(it) Palestina-Israele: un'altra settimana di lotte diversificate degli Anarchici Contro il Muro [en]

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Mer 30 Set 2009 08:45:00 CEST


Palestina-Israele: un'altra settimana di lotte diversificate degli
Anarchici Contro il Muro [en]
27.09.09 - Gerusalemme, Tel Aviv, Bil'in, Ma'asara, Ni'ilin, Hebron Sud:
Gli attivisti di Anarchici Contro Il Muro sono ancora presenti nelle
lotte contro gli sgomberi a Gerusalemme e con i rifugiati a Tel Aviv.
Questa settimana i compagni hanno intensificato la presenza notturna a
Bil'in per affrontare le invasioni delle forze di Stato israeliane e i
loro tentativi di arrestare abitanti del villaggio. Abbiamo
partecipato alle manifestazioni unitarie del venerdì contro
l'occupazione e contro il muro insieme ai palestinesi ed ai volontari
internazionali nei villaggi di Bil'in, Ma'asara e Ni'ilin. Sabato
abbiamo partecipato ad un'azione della coalizione per l'acqua nella
regione a sud di Hebron per frustrare gli sforzi di Israele nel
trasferire i palestinesi dalle località da essi scelte. Uno degli
attivisti di Anarchici Contro il Muro si farà 20 giorni di carcere per
essersi rifiutato di pagare la cauzione, dopo un'azione contro la
demolizione delle case palestinesi nel villaggio di Kharbatha.


BIL'IN

Durante la settimana, gli attivisti di Anarchici Contro Il Muro e
quelli internazionali sono rimasti di notte nel villaggio per
affrontare le invasioni delle forze di Stato israeliane. Qui sotto un
estratto da un report su una di queste invasioni notturne:

"Le forze israeliane hanno invaso ancora una volta Bil'in poco prima
dell'1. Sei jeep sono entrate nel villaggio provenienti dal cancello
del muro. Due jeep si sono fermate alla casa di Mohammed Ahmed Yasseen
(21 anni) e lo hanno cercato nei locali a piano terra che appartengono
alla madre. Quattro jeep si sono fermate alla casa di Abdullah Mahmoud
Abu-Rahma (37 anni) per prenderlo. Due di queste jeep se ne sono
andate in fretta per cercare Yasseen Mohammed Yasseen (21 anni) a casa
sua. Nessuno dei tre uomini era a casa e nessuno di loro è stato
arrestato.

Gli attivisti internazionali ed israeliani si sono uniti ai
palestinesi nel presidiare le tre case per protestare contro le
invasioni e per documentare i fatti. Le perquisizioni nelle case sono
state relativamente brevi, se confrontate con i numerosi casi in
precedenza. I soldati hanno dato alle tre famiglie una lettera di
convocazione per i 3 uomini perché si presentino alla prigione di Ofer
per incontrare il "Capitano Fo'ad" dello Shabak [servizi segreti]. Per
la prima volta le lettere erano scritte in arabo."

Venerdì 25 settembre:
Oltre 35 israeliani e 10 internazionali si sono uniti ai locali
palestinesi per la manifestazione settimanale del venerdì contro il
furto della terra da parte di Israele e contro la crescente
repressione su Bil'in. La manifestazione è stata a ranghi
relativamente ridotti ed abbastanza tranquilla: i pochi ragazzi che
combattono l'occupazione a sassate si sono tenuti lontani dalla
manifestazione non violenta e dai lacrimogeni. Il cancello nel muro è
stato aperto a spinte abbastanza velocemente da parte dei
manifestanti, i quali sono entrati nell'area tra i due recinti come
espressione simbolica della proprietà palestinese sulle terre rubate
grazie alla costruzione di muri e recinti. Un paio di lanci di
lacrimogeni ha fatto retrocedere la maggior parte dei manifestanti.
Durante l'ultimo lancio, i soldati sono usciti dal muro ed hanno
arrestato due manifestanti israeliani e pure Haithem Khatib, il
coraggioso giornalista che aveva video-documentato i
 recenti raid notturni di Israele all'interno del villaggio. Dopo
quasi un'ora il comandante israeliano ha varcato il muro per dire ai
pochi manifestanti che aspettavano il rilascio dei loro tre amici, che
gli arrestati erano nelle mani della polizia e dei servizi di
sicurezza per indagini. Egli ha spiegato che i manifestanti possono
protestare quanto vogliono, ma senza attraversare il muro. Il suo
atteggiamento illuminato ha impressionato i presenti.

