(it) Unicobas: sciopero e manifestazione nazionale 9 ottobre

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Lun 14 Set 2009 22:25:45 CEST


Il decreto sui PRECARI passato al Consiglio dei Ministri è
assolutamente inaccettabile. I contratti di “disponibilità” obbligano
ad una flessibilità totale, quindi al deprofessionalizzante
“tappabuchismo spicciolo”, con l’unica certezza di una retribuzione
pari al 70% dello stipendio.
Per stessa ammissione del Governo, il provvedimento riguarda al
massimo 13.000 precari (con uno stanziamento sballato che ne copre
soli 10.000). Ma si dà il caso che ce ne siano almeno altri 100.000,
ai quali, proprio per effetto della “riforma” Gelmini su tutti gli
ordini e gradi di scuola, nonché per le cattedre costituite
illegittimanente a 20/22 ore, vengono tolte persino le supplenze
brevi. Infine non si tiene conto per nulla del precariato di
amministrativi, tecnici ed ausiliari (il cui numero – alla faccia
della “sicurezza” – è ridotto in modo inimmaginabile. Il calcolo del
Ministro infatti non tiene conto della gran massa dei precari (sui
quali s’è retta sinora parte significativa della scuola italiana), e
si limita a coprire la differenza fra tagli dichiarati (43.000) e
pensionamenti (30.000). In realtà però i tagli effettivi, quest’anno,
sono almeno 45.000 e, fra questi, i 15.000 non docenti non sono
sostituiti.
Come se non bastasse, per i docenti il decreto prevede anche l’obbligo
di lavoro nei centri di Formazione professionale gestiti dalle Regioni
e dagli Enti Locali, ove vigono un altro stato giuridico ed orari più
estesi (è passato il “modello Formigoni”). Si tratta di un ulteriore
elemento di deprofessionalizzazione (da questo sono naturalmente
esclusi i precari di scuola media e primaria).
Le chiacchiere sull’anticipo dell’indennità di disoccupazione lasciano
poi il tempo che trovano: infatti non si tratta di un vero salario di
disoccupazione come quelli vigenti in molti paesi UE. E’ solo un
acconto sulla liquidazione che verrà tolto a fine carriera ad una
generazione già con una pensione ridicola ed incerta. E’ la politica
del bastone e della carota, nonché del divide et impera fra i precari:
chi si presta obtorto collo alla disponibilità assoluta godrà di un
canale preferenziale a livello di scuola, con l’effetto aggiuntivo di
un rimescolamento demenziale delle graduatorie, con l’effetto di un
gravame ulteriore sul personale stabile e sugli studenti, che vedranno
quotidianamente la divisione delle classi. Quindi nessuna qualità e
nessuna razionalizzazione!
Con le sue dichiarazioni imbonitrici, la Gelmini cade nel ridicolo
quando sostiene che per “l’anno prossimo questo problema non ci sarà”.
Ci vuole davvero una bella faccia tosta, visto che il Governo non fa
mistero di aver disposto il taglio di 85.000 docenti e 45.000 ATA in 3
anni: per il 2010/2011 ed anche per l’anno dopo, dove andranno i
precari con altri 60.000 posti in meno (50.000 solo di docenti)?
Questi peraltro sono i dati ufficiali: quelli reali sono ancora più
pesanti: invece di 130.000, i ruoli tagliati arriveranno a 100.000,
anche a causa dell’assegnazione ai precari degli “spezzoni” di
cattedra (altro che 8%!).
A fronte di tutto ciò, è davvero desolante sentire le dichiarazioni di
giubilo dei rappresentanti nazionali di CISL, UIL, SNALS e Gilda
(d’accordo anche sui contratti disponibilità)! Per quanto ci riguarda,
abbiamo indetto per Venerdì 9 Ottobre il primo sciopero nazionale
della scuola, con manifestazione sotto il Ministero di quella che fu
l’Istruzione Pubblica, in Viale Trastevere a Roma dalle h. 10.00. In
quell’occasione la Gelmini avrà modo di verificare il gradimento della
scuola reale! Intanto sviluppiamo da subito una CAMPAGNA dei nostri
rappresentanti per la sicurezza contro l’affollamento delle classi
(ben oltre i parametri) ed una sull’IGIENE CONTRO la POSSIBILITA’ DI
PANDEMIA.
SCIOPERO E MANIFESTAZIONE NAZIONALE VENERDI’ 9 OTTOBRE
Stefano d’Errico (Segretario Nazionale)


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