(it) Torino. Banchetto/mostra contro pacchetto sicurezza

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Gio 24 Set 2009 17:35:33 CEST


Torino. Banchetto/mostra contro pacchetto sicurezza
Sabato 26 settembre al Balon
Banchetto/mostra/punto info
contro il pacchetto sicurezza
Appuntamento dalle 10 in via Andreis angolo via Borgo Dora
Per info e contatti:
Resistere al razzismo
noracism a inventati.org
338 6594361
Prossimo incontro:
martedì 6 ottobre
ore 21
in corso Palermo 46

Fermatevi un minuto. Pensate.

Da qualche mese siamo tutti più sicuri, la nostra vita, quella dei nostri
figli, quella dei nostri vicini di casa è più tutelata grazie al pacchetto
“sicurezza”. O no?

Fermatevi un minuto. Pensate.
Uno di questi giorni qualcuno sarà buttato fuori casa, privato della
residenza: quindi niente medico né scuola i suoi figli. Ai poveri, ai
senza casa, a chi occupa viene negata l’iscrizione all’anagrafe se il
posto dove vivono non ha idoneità abitativa.
Ma non preoccupatevi: al ministero dell’Interno costituiranno un registro
per schedare tutti i senza casa. Quando l’inverno ne inghiottirà uno
cancelleranno il nome dall’elenco. Quando la polizia prenderà le impronte
ai rom gli altri europei non potranno protestare contro il censimento
razzista.

Fermatevi un minuto. Pensate.
Uno di questi giorni quel ragazzo che incontrate sempre al bar sparirà:
verrà portato in una galera per senza documenti, un CIE, Centro di
Identificazione e Espulsione. Con la nuova legge ce lo terranno sino a sei
mesi per poi deportarlo in un paese dove non può e non vuole più vivere.
Sino a qualche mese fa faceva il muratore: è venuta la crisi e l’hanno
lasciato a casa. Senza lavoro niente documenti e senza documenti si piomba
nel limbo dell’illegalità, perché l’immigrato senza carte che non accetta
l’espulsione è considerato un delinquente. No, di più, perché se un
immigrato commette un reato gli verrà data una pena più alta. La legge, è
scritto nei tribunali, è uguale per tutti. Meno i poveri.

Fermatevi un minuto. Pensate.
Uno di questi giorni una donna partorirà un bambino senza carte, un
bambino clandestino. Non andrà in ospedale perché lì se lo prenderebbero
per darlo in adozione. Magari andrà tutto bene e magari no. Quanti bimbi e
quante mamme moriranno di parto clandestino? Quanti bimbi verranno rubati
alla nascita perché i genitori non hanno i documenti?

Fermatevi un minuto. Pensate.
Uno di questi giorni qualcuno per sposarsi o rifare le carte dovrà pagare
ben 200 euro: una tassa speciale per gente speciale, gli immigrati.
Chi sperava di poter finalmente vivere con i familiari rimasti al paese
dovrà aspettare ancora, perché farli venire qui è oggi molto più
difficile. Meno male che questo governo ogni giorno si sciacqua la bocca
con il “valore” della famiglia.

Fermatevi un minuto. Pensate.
Uno di questi giorni qualcuno starà male nell’androne di una casa, dietro
ad un albero dei giardinetti, nascosto dentro una vecchia auto. Forse
morirà. Niente cure o medicine per i senza documenti, perché ai pazienti
che non li hanno non sarà garantito l’anonimato e medici e infermieri
potranno denunciarli. Forse solo pochi lo faranno: molti portano il
cartellino “siamo infermieri e medici, non spie”. Ma nel dubbio chi vorrà
rischiare l’espulsione?

Fermatevi un minuto. Pensate.
Uno di questi giorni, in un paese dove pochi potenti hanno in mano
giornali, televisioni, radio un vostro amico sarà perseguito dalla legge
perché ha detto la propria scrivendo su un muro. Le associazioni e i
gruppi “sospettati” di non amare l’ordine costituito saranno sciolti, i
siti internet liberi multati ed oscurati.

Fermatevi un minuto. Pensate.
Uno di questi giorni qualcuno pagherà cara l’occupazione di una casa o un
banchetto piazzato su un marciapiede, perché le pene per chi occupa
edifici o il suolo pubblico sono state insprite. Chi si prende uno stabile
abbandonato perché non può permettersi di pagare, chi mette un banchetto
per vendere qualcosa sarà considerato un criminale.

Fermatevi un minuto. Pensate.
Uno di questi giorni qualcuno si incazzerà per tutto questo e dirà la
propria in modo troppo “vivace” su un giudice, un poliziotto, un vigile,
un parlamentare, un ministro. Niente paura, tutto è sotto controllo: sino
a tre anni di galera a chi ha la lingua troppo tagliente.

Fermatevi un minuto. Pensate.
Uno di questi giorni troverete in strada bande legalizzate di razzisti e
fascisti che additano alla polizia i senza casa, gli abusivi, i tiratardi,
gli stranieri poveri che vendono fiori e accendini. Nel ventennio le
chiamavano squadracce, oggi ronde.

Fermatevi un minuto. Pensate.
Vi sentirete più sicuri?
Il pacchetto sicurezza è un altro passo verso un diritto diseguale, in cui
non conta quello che fai ma quello che sei. È il presupposto di ogni legge
razzista. È il presupposto di ogni stato di polizia. Nel mirino i
migranti, i poveri, i senza casa e chiunque si opponga all’ingiustizia e
alla discriminazione.
In questi mesi e giorni nei CIE di Milano, Torino, Modena, Gradisca, Roma,
Lampedusa immigrati si sono ribellati contro le gabbie che li rinchiudono
per sei mesi. Un po’ ovunque c’è chi resiste al razzismo e rifiuta il
pacchetto sicurezza. Tanti sono scesi in strada contro uno Stato che
divide la gente in uomini e no.
Voi con chi state?


Da: Federazione Anarchica Torinese - FAI <fat -A- inrete.it>




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