(it) Comidad, le news del 14 maggio 2009

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Gio 14 Maggio 2009 06:31:36 CEST


Comidad, le news del 14 maggio 2009
NEWSCOMIDAD
Ecco le news settimanali del Comidad: chi volesse consultare le news
precedenti, può reperirle sul sito http://www.comidad.org/ sotto la
voce “Commentario” e all'indirizzo http://adhoc-crazia.blogspot.com/.
IN AFGHANISTAN L’ITALIA MASSACRA CIVILI E LA PROPRIA DIGNITÀ
Una notizia che è stata poco evidenziata dai media in questi ultimi
giorni, riguarda la rottura tra gli Stati Uniti ed il governo Karzai,
che pure gli stessi USA avevano imposto come un proprio fantoccio.
L’occasione della rottura è stata l’ennesima strage di civili afgani
perpetrata dall’aviazione USA, con il consueto alibi degli “scudi
umani”. Karzai ha consentito agli studenti afgani di manifestare
contro la strategia della NATO, ed ha sostanziato ulteriormente la sua
posizione attraverso  una propria nota di protesta, di durezza
inusitata.
Le lamentele di Karzai per le vittime civili non costituiscono in sé
una novità, ma il tono è ora decisamente cambiato, a dimostrazione che
gli USA non controllano più completamente il loro fantoccio, che è
stato costretto a fare i conti con una pressione popolare crescente
contro l’occupazione NATO.
La resistenza afgana - etichettata in modo sommario dai media come
“Talebani”- ha indubbiamente messo in crisi l’occupazione e forse
Karzai pensa già a come salvarsi la pelle quando la sconfitta della
NATO sarà del tutto maturata. C’è però anche da rilevare che
l’opposizione all’occupazione riguarda adesso anche le etnie afgane
che sinora avevano accettato l’alleanza con gli USA, ed il fatto non
può non essere posto in collegamento con la radicalizzazione della
strategia anti-civili messa in atto dalla NATO.
In questa radicalizzazione va fatto probabilmente rientrare anche
l’episodio della ragazzina afgana assassinata pochi giorni fa dai
militari italiani. Non è stato neppure necessario per i comandi
italiani di ordinare esplicitamente ai propri militari di sparare sui
civili, ma è bastato imporre delle regole di ingaggio tali da ottenere
lo stesso risultato, cioè sparare a vista su tutto ciò che si muove. È
significativo che anche nella vicenda ragazzina assassinata, le
autorità afgane non abbiano offerto nessuna copertura agli occupanti,
ed abbiano presentato i fatti per quello che erano, facendo crollare
la retorica umanitaria con cui il ministro Frattini tenta inutilmente
di mistificare la presenza militare italiana nell’avventura coloniale
in Afghanistan.
È evidente che la NATO sta da tempo cercando di “ripulire” vaste zone
dell’Afghanistan non soltanto dalla resistenza, ma anche dai semplici
civili inermi. L’evoluzione della strategia militare corrisponde ad
una evoluzione della strategia affaristica della NATO.
Il primo obiettivo della NATO è chiaramente quello di giungere al
monopolio assoluto della produzione e del traffico dell’oppio, che
costituisce l’affare di base con cui pagare anche la rete di oleodotti
che deve attraversare l’Afghanistan. La colonizzazione
dell’Afghanistan è giunta dunque alla sua fase cruciale, cioè la
“bonifica” del territorio dalla popolazione autoctona, spingendo i
civili alla fuga, e quando non si lasciano convincere, arrivando allo
sterminio diretto.
I gruppi etnici afgani finora alleati della NATO si sono perciò resi
conto di essere divenuti anch’essi un bersaglio. Tutto ciò non ha
ancora determinato una alleanza alternativa, cioè una riconciliazione
con i cosiddetti “Talebani” in vista di una lotta comune contro
l’occupante. Karzai  e gli altri capi-tribù stanno cercando ancora di
contrattare con l’occupante, sperando forse di trovare interlocutori
all’interno dello schieramento NATO che gli consentano di mettere in
difficoltà la strategia di sterminio imposta dagli Stati Uniti.
Se la speranza di Karzai e dei suoi amici era questa, la risposta
italiana è già arrivata ed è stata eloquente, e cioè il totale
allineamento dei militari italiani alla strategia USA. I reparti
italiani sono restii ad impegnarsi in combattimento aperto, poiché non
si fidano della copertura aerea USA (e come potrebbero, dopo i
bombardamenti subiti dai militari britannici in Iraq da parte del
“fuoco amico” americano?). D’altra parte queste furberie non implicano
una contestazione della strategia USA, che viene seguita dai militari
italiani quando ciò non comporti rischi per la propria incolumità,
come si è visto quando si è trattato di sparare all’impazzata su una
famigliola che si recava ad un matrimonio.
In questi giorni in Afghanistan non sta sprofondando solo l’immagine
dell’Italia, ma anche la sua residua dignità.  Grazie, Frattini.

14 maggio 2009


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