(it) Comidad, le news del 3 settembre 2009

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Gio 3 Set 2009 00:11:13 CEST


Comidad, le news del 3 settembre 2009
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce “Commentario” e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
LA PSICO-GUERRA CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA
L’organizzazione cattolica Comunione e Liberazione esibisce da molti
anni una doppia personalità. Da un lato, CL è la Compagnia delle
Opere, una delle più tentacolari cosche affaristiche italiane, che
monopolizza gli appalti nella Regione Lombardia (governata dal
ciellino Roberto Formigoni, del PdL), ma è in grado di vampirizzare
attivamente anche  altre aree del Nord e del Centro Italia. Dall’altro
lato, Cl si presenta invece come la “compagnia delle chiacchiere” che
si esprime, con cadenza annuale, al Meeting di Rimini.
Il Meeting di Rimini è una palestra per la declamazione delle più
spudorate stupidaggini, confezionate col richiamo pretestuoso ed
astratto a valori morali e religiosi; il tutto in puro stile Don
Giussani, il mitico e compianto fondatore di CL, il prete capace di
scrivere ottocento pagine per garantirsi di non aver detto
assolutamente nulla. La compagnia delle chiacchiere riesce così ad
annebbiare ed oscurare la realtà affaristica della Compagnia delle
Opere, che sovrintende a tutta l’impalcatura mediatica.
Spesso, però, esponenti politici e di governo scelgono il palcoscenico
mediatico del Meeting di Rimini anche per lanciare pubblici messaggi
ai loro clienti, o ai loro mandanti. Quest’anno è stato il caso del
ministro-fantoccio dell’Istruzione, Gelmini, che ha dichiarato il
proposito di abolire l’attuale sistema di formazione dei docenti, per
sostituirlo con un tirocinio da attuarsi presso scuole statali o
paritarie. Insomma, un business viene sottratto all’Università e
donato ai privati, dato che, con questa ipotesi normativa, il governo
concederebbe di fatto agli istituti paritari la facoltà di vendere la
qualifica di docente.

Ovviamente la Gelmini, nelle sue dichiarazioni al Meeting, non si è
fatta sfuggire l’occasione per avvilire e umiliare la categoria dei
docenti e, nel caso specifico, i docenti precari; ma sarebbe un errore
attribuire questo stile sprezzante e sguaiato alla particolare
abiezione antropologica manifestata dai membri dell’attuale governo.
Nel 1999 il ministro dell’Istruzione in carica era Tullio De Mauro,
sino ad allora un intellettuale universalmente apprezzato; eppure De
Mauro adottò uno stile analogo a quello della Gelmini, scegliendo i
media, invece che il Parlamento, per esprimere i suoi propositi -
elettoralismo ed antiparlamentarismo sembrano fatti l’uno per l’altro
-, e trattando inoltre gli insegnanti da morti di fame, al punto di
lanciare una proposta da avanspettacolo: istituire una lotteria per
arrotondare gli stipendi dei docenti.

Anche l’affossamento dell’idea che la Scuola possa costituire un
fattore di progresso sociale, e la trasformazione della stessa Scuola
in un laboratorio riservato esclusivamente a esperimenti affaristici e
reazionari, li si debbono ad un altro ministro di “sinistra”, cioè al
predecessore di De Mauro al ministero dell’Istruzione, Luigi
Berlinguer.

Il pomposo e prolisso programma dell’Ulivo alle elezioni del 1996
prevedeva, come punto qualificante per la Scuola, l’adozione
dell’istruzione superiore per tutti sino ai diciotto anni: un
obiettivo storico della sinistra. Eppure, appena giunto al ministero,
Berlinguer si dimenticò di questo obiettivo e, con la solita
intervista televisiva, lo sostituì con l’obbligo formativo, cioè una
riedizione del caro, vecchio e reazionario avviamento professionale.

Come obiettivo qualificante della sua opera di ministro, Berlinguer
lanciò poi in TV una proposta mai discussa prima: l’autonomia degli
istituti scolastici. L’aspetto curioso - e interessante dal punto di
vista della psicologia sociale - è che all’epoca nessuno si fece
avanti a contestare al ministro l’abbandono dell’istruzione superiore
per tutti, anzi tutta l’attenzione fu monopolizzata dal dibattito
sull’autonomia, di cui, sino ad allora, nessuno aveva mai avvertito il
bisogno.

Berlinguer, con la proposta dell’autonomia scolastica, non aveva fatto
altro che propinare il solito sofisma, divenuto un luogo comune
propagandistico dagli anni ’80: meno uguaglianza in cambio di più
libertà. Ma libertà e uguaglianza sono nomi diversi per la stessa
cosa, e pretendere di separare la libertà dall’uguaglianza, significa
solo usare la parola  “libertà” come un’etichetta per ogni genere di
abuso.

Infatti, mentre molti hanno favoleggiato sulle opportunità creative
offerte dall’autonomia scolastica, l’autonomia reale si è risolta
invece in una sorta di riedizione del feudalesimo applicato alla
Scuola, dove ora il Preside - divenuto il Dirigente Scolastico -
assume, per legge, il ruolo di bullo istituzionale, un tirannello
locale, con tratti da boss mafioso. Il Preside-bullo costituisce il
punto di riferimento ed il modello per gli studenti bulli, che ora si
ritrovano criminalizzati semplicemente per essersi adeguati al trend.

Rimane a tutt’oggi da spiegare come sia stato possibile che un
obiettivo come l’istruzione superiore per tutti sino ai diciotto anni
si sia potuto perdere per strada, sino a scomparire dalla memoria
storica. Uno dei fondatori del comunismo, Filippo Buonarroti, diceva
che ci sono idee emancipatrici, cioè idee che, aldilà della
possibilità di realizzazione immediata, costituiscono comunque dei
fattori di spinta sociale. Anche senza credere più ai Lumi ed alle
virtù salvifiche della cultura, non c’è dubbio che l’idea
dell’istruzione superiore per tutti costituisca un messaggio concreto
di uguaglianza, cioè uno di quegli obiettivi che possono definirsi
“identitari” per un movimento di opposizione.

Quindi non è affatto un caso che la guerra psicologica abbia usato un
governo di “sinistra” per liquidare e cancellare dalla memoria
collettiva proprio questo obiettivo.

3 settembre 2009


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