Sostegno agli imputati

Appuntamento mercoledì 3 marzo alle 12:30 per l'appello di Ezra Nawi
contro la presunta accusa di aver aggredito un ufficiale ed aver preso
parte a disordini durante un'azione unitaria. La corte è composta dai
giudici Ben-Ami, Mintz e Rapoport, e l'udienza è presso la Corte
Distrettuale di Gerusalemme (Salah Adin St.). Una veglia di protesta è
prevista dalle 12:00 all'esterno del tribunale.

Contesto:

Nell'ottobre 2009, il giudice Eilata Ziskind dichiarò l'attivista Ezra
Nawi colpevole di aggressione ad ufficiali di polizia e di
partecipazione a disordini durante la demolizione di una capanna di
proprietà di contadini palestinesi in Cisgiordania, nel lontano 2007.
Esiste una videoregistrazione dei fatti. Gli ufficiali di polizia
hanno accusato Ezra di averli aggrediti nei 10 secondi in cui corse
nella capanna. Cosa accadde nella capanna non è stato filmato, ma il
giudice ha deciso di credere ai poliziotti e di condannare Ezra.

Ezra è stato condannato ad un mese di prigione ed a 6 mesi di
interdizione per un periodo di 3 anni
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Abedalla e Addib ancora chiusi nel campo di concentramento

Mercoledì sono previste molte udienze nel tribunale di Ofer a carico
di nostri compagni di lotta. Tra loro Abdallah Abu Rahme ed altri di
Bil'in e di Ni'lin.
Per chi mi dà gli estremi della carta d'identità o del passaporto,
posso cercare di ottenere un permesso per assistere all'udienza


JAFA

Sabato, manifestazione contro la montante brutalità della forze di
stato contro i cittadini palestinesi di Giaffa-Tel Aviv organizzata
dai residenti con la partecipazione della sinistra radicale.

Video di Israel di Giaffa del 6-3-10 - Manifestazione contro la
violenza della polizia
http://www.youtube.com/watch?v=uAyzdg6fEeU

MA'SARA

"Il Comitato Popolare di al-Ma'sara ed altri invitano tutti gli
internazionali ad una riunione domani mattina alle 7 per un'azione di
protesta a Beit Jalla"

manifestazione del venerdì a Ma'sara

Circa venti Israeliani ed attivisti internazionali si sono uniti ai 50
palestinesi per la manifestazione del venerdì contro il Muro a
Ma'sara. I manifestanti hanno marciato attraverso il villaggio verso
il percorso del muro, ma sono stati fermati da una unità di riservisti
che ha bloccato la strada dispiegando filo spinato per centinaia di
metri fino dentro il villaggio, come mai prima. Il gruppo, composto
soprattutto da ufficiali, ha esibito un ordine di zona militare
chiusa, sbarrando il passo con filo spinato. Parecchi manifestanti
hanno ugualmente oltrepassato la linea, ma senza spingersi oltre per
evitare attacchi che recentemente sono diventati comuni in queste
manifestazioni non violente.

E così, stando davanti al filo spinato, i manifestanti hanno tenuto
comizi in arabo, ebraico ed inglese. Tra gli oratori c'era Abu-Zaki,
esponente del Comitato Centrale di Fatah. La banda di Samba ha suonato
le sue percussioni nuove di zecca, regalo solidale di bande musicali
turche, sono stati scanditi slogan a condanna dell'occupazione ed a
favore di una lotta palestinese non-armata ed unitaria.

La manifestazione è finita dopo circa un'ora, senza incidenti. Nei
primi giorni della settimana, comunque, un eminente esponente del
comitato popolare del villaggio era stato aggredito nei pressi di un
posto di blocco militare. Mahmud Zwahre è stato bastonato dai soldati,
che gli dicevano di far finire le manifestazioni.

NABI SALEH

Questa settimana, un'altra manifestazione forte di 150 partecipanti ha
marcato la Giornata Internazionale delle Donne ed ha protestato contro
il continuo furto di terra palestinese a Nabi-Saleh. La manifestazione
è stata attaccata dall'esercito con lacrimogeni e proiettili di
metallo ricoperti di gomma mentre si trovava ancora nel villaggio e da
grande distanza, senza alcuna ragione. Altre nove persone ferite, tra
cui 2 giornalisti ed una donna di 18 anni colpita al collo da una
scheggia di alluminio di una granata di lacrimogeno.

Nabi-Saleh, 5 marzo 2010

Ehab Fadel Barghouthi (14 anni) è stato colpito da un proiettile di
gomma che lo ha colpito alla fronte sopra l'occhio destro entrando nel
cranio. E' stato colpito da ufficiali della polizia di confine che si
sono posizionati sul tetto di una casa alla periferia del villaggio e
che non si trovavano in pericolo. Secondo testimoni oculari, il
ragazzo si trovava a 20 metri dalla casa quando è stato colpito, dopo
di che ha perso i sensi. E' stato ricoverato in stato di incoscienza
all'ospedale di Salfeet, e da lì trasferito all'ospedale di Ramallah.
Numerosi testimoni oculari confermano che c'era una sassaiola nel
momento dello sparo, ma tutti dicono che Barghouthi non vi stava
prendendo parte.

Nabi-Saleh, 5 marzo 2010

Nel villaggio vivono circa 500 persone. Da quando sono iniziate le
manifestazioni, 9 dei suoi abitanti, più o meno il 2% della
popolazione di Nabi Saleh, sono stati arrestati perché sospettati di
avere a che fare con le manifestazioni mentre sono dozzine quelli che
hanno riportato ferite.

NI'ILIN

A Ni'ilin, circa 100 manifestanti hanno marciato dal villaggio verso
il muro. Il corteo era guidato da manifestanti che portavano cartelli
di condanna verso la decisione del governo israeliano di dichiarare la
moschea di Ibrahimi a Hebron e quella di Belal a Betlemme, Siti
Nazionali Ebrei. Finito senza esito il tentativo di convincere i
soldati ad aprire il cancello per far andare i contadini del villaggio
sulle loro terre, sono iniziati gli scontri tra la gioventù del
villaggio ed i soldati. I soldati hanno iniziato a sparare lacrimogeni
ma senza riuscire a disperdere la manifestazione. Dopo neanche un'ora
dall'inizio di questi scontri, più di 20 soldati hanno invaso i campi,
spingendo i manifestanti in direzione del villaggio. I soldati hanno
fatto scempio dei campi, sparando proiettili di lacrimogeni ed a volte
anche batterie di proiettili veri calibro 0,22. Dopo parecchie ore di
scontri, la manifestazione è stata dichiarata conclusa.

SHEIKH JARRAH

Video dell'invito per la manifestazione del 6 marzo a Sheikh Jarrah
http://www.youtube.com/watch?v=HQb2CRObiUY

Un appello internazionale all'azione (vedi sotto) chiede la
solidarietà globale con il quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme
Est per il corteo di sabato 6 marzo 2010. Chi intende fare azioni di
solidarietà o manifestazioni può servirsi delle foto di alta qualità
del quartiere di Sheikh Jarrah, della violenza dei coloni, degli
sgomberi dalle case, etc. per fare poster o presentazioni, vedere:

FOTO:

Activestills' Photostream on Flicker :
http://www.flickr.com/search/?ss=2&w=20409489%40N00&q=east+jerusalem&m=text

Per immagini di migliore qualità contattare:
activestills a gmail.com

VIDEO:

Per video sui recenti eventi a Sheikh Jarrah vedi:
http://www.youtube.com/user/ISMPalestine

Violenza dei coloni e dell'esercito a Sheikh Jarrah il 25 febbraio 2009
http://www.youtube.com/user/ISMPalestine#p/a/u/1/9ImVh2Uyiu4

11.12.09 manifestazione a Sheikh Jarrah
http://www.youtube.com/watch?v=WHUsDf4H3bw

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APPELLO ALL'AZIONE!!

Il Comitato di Quartiere di Sheikh Jarrah e la coalizione Giusta
Gerusalemme chiamano alla lotta unitaria contro l'occupazione di
Gerusalemme Est. Fate circolare questo appello ed organizzate proteste
di solidarietà in tutto il mondo:

NON CI FERMERANNO!

Sabato 6 marzo, unitevi alla protesta per fermare gli insediamenti
ebrei a Gerusalemme Est.

Alle 19 manifestazione a Sheikh Jarrah contro:

lo sgombero forzato delle famiglie palestinesi dalle loro case di Sheikh Jarrah

· gli insediamenti ebrei a Gerusalemme Est

· l'attacco antidemocratico alla protesta politica

50 Palestinesi sono già stati sgomberati dalle loro case a Sheikh
Jarrah. Altri 500 sono sotto minaccia. Se i coloni ed i loro alleati
nel governo la spuntano, tutti i Palestinesi di Gerusalemme Est sono
in pericolo. Se li fermiamo a Sheikh Jarrah, possiamo fermarli
ovunque.

Invitiamo tutti i gruppi che sostengono la lotta per i diritti dei
palestinesi e per una pace giusta e duratura tra Israeliani e
Palestinesi, ad organizzare veglie di solidarietà il 6 marzo davanti
ai consolati ed alle ambasciate israeliane all'estero.

Il Comitato di Quartiere di Sheikh Jarrah

Giusta Gerusalemme – la coalizione israeliana per una una soluzione
equa a Gerusalemme

Per altre informazioni sulla lotta vedi il nostro blog:
http://www.en.justjlm.org/
justjerusalem a gmail.com

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Altre informazioni e foto:
http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=329504821033

Sheikh Jarrah è un quartiere unico a Gerusalemme Est. L'impegno di
questa comunità è un emblema della più ampia lotta dei palestinesi per
la giustizia. I Palestinesi di Sheikh Jarrah non hanno tregua da parte
dei coloni. Non c'è nessun insediamento intorno che avanza lentamente
verso qualche villaggio palestinese. Così i coloni hanno sgomberato i
palestinesi ed ora occupano le loro case.

Questo è un appello per azioni dirette globali. Gli organizzatori
delle manifestazioni settimanali a Sheikh Jarrah stanno chiedendo una
solidarietà globale dato che si sta pensando a manifestazioni di massa
a Gerusalemme ed in tutto Israele. Stanno chiedendo che si organizzino
manifestazioni e veglie davanti ai consolati ed alle ambasciate
israeliane all'estero.

L'Intifada Globale ha lanciato un appello modulare. Dal momento che
molti di voi non hanno accesso ai consolati ed alle ambasciate
israeliane, vi chiediamo di occupare qualsiasi cosa. Se siete
studenti, occupate gli uffici amministrativi e chiedete di non
investire più in nessuna compagnia che trae profitti dall'occupazione
e insieme chiedete giustizia per Sheikh Jarrah. Se non siete studenti,
occupate gli uffici del governo. Chiedete che vengano votate
risoluzioni di condanna per l'occupazione della Palestina e la
promessa a prenderne le distanze, e insieme chiedete giustizia per
Sheikh Jarrah. Se non potete occupare niente, occupate le strade.
Chiedete giustizia per la Palestina e giustizia per Sheikh Jarrah. Se
la strada vi fa paura, mettetevi agli angoli e raccontate alla gente
dell'ingiustizia che pervade le vite dei palestinesi e di coloro che
vivono a Sheikh Jarrah

Nell'agosto 2009, la famiglia Al-Ghawis è stata sgomberata dalla sua
casa dopo che il tribunale israeliano aveva accolto un esposto
presentato da una organizzazione sionista di coloni di destra sulla
base di un esposto risalente al periodo ottomano. Nel quale si dice
che il popolo ebreo possedeva la terra alla fine del 19° secolo e
perciò dovrebbe essere legalmente in possesso di persone di
discendenza ebraica.

Gli Al-Ghawis vivono ora sulla strada davanti alla loro casa. La
famiglia vive in una tenda sul marciapiede, guardando i coloni ebrei
che entrano ed escono da una casa che è stata la loro casa per quasi
50 anni. Vivono in tenda come atto di protesta e sono determinati a
stare lì finché non potranno ritornare nella loro casa.

La famiglia Al-Kurds si è vista sottratta la parte frontale della loro
casa il primo dicembre 2009. La sottrazione del retro è prevista per
le prossime settimane. Altre 22 famiglie stanno per affrontare
sgomberi illegali nei prossimi mesi.

Nonostante l'orrendo tentativo di pulizia etnica a Sheikh Jarrah, c'è
resistenza. Ogni settimana gli attivisti Israeliani fanno
manifestazioni nel quartiere. All'inizio c'era un approccio gioioso;
tamburi e canti contro il razzismo e l'ingiustizia delle azioni dei
coloni. Ma queste manifestazioni hanno dovuto fare i conti con la
violenza della polizia. Oltre 100 persone sono state arrestate per
aver manifestato oppure partecipato ad azioni dirette non violente o
di disobbedienza civile.

L'Alta Corte di Giustizia ha dato torto alle forze di stato che
avevano cercato di costringere la manifestazione già indetta a
spostarsi dal solito luogo vicino alla strada di ingresso che dà alle
case occupate (oltre non si può andare). La corte ha ordinato alla
polizia di permettere che la manifestazione si tenesse nel solito
luogo ed in più ha permesso che 300 manifestanti potessero entrare per
breve tempo nella strada stessa.

6-3-10 20:00-21:00 notizie TV su tutti e 3 i canali:

Migliaia di manifestanti a Sheikh Jarrah reportage

Più di 3000 partecipanti dicono i vari media...


Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall


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