(it) Zimbabwe: Intervista con Biko, comunista anarchico zimbabwiano della Uhuru Network [en]

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Mer 16 Set 2009 17:24:33 CEST


Zimbabwe: Intervista con Biko, comunista anarchico zimbabwiano della
Uhuru Network [en]
Un militante dello Zabalaza Anarchist Communist Front ha incontrato
Biko, un militante comunista anarchico della Uhuru Network (Rete
Uhuru) in Zimbabwe, il 10 agosto 2009 quando era in visita a
Johannesburg per il convegno annuale al Khanya College.
Nell'intervista, Biko parla dei cambiamenti nel quadro sociale,
politico ed economico dalla nascita del governo di unità nazionale; lo
stato dei sindacati e del movimento studentesco; la repressione contro
gays e lesbiche; il processo di riforma costituzionale e le attese di
una crescita in violenza politica da parte di ZANU-PF in vista delle
prossime elezioni.
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Ci puoi parlare dei cambiamenti nello scenario politico, sociale ed
economico da quando è nato il governo di unità nazionale?
Anzittutto, abbiamo visto una piccola apertura di spazi democratici in
termini della possibilità di parlare, ma in termini socioeconomici le
cose sono peggiorate, particolarmente con la dollarizzazione
dell'economia. L'impatto è stato più forte sulle comunità rurali; per
quanto riguarda la popolazione urbana, molte persone hanno difficoltà
nell'ottenere dollari USA dal momento che l'85% degli zimbabwiani sono
disoccupati.
Come è stata la reazione all'entrata nel governo del Movimento per il
Cambiamento Democratico (MDC), e come sono cambiate le sue strutture?
L'entrata di MDC in quello che noi preferiamo chiamare il governo di
transizione ma che viene da loro chiamato governo per l'unità
nazionale (Gun) viene percepito da gran parte del movimento per la
democrazia come una sorta di tradimento perché non è stato preceduto
da nessuna consultazione popolare. Fa parte di un patto d'elite
concordato con Thabo Mbeki. Durante i primi tre mesi del Gun, Robert
Mugabe ha apertamente sfidato lo stesso accordo del Gun, nominando 5
ministri più dei previsti e rifiutando di riconoscere altri ministeri
che dovevano appartenere a MDC. Per cui, è generalmente visto come un
tradimento.
L'attuale situazione pone delle sfide oppure offre delle opportunità
alla Rete Uhuru ed agli altri movimenti sociali?
C'è un evidente sentimento di delusione nella base militante del MDC,
che ora è più disponibile verso i gruppi radicali che si sono sempre
opposti ai partiti politici in Zimbabwe.
In che stato si trova il Congresso dei Sindacati dello Zimbabwe
(ZCTU), nel contesto della disoccupazione di massa e della
condivisione del potere?
La base del ZCTU è ora più debole, visto l'annientamento
dell'industria in Zimbabwe. Non è più un movimento così radicato tra
le masse operaie. I dirigenti hanno preso una posizione conflittuale:
hanno deciso di non attenersi al processo delle riforme costituzionali
stabilito dall'accordo GPA (che regola il Gun). Ma fino a che punto
potranno effettuare lo sciopero generale che minacciano da un mese non
si sa, data la base diminuita e indebolita.


Ed il movimento studentesco?

La dirigenza dello Zimbabwe National Students' Union (ZNSU - Sindacato
nazionale degli studenti dello Zimbabwe) ha rilasciato un comunicato
per dire che si uniranno all'Assemblea Costituente Nazionale ed al
ZCTU per portare avanti una campagna contro qualsiasi abbozzo di
costituzione prodotto dal processo di riforma costituzionale del
governo previsto dal GPA. L'Università di Zimbabwe rimane chiusa per
via della paura dello stato di mobilitazione e di azioni da parte
degli studenti, ma esiste una base radicale tra gli studenti dal
momento che rimangono aperte altre università. Infatti questi studenti
stanno portando avanti una campagna contro le privatizzazioni nella
scuola e nell'università promosse dal governo MDC/ZANU-PF.


Puoi parlarci delle varie posizioni prese nei confronti del processo
di riforma costituzionale, delle intenzioni e progetti della Rete
Uhuru al riguardo e delle prospettive per il futuro?

In seno al movimento per la democrazia in Zimbabwe ci sono in fondo
tre posizioni. La prima è quella adottata dall'Assemblea Costituente
Nazionale, dal ZCTU e dal ZNSU, ossia di non partecipare e di portare
avanti una campagna contro le eventuali decisioni.

La seconda è quella adottata da gran parte delle Ong e dalle
organizzazioni civili, particolarmente quelle che partecipano alla
Coalizione per la Crisi e l'Associazione nazionale delle Ong. Queste
organizzazioni concordano nel considerare difettoso il processo, ma
partecipano - sebbene malvolentieri - ai processi di consultazione del
governo e cercheranno di entrare a far parte della commissione e delle
strutture del processo.

La Rete Uhuru ha deciso di non partecipare alle strutture della
commissione perché crediamo che promuova l'illusione che questi
processi governativi possano offrire la libertà alla gente, una
posizione con cui non siamo d'accordo. Così, abbiamo deciso di
continuare a evidenziare i difetti del processo con una campagna
contro di esso nelle riunioni di consultazione che si terranno sul
territorio prima del referendum. Questa nostra posizione è informata
particolarmente dal fatto che al momento in cui verrà pubblicata
l'abbozzo di costituzione che emerge dal processo di riforma
costituzione del governo, la gente si renderà conto finalmente che non
sarà quella che voleva e dovrà lottare per cambiarlo. Crediamo che il
momento che servirà nella campagna contro l'abbozzo si costruirà
durante il processo consultativo, ed è lì dove cercheremo di costruire
l'energia necessaria.


