(it) Roma: Resoconto presentazione libro di Daniel Guérin

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Mar 29 Set 2009 08:36:03 CEST


Resoconto presentazione libro di Daniel Guérin, Roma 25/09/09
Si è svolta ieri presso il Laboratorio Sociale "La Talpa", a cura
dello stesso, la presentazione della prima edizione in lingua italiana
del libro "Per un marxismo libertario" di Daniel Guérin a cura di
Massari Editore. Come ha ricordato l'editore, molti libri di Guérin
sono stati pubblicati in italiano, tranne il presente libro, del 1969,
e quello successivo, "Per un comunismo libertario", scritto qualche
anno dopo, entrambi libri "scomodi" sotto molti aspetti.
Dopo un breve comunicato a ricordo dell'uccisione del giornalista
Mauro Rostagno 21 anni fa in Sicilia, la presentazione è iniziata.
Prima ad intervenire è stata Adriana Dadà, militante della Federazione
dei Comunisti Anarchici. Dadà ha tracciato brevemente la vita politica
di Guérin: di origini marxiste, Guérin si avvicinò all'anarchismo
definitivamente durante il periodo caldo del '68 parigino. Entrò nella
redazione del giornale "Guerre de classe" per poi, nel 1971, entrare a
far parte dell'Organisation Révolutionnaire Anarchiste (ORA) e
successivamente dell'Union des Travailleurs Communistes Libertaires
(poi Alternative Libertaire), in cui ha militato fino alla morte nel
1988.
In tutta la sua carriera politica, Guérin è stato un tipo molto
curioso e grande osservatore, critico, dalla mente aperta, sempre
pronto a mettere tutto in discussione. Con questo atteggiamento, si
rese gradualmente conto del bisogno di libertà e questo, accoppiato
all'analisi materialista, lo spinse verso il comunismo
libertario/anarchico. Dadà ha ricordato anche l'apporto di Guérin non
solo all'anarchismo francese ed internazionale, ma anche in altri
campi quali l'antifascismo (con uno studio negli anni '30 sui legami
tra il capitalismo ed il nazismo), il movimento anticolonialista (sin
dagli anni '20) e la lotta degli/delle omosessuali.
Il periodo della fine degli anni '60 era un periodo in cui si
riscopriva l'anarchismo di classe. Le opere di Bakunin furono
finalmente pubblicate grazie al lavoro di Arthur Lehning, e anche lo
stesso Guérin ebbe un ruolo fondamentale con un prezioso studio del
'65 sulle idee e la storia dell'anarchismo di classe, "L'Anarchisme"
(pubblicato in Italia nel '69 con il titolo "L'anarchismo dalla
dottrina all'azione"). Questo libro fu seguito dall'antologia "Ni
Dieu, ni Maître", in cui venivano presentati testi importanti che
testimoniano il pensiero anarchico sin dalle sue origini. L'apporto di
Guérin raggiunse anche l'Italia, non solo con "L'Anarchisme", ma anche
con i contatti stretti tra i comunisti anarchici francesi ed i loro
compagni italiani, soprattutto nei primi anni '70.
Il microfono è poi passato a Giorgio Cremaschi, segretario nazionale
della FIOM e esponente della Rete 28 aprile nella CGIL. Cremaschi ha
ammesso che non conosceva Guérin ed il suo lavoro prima di aver letto
il libro (ed era inoltre l'unico dei tre oratori a non aver mai
conosciuto Guérin di persona). Tuttavia, Cremaschi, grazie alle sue
radici politiche nel pensiero di Rosa Luxemburg, si è trovato
d'accordo con l'analisi di Guérin in quanto il marxismo non è
autosufficiente e c'è bisogno di qualcosa di più profondo se la
sinistra vuole veramente fornire una risposta decisa e vincente al
capitalismo.
Il discorso di Cremaschi si è incentrato sull'idea che l'autoritarismo
che è inerente al pensiero di Marx, sin dai giorni della Prima
Internazionale, è il guaio più serio per l'intero movimento socialista
rivoluzionario. Il libro di Guérin non è pieno di ottimismo ma vede le
"ceneri sotto il tappeto", le contraddizioni che hanno sempre
caratterizzato il movimento marxista, anche in quei periodi quando
sembrava godere di enorme successo ed influenza, come ad esempio negli
anni '60 con l'URSS, Cina, Cuba, i grandi movimenti anticolonialisti
in tutto il mondo. Il capitalismo non ha vinto, è il "comunismo" che
ha perso. E l'errore non era la deformazione di Stalin, non era negli
eventi della Rivoluzione bolscevica, ma proprio nel pensiero politico
di Lenin (erede del germe di autoritarismo presente in Marx). E questo
lo vede perfettamente Guérin. Cremaschi nota che l'antiautoritarismo
del comunismo libertario è la chiave per la ricostruzione di un
 movimento rivoluzionario in grado di sconfiggere il capitalismo. Il
giacobinismo è un metodo della rivoluzione borghese e i socialisti
rivoluzionari non devono più usare simili mezzi che sono ormai
definitivamente riconosciuti come destinati al fallimento.
L'antiautoritarismo, anche in campo sindacale, è fondamentale, la
strada è quella che viene dal basso. Non bastano il partito, i soviet,
i consigli. Bisogna costruire un progetto nuovo, ripensare a dove
andiamo e come andarvi e questo libro di Guérin fornisce molti
elementi utili a chiunque sia interessato alla rivoluzione sociale.
Infine ha parlato l'editore del volume, Roberto Massari
dell'associazione politica Utopia Rossa, che si definisce marxista
libertario. Massari, provveniente dal trotskismo, ha conosciuto Guérin
a Parigi, dove collaboravano nella redazione della rivista
"L'autogestion".
Massari crede che ci sono due cose che ognuno deve avere: il sogno di
un futuro migliore, ma soprattutto il progetto, un percorso che porta
al quel sogno. Qui il suo pensiero collima con quello di Guérin ed
emerge chiaramente dalla pagine di questo libro. Il marxismo (o
comunismo, o socialismo, tanto il nome è la cosa meno importante) può
e deve essere libertario. Anche per questo pubblicherà prossimamente
il libro di Guérin, "Pour le communisme libertaire", anche questo
finora ignorato in Italia. Massari ha messo in evidenza le
similtudini, per quanto riguarda la vasta gamma dei soggetti trattati,
tra Daniel Guérin (l'arte, la Rivoluzione francese, l'anarchismo e il
comunismo libertario, il fascismo, l'anticolonialismo,
l'omosessualità, la società americana...) e Pier Francesco Zarcone,
militante della FdCA (la Rivoluzione messicana, gli Amigos de Durruti,
l'anarchismo portoghese, Gesù, Islam, le collettivizzazioni nella
Spagna
 rivoluzionaria...).
Massari ha concluso la giornata con un ringraziamento agli
organizzatori della presentazione - i compagni del Lab. Soc. La Talpa
- nonché ad Adriana Dadà, venuta da Firenze per l'occasione, ed a
Cremaschi, che si era offerto di presentare il libro.

NM
per la Sezione "Luigi Fabbri", FdCA Roma

http://fdcaroma.blogspot.com/


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