(it) Roma: Pure senza fero da stiro...nun famo 'na piega!

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Gio 14 Maggio 2009 05:47:53 CEST


PURE SENZA FERO DA STIRO… NUN FAMO ‘NA PIEGA!
È passato circa un mese dal blitz effettuato a Torre Maura Occupata da una
quindicina di carabinieri, coadiuvati da due tecnici dell’ACEA, che ha avuto
come conseguenza il distacco della corrente e il trasferimento in caserma
dei/lle cinque compagni/e al momento presenti nel posto, denunciati/e a piede
libero per furto di energia elettrica.
In questo periodo abbiamo ricevuto diversi attestati di solidarietà da parte
di individualità e situazioni collettive che ringraziamo vivamente, per non
averci fatto sentire soli di fronte all’ennesimo attacco repressivo. Il
mandante dell’operazione da noi subita è duplice ed identificabile in due
dinamiche parallele e concatenate: prima di tutto la privatizzazione dell’ACEA,
che scortata dalla forza pubblica sta eseguendo migliaia di distacchi (1000 già
realizzati nel 2008 e 3000 programmati per il 2009, nel territorio
metropolitano di Roma) alle utenze abusive; in aggiunta a ciò la decisione del
comune, che eliminando l’apposito fondo destinato alle cosiddette “utenze
morte”, vorrebbe camuffare da semplice intervento “tecnico” e di “mera
burocrazia” quello che è un attacco politico alle situazioni collettive ed
individuali marginali al ciclo produttivo cittadino. Lo stesso comune che ha
contemporaneamente pagato una buonuscita milionaria al vecchio amministratore
delegato dell’ACEA, di area veltroniana, per uno più consono agli interessi
della “nuova” classe dirigente. Durante l’ultima campagna per le comunali, l’
attuale sindaco di Roma aveva tra i punti del suo programma elettorale lo
sgombero dei posti occupati della città; il primo tentativo diretto è andato
male, visto che il centro sociale sgomberato è stato in seguito rioccupato e lo
è tuttora. È probabile che dopo queste vicende vi sia stato un cambiamento di
tattica: sperimentare una forma meno diretta di attacco e colpire, forse
esemplarmente, una situazione da sempre refrattaria a qualsiasi tavolo di
trattativa, potrebbe al momento rappresentare una strada più facilmente
percorribile, rispetto alla messa in campo di uno scontro frontale e di
maggiori proporzioni.
Se pensavano ad uno sfinimento sul lungo periodo, con una conseguente
apertura verso la negoziazione hanno fatto male i propri conti. Non vogliamo
costruire una campagna politica per elemosinare un contratto elettrico, magari
intestato all’ennesima associazione culturale nata dalle ceneri di un’
esperienza autogestita, così come nel periodo comunale rutelliano abbiamo
rifiutato la delibera di assegnazione dei centri sociali, preferendo il volo
meno sicuro ma più appassionante dell’autogestione senza paracadute. In questo
periodo di confronto interno è emersa, ancora una volta, la volontà di non
piegare la testa: l’unica sfida per noi accettabile è quella di rilanciare l’
autogestione di questo spazio anarchico, rafforzandone la tensione verso l’
autosufficienza, il più lontano possibile dai lacci  istituzionali. Questa
sfida implicherà ovviamente un cambio di rotta nella gestione delle necessità
energetiche del posto. La prima soluzione intermedia messa in pratica, con il
fine primario di non paralizzare le attività e le iniziative di Torre Maura
Occupata, è stata l’acquisto di un generatore elettrico, ma il nostro proposito
sul lungo periodo e rispetto alla vita quotidiana nello spazio è quello di
ridurre la dipendenza dal consumo di corrente elettrica. Pensando a possibilità
alternative, abbiamo intenzione di ricorrere a pannelli solari termici e
scaldini a gas o legna per quanto riguarda l’acqua calda e, per quanto riguarda
l'elettricità, ad un sistema di batterie caricate da pannelli fotovoltaici,
integrati dal generatore quando non dovessero bastare.
Contemporaneamente sappiamo di non essere completamente autosufficienti per
realizzare tale progetto, che non annulla completamente il rapporto con il
mercato, così come non elimina le ripercussioni sull’ambiente, nonostante la
sua parziale ecocompatibilità. Pensiamo che sia un passaggio importante e che
una volta sperimentato e realizzato da noi possa essere riprodotto in altri
posti autogestiti e occupati, con molti meno sforzi.
Per velocizzare la riuscita di tale progetto, in tempi che nelle nostre
valutazioni permetterebbero almeno l’illuminazione delle stanze vissute
quotidianamente per l’inizio dell’inverno, chi volesse contribuire può farlo in
vari modi:

-fornendoci supporto tecnico per la progettazione e realizzazione l’
impianto.
-fornendoci dritte per il reperimento a basso (o nullo) costo del materiale
necessario.
-sostenendoci nelle spese attraverso iniziative benefit.
-nel caso di individui/gruppi musicali/teatrali, offrendo la disponibilità a
partecipare alle varie iniziative di autofinanziamento che programmeremo.

Il progetto è ambizioso, ma la solidarietà e il mutuo appoggio tra individui
e realtà collettive ci conforta e ci sostiene così come ci rafforza nella
resistenza agli attacchi repressivi dello stato…

…… e lo spirito continua!

Torre Maura Occupata
Maggio 2009
 "torremaura a libero.it" <torremaura-a-libero.it>


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