Ci parli della struttura e delle attività della Rete Uhuru, del suo
aspetto culturale e come lo unite all'aspetto politico?

Attualmente la Rete Uhuru consiste in due collettivi: il Collettivo di
Media Alternativi ed il Collettivo Artistico Toyi Toyi. Sono membri
dei collettivi artisti e media-attivisti radicati sul territorio.
Lavoriamo in cinque quartieri a Harare: Chitungwiza, Glen Norah, Glen
View, Highfields e Waterfalls. Circa 20 militanti sono residenti di
questi quartieri ed il nostro programma di lavoro lì consiste in
circoli di studio. In questo modo, gli artisti ed i media-attivisti
lavorano nei circoli di studio dove costruiamo la politica
dell'organizzazione.

Per quanto riguarda la componente culturale del programma, si tratta
di un elemento che riscuote grande successo a causa del terreno
difficile dove operiamo e la repressione alla quale va incontro la
libera espressione. Abbiamo trovato che i nostri compagni si esprimono
più facilmente con la poesia, la musica ed altre forme artistiche, ed
è con queste forme che andiamo fra la gente sul territorio.


Come affrontate le questioni di genere nella rete? C'è parità dei
numeri della militanza o cercate tale parità?

Negli ultimi cinque anni la rete è stata maggiormente maschile, ma lo
scorso anno abbiamo deciso di introdurre una quota femminile del 50%
nei circoli territoriali; così attualmente esiste una parità nei
numeri. Alcuni membri dell'organizzazione avevano posto resistenza a
questo, ma siamo riusciti a spiegare bene le nostre motivazioni.


Quali rapporti avete con Women of Zimbabwe?

Secondo noi, Women of Zimbabwe (Donne dello Zimbabwe) è
l'organizzazione territoriale per l'azione diretta più forte. Avevamo
notato il loro orientamento verso le questioni della giustizia sociale
ed economica nelle loro campagne e siamo d'accordo nel voler cercare
l'organizzazione della base in Zimbabwe. Concordiamo anche sull'uso
dell'azione diretta e nei nostri programmi.


Com'è la situazione con riguardo all'omofobia in Zimbabwe? Possono le
persone GLBT organizzarsi per difendere i loro diritti? Quanto è
severa la persecuzione ed in che modo siete impegnati nella lotta?

Le parole di Robert Gabriel Mugabe contro i gay e le lesbiche in
Zimbabwe un paio di anni fa hanno avuto come conseguenza un aumentata
pressione delle forze di Stato contro i gay e le lesbiche, e
particolarmente contro la loro organizzazione, Gays & Lesbians of
Zimbabwe. Hanno pochissimi spazi all'interno della società zimbabwiana
perché stigmatizzati/e a causa delle tradizioni conservatrici. Abbiamo
cercato legami con Gay & Lesbians of Zimbabwe, ma la situazione è
talmente repressive che non abbiamo potuto fare nulla.

(Nota: Più tardi, Biko ci ha precisato che sono riusciti in qualche
modo a forgiare legami con GLZ, ma questi tentativi hanno risentito
molto del severo clima di repressione e i livelli di segretezza che
gli omosessuali in Zimbabwe sono costretti ad adoperare per
organizzarsi. Ha detto inoltre che ci vorrà tempo per sviluppare la
fiducia necessaria.)


Per quanto riguarda la lotta delle donne, avete più spazio per agire?

Penso di sì, anche a causa del fatto che il governo, almeno a parole,
ha promosso le campagne per i diritti della donna, e che ZANU-PF ha
nominato una vice-presidente donna. Per questo è più facile parlare
ora a favore dei diritti della donna, ma fino a che punto c'è stata
una vera riorganizzazione delle strutture sociali per includere le
donne, non si sa. In generale si può dire che lo status delle donne in
società rimane immutato.


Come potrebbe essere il prossimo futuro in Zimbabwe e in quale modo si
può dimostrare solidarietà internazionale?

Il processo di riforma costituzionale in Zimbabwe ha decimato le
strutture di MDC, anche come conseguenza delle campagne violenti
portate avanti da ZANU-PF nei confronti degli attivisti militanti sul
territorio. Di conseguenza, crediamo che MDC in quanto partito sarà
impotente nell'opporsi all'ordine del giorno di ZANU-PF per quanto
riguarda la riforma costituzionale. Crediamo inoltre che il processo
di riforma non è incentrato sulla gente e quindi non sarà accettata
dal popolo di Zimbabwe.

Ci sono poche organizzazioni che agiscono contro questo processo e si
può prevedere una situazione polarizzata al momento del referendum. In
conseguenza, ci si può prefiggere una campagna lunga e sanguinosa da
parte di ZANU-PF. Il referendum sarà seguito da elezioni politiche, e
ZANU-PF non ha smantellato - né ha intenzione di smantellare - le sue
strutture repressive. Così è probabile che si vedrà più di quello che
si è visto lo scorso anno durante le politiche.

Prioritaria per i movimenti in Zimbabwe è rafforzare le strutture dei
movimenti, preparandole per l'autodifesa, e anche creare alleanza
strategiche allo scopo di rafforzare il movimento per la democrazia
tutta. La solidarietà internazionale, secondo noi, dove essere
incentrata su come rafforzare queste strutture, specialmente
attraverso lo sviluppo della coscienza politica dei compagni. A tal
scopo saranno utili i materiali di propaganda. Dobbiamo anche
mantenere legami, particolarmente di solidarietà quando aumenterà la
repressione il prossimo anno.

Per ulteriori informazioni sul Toyi Toyi Artz Kollektive
http://www.toyitoyi.blogspot.com/

Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali

http://www.zabalaza.net


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