Bil'in 25.09.09 - link al video http://www.youtube.com/watch?v=6XevFskx9HM


NI'ILIN

Venerdì, circa 200 manifestanti, palestinesi, israeliani e attivisti
internazionali, hanno partecipato alla manifestazione settimanale
contro il muro. Il corteo si è spostato dal centro del villaggio verso
il nuovo muro di cemento - dove c'erano i soldati posizionati su
un'alta rampa a minacciare i manifestanti. Però, la loro nuova
posizione si è rivelata un'arma a doppio taglio, dato che sono stati
facilmente presi di mira dai lanciatori di pietre. Il confronto è
andato avanti per quasi un'ora e poi la testa del corteo si è spostata
verso il recinto metallico. Come se fosse una cosa normale, i soldati
hanno fatto grande uso di lacrimogeni, contrastato dal lancio di
pietre. Lo scontro è andato avanti per ore dato che la manifestazione
teneva. E dopo queste ore, come se fosse una formalità di routine, i
soldati hanno fatto quadrato  per prepararsi ad invadere i campi del
villaggio. Ma questa volta il piano era diverso: i soldati hanno messo
in
 rotta la manifestazione ed arrestato tre attivisti: due
internazionali ed un fotoreporter israeliano. I tre sono stati
trascinati con la forza verso le jeep ed usati come scudi umani contro
il lancio di pietre. Dopo che le jeep con gli arrestati si erano
allontanate, la manifestazione è stata sciolta. Per fortuna, gli
arrestati sono stati rilasciati durante la notte.


Gli arrestati di Bil'in e Ni'ilin

Tutti gli arrestati della manifestazioni del venerdì (3 a Bil'in -
Haitham Khatib, Ben e Assaf - e 3 a Ni'ilin - David Reeb e 2
internazionali) sono stati liberati nella stessa notte di venerdì.
Dopo l'arresto erano stati trasferiti nella stazione di polizia di
Binyamin per essere interrogati per condotta disordinata ("Hafarat
Seder"). Gli israeliani e gli internazionali sono stati costretti a
controfirmare un'ordinanza che li obbliga a starsene lontani dall'area
di Bil'in-Ni'ilin area per 15 giorni. Il nostro compagno palestinese -
Haithem Khatib, il video-giornalista che era già stato accusato di
aver violato un divieto di accesso a zona militare - ha firmato
un'ordinanza che lo obbliga a starsene lontano dal muro, in casa, per
poi presentarsi ad una audizione presso il tribunale entro 6 mesi.


Ma'asara

Venerdì 26 settembre circa 40 palestinesi, 30 internazionali e 10
israeliani hanno marciato dal villaggio di Ma'asara verso il tracciato
del muro che verrà costruito sulle terre del villaggio. La
manifestazione ha commemorato la recente morte di Qaher Ala-Din,
membro del Comitato popolare, ucciso in un incidente d'auto mentre
guidava con un amico palestinese ed un giornalista francese che stava
lavorando ad un film sulla lotta del villaggio.

Come ogni venerdì, la manifestazione è stata fermata dai soldati che
hanno messo il filo spinato sulla strada che conduce dal villaggio
alle terre agricole. I soldati hanno proibito al corteo di proseguire,
senza dare nessuna giustificazione legale. Si sono tenuti comizi in
arabo, ebraico e inglese, con cui si invitavano i soldati israeliani a
disertare, ad unirsi alla manifestazione e ad evitare di essere
chiamati in futuro a rispondere per i loro crimini davanti ai
tribunali internazionali. Dopo i comizi ha suonato la nuova band di
samba del villaggio, pronta ad esibirsi dopo un mese di formazione con
percussionisti israeliani del gruppo Qassamba.

La manifestazione si è conclusa senza arresti né feriti, ma con la
promessa di proseguire sulla strada indicata da Qaher, quella della
resistenza popolare non-violenta.


Kobi

Kobi degli Anarchici Contro Il Muro si è rifiutato di pagare la
cauzione di US$500 e si è beccato 20 giorni di prigione.

"Il PSP palestinese esprime la sua solidarietà a Kobi Snitz, attivista
Israeliano condannato a 20 giorni di prigione per la sua attività
contro l'occupazione


Kobi Snitz, un veterano del gruppo israeliano di Anarchici Contro Il
Muro, ed amico personale del PSP, inizia un periodo di 20 giorni di
carcere per un arresto che risale al 2004 per aver impedito la
demolizione di una casa nel villaggio palestinese di Kharbatha, nel
distretto di Ramallah. Kobi è uno dei primi attivisti israeliani ad
essere detenuto per una manifestazione nei territori occupati. Qui
sotto la sua dichiarazione:

'Sto per iniziare un periodo di detenzione di 20 giorni. E' la
condanna per aver io cercato di impedire la demolizione di una casa a
Kharbatha [dintorni di Bil'in]. Come tutti sanno, 20 giorni di
prigione non sono nulla se paragonati alle condanne inflitte ai
giovani palestinesi. Diversamente dai palestinesi, a me non toccava il
carcere. Ci sono finito perché non ho voluto pagare la cauzione
equivalente a $530 americani.

Per tutta la durata del processo ho avuto altre possibilità per
evitare la prigione, ma non potevo in alcun modo ammettere di essere
colpevole né potevo accettare la sentenza inflittami. Io e gli altri
che erano stati arrestati con me siamo colpevoli di niente tranne di
non fare di più per opporci alla politica veramente criminale dello
Stato. Essere costretto a dire diversamente era come chiedermi di dire
il falso. Al confronto 20 giorni di prigione sono un prezzo basso da
pagare'."


CONVOGLIO DELL'ACQUA

Sabato 26 settembre: all'interno della lotta unitaria contro
l'occupazione e contro i tentativi israeliani di sgomberare i
palestinesi dalla residenza prescelta, ricorrendo ai tagli nella
erogazione dell'acqua, ci sono i "convogli dell'acqua" organizzati
dagli attivisti israeliani insieme agli attivisti palestinesi.

Il convoglio di sabato 26 è uno di questi. E' stato organizzato e
partecipato da un'ampia coalizione di israeliani e palestinesi a cui
si sono uniti anche gli Anarchici Contro Il Muro.

Circa 100 attivisti israeliani da Tel Aviv e Gerusalemme hanno portato
oggi acqua ai parecchi villaggi isolati nella zona sud di Monte
Hebron. Questi villaggi soffrono più di altri per la politica razzista
dell'acqua di Israele, che fa venir meno gli allacci agli acquedotti,
e soffrono per gli attacchi dell'esercito a quei pochi pozzi e
cisterne disponibili. Gli autobus sono stati oggetto di minacce
diverse volte e poi fermati del tutto vicino all'insediamento illegale
di Carmel, dove i soldati hanno dichiarato cha era tutta zona militare
vietata, sebbene non ci fosse nemmeno un cartello del genere. Gli
attivisti sono scesi dai bus per proseguire a piedi, tra l'esercito e
la polizia che non sono riusciti a impedire il corteo spontaneo per
poi andarsene.

All'appuntamento con gli attivisti palestinesi, gli israeliani sono
saliti sulle autobotti e sui trattori per attraversare il deserto fino
ad un blocco sulla strada, messo dall'esercito per rendere più dura la
vita ai palestinesi. Un'azione diretta di massa, sostenuta da un
bulldozer espropriato per la causa, ha fatto a pezzi il blocco
permettendo alle autobotti di proseguire. A questo punto sono saltati
fuori 4 soldati che volevano arrestare il manovratore del bulldozer, o
almeno fermare il mezzo meccanico. Per cui gli attivisti si sono
divisi in 2 gruppi, uno che faceva la guardia al bulldozer ed un altro
più consistente che proseguiva per la meta finale.

E' toccato al gruppo rimasto vicino al bulldozer convincere per 2 ore
i soldati che potevano andarsene e stare tranquilli che il bulldozer
ed i suoi proprietari erano al sicuro. Nel frattempo, il gruppo più
numeroso raggiungeva i villaggi e consegnava otto autobotti piene
d'acqua ai residenti. Quattro mezzi dell'esercito sono arrivati troppo
tardi per impedire l'azione e sebbene abbiano dichiarato l'area essere
zona militare vietata con tanto di cartello questa volta, non hanno
potuto fare nulla contro gli attivisti.

Con il passaggio aperto sulla strada e l'acqua consegnata senza nessun
arrestato o ferito, l'azione è stata senz'altro un successo.


Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org

Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
http://www.fdca.it/wall